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Inglourious Basterds, è ancora Tarantino



Torno or ora dall'aver visto al cinema "Inglorious Basterds", l'ultimo film di Tarantino, che consiglio caldamente. E' in pratica un moderno western all'italiana, con omaggi al cinema di Margheriti a tutto andare, addirittura uno dei personaggi assumerà il nome di Antonio Margheriti durante una missione nella quale deve fingersi italiano.

La recitazione dell'attore austriaco, Christoph Waltz, che impersona un generale delle SS è qualcosa da alzarsi in piedi e levarsi il cappello, soprattutto perché ho visto il film in versione originale, vale a dire quasi tutto in tedesco, francese, inglese e una spruzzata di italiano. L'attore tedesco è bravissimo a recitare in tutte queste lingue ed è talmente credibile nei panni del suo personaggio da far gridare davvero all'acclamazione. Al solito, il povero Brad Pitt esce con le ossa rotte dal confronto. Il film in sè è godibilissimo, girato in tutto e per tutto come un western all'italiana, con tanto di musiche a sottolineare i personaggi e le loro entrate, i primissimi piani, le scritte in sovraimpressione per introdurre personaggi importanti. E' bella l'idea di rappresentare un gruppo di ebrei americani che sono più crudeli dei nazisti, è bella l'idea di fare un film storico che poi diventa fantasy, c'è un grande Hitler e in generale il film è forse il migliore dell'anno, sopra Milk.

Un paio di grandi errori: ***SPOILER*** al termine di una strage in una taverna, il personaggio di Bridget von Hammersmark (una famosa attrice tedesca che faceva la spia per gli inglesi) rimane ferita gravemente alle gambe e dimentica le scarpe e un fazzoletto col suo bacio su e il suo nome sul luogo della strage, ossia nella Parigi occupata dai nazisti. Naturalmente, una spia avrebbe accuratamente raccolto le sue scarpe e ogni altro elemento che potesse far capire che lei era stata in quella taverna e che ne era uscita viva. Invece lei va in missione con tanto di gamba ingessata e una scusa poco credibile, e verrà smascherata. Sia la dimenticanza della scarpa e, meno, quella del fazzoletto, sono considerabili come errori di sceneggiatura perché non è credibile che una spia lasci tanto dietro di sè, dovendo poi portare a termine una missione così importante come quella di uccidere Hitler.

Il secondo errore è quello del generale delle SS che decide di vendersi al nemico e, per farlo, praticamente si fida dell'uomo nemico famoso per la sua crudeltà. Inutile dire che la parola non verrà rispettata e che in quel caso il personaggio del generale delle SS, fino a quel punto presentato come una volpe assoluta, crolla in un errore di ingenuità da far urlare. Diventa una specie di bambino che si fida della parola di un ebreo noto per la sua ferocia, dopo avergli ucciso vari amici e compagni d'armi.

In ogni caso, Tarantino sa fare sempre un cinema personale e particolare, godibilissimo, divertente, bello, granguingolesco (è proprio un puberto, c'è poco da dire, in questo: gli piace lo splatter come a nessun altro, nemmeno ad Argento) e di enorme impatto popolare. Il cinema era pieno in una sera di giovedì dopo due settimane dall'uscita, e il film è proiettato in una cinquantina di sale a Toronto. ***FINE SPOILER***

In ogni caso, Tarantino sa fare sempre un cinema personale e particolare, godibilissimo, divertente, bello, granguingolesco (è proprio un puberto, c'è poco da dire, in questo: gli piace lo splatter come a nessun altro, nemmeno ad Argento) e di enorme impatto popolare.

Pubblicato il 4/9/2009 alle 6.59 nella rubrica Attese.

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