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Caster Semenya



Questa è la storia di una atleta donna, dalle apparenze poco femminili. Si chiama Caster Semenya, ed è una atleta della Repubblica Sudafricana. Se non corresse nei concorsi internazionali, la sua apparenza mascolina non sarebbe materia di discussione sulla stampa del pianeta. Siccome ha appena vinto gli 800 metri ai Mondiali di Berlino, dando una pista della madonna alle altre atlete - dopo che la IAAF ha controllato la sua appartenenza al genere femminile, si spera non soltanto abbassandole le mutandine, ma anche con un esame del sangue - l'atleta italiana Elisa Cusma, arrivata solo sesta, ha pensato bene di rilasciare la classica dichiarazione da minus habens, tanto per far ricordare al mondo quanto siamo primitivi noi italiani. Elisa Cusma ha detto, dopo che la IAAF aveva accertato l'appartenenza al genere femminile della Semenya, commentando la sua fantastica vittoria: "Per me è un uomo".

Beh, per questo blog, invece, Elisa Cusma è solo una gran pippa. Sulle piste d'atletica, ma soprattutto nella vita.


Aggiornamento: La federazione sudafricana di atletica ha confermato che la Semenya è donna, la IAAF continua a indagare nel modo da me auspicato (analisi del sangue). La Cusma ha chiesto scusa, la Semenya probabilmente è lesbica, Emanuela Audisio ha scritto un gran bell'articolo, Cristiana e io la pensiamo allo stesso modo.

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McLean's, la principale rivista politica canadese, si occupa del sultano. Lo sputtanamento va da un oceano all'altro.

Pubblicato il 19/8/2009 alle 23.18 nella rubrica Diario.

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