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Alitalia, c.v.d.

Tra gli enormi danni politici che Berlusconi ha arrecato all'Italia, un posto di tutto rispetto è la nota vicenda Alitalia. La compagnia di bandiera, che Prodi era riuscito a vendere ad Air France per una cifra tre volte superiore a quella a cui l'ha venduta Berlusconi, e con tutta una serie di paletti che non sono presenti nel contratto firmato da Berlusconi, ha funzionato come compagnia aerea per alcuni mesi sulle spalle dei contribuenti italiani, che con le loro tasse hanno ripianato i debiti dell'Alitalia, anziché farli ripianare ad Air France.

Un pragmatico molto benestante potrebbe dire: vabbè, comunque alla fine l'Alitalia c'è e collega Roma (non più Milano) al resto del mondo, per cui pago volentieri con le mia tasse i debiti della compagnia.

No, adesso la festa è finita. Ora che la finta cordata di imprenditori amici di Berlusconi sta cedendo il controllo all'unico socio che di compagnie aeree si occupa da sempre - Air France - ecco che dopo aver perso Malpensa, Alitalia si appresta a perdere anche le rotte internazionali dirette da Roma. Si dovrà passare da Parigi o da Amsterdam. Comodissimo, calcolando che per un volo diretto da Toronto occorrono 8 ore di volo, e che uno scalo ovunque fa aumentare a 14 ore l'intero tragitto. Si raddoppieranno inoltre le possibilità di perdere i bagagli, perché naturalmente si cambierà anche aereo, nello scalo straniero.

Grazie sultano!
Io tornerò a volare Air Canada o Air Transat, per andare a Roma da Toronto.

Pubblicato il 29/7/2009 alle 13.41 nella rubrica Cose politiche.

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