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La crema del berlusconismo

Fra cinquant'anni, quando i figli dei vostri nipoti leggeranno sui libri di storia il capitolo (speriamo sarà solo un paragrafo) relativo al "berlusconismo", il testo parlerà di tante cose. Tuttavia, con ogni probabilità, non si parlerà di Gabriella Carlucci. Ed è un vero peccato, credetemi, perché Gabriella Carlucci incarna l'aspetto migliore del berlusconismo. Oserei anzi dire che Gabriella Carlucci è la crema del berlusconismo.

Questa donna (e chiedo scusa per l'associazione, ma effettivamente è donna) infatti ne ha già compiute di ogni per farsi ricordare come la più grande collezionista di violente figure di merde della Storia dal Pleistocene a oggi. Però, stoica, continua a occuparsi con grande abnegazione di argomenti di cui non capisce nulla nel modo più assoluto. Il bello di Gabriella Carlucci, è che lei però lo fa sempre con rispetto verso il proprio interlocutore, come dimostra questo scambio con il giornalista dell'Espresso Alessandro Gilioli, avvenuto lo scorso 23 aprile in Parlamento.

Alle obiezioni del povero Alessandro Gilioli, che era stato condannato per non so quale tremendo crimine a cercare di spiegare cosa fosse Internet al cervello della signora Carlucci (dovrebbero essercene tracce sotto la folta capigliatura, ma forse le troppe tinture lo hanno fatto sublimare), la signora risponde “mi auguro che suo figlio venga intercettato dai pedofili non appena avrà accesso a facebook”.


Ringraziando Youblob.org, segnalo anche l'articolo di Alessandro Gilioli sul blog dell’Espresso, in cui racconta lo spiacevole incontro con la Carlucci:

Lo so che bisogna ridurre i costi della politica, ma una distribuzione mirata di benzodiazepine alla Camera sarebbe molto opportuna. Io non ho capito com’è che la mandano in giro. No davvero, non è questione di destra o di sinistra, è questione di Tso.

Va beh.


Ecco, il berlusconismo è anche e soprattutto questo: l'aver portato una masnada di zoccole, ballerine, letterine, pompinare, fintattrici e presentatrici all'interno delle istituzioni della Repubblica e di aver dato loro in mano la cloche del finto potere. Una cloche che, nonostante la forma familiare, non sono in grado di utilizzare in nessuna maniera, facendo precipitare il livello del Parlamento italiano verso fondali mai raggiunti prima nella Storia.
Meno male che Gabriella c'è.

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Pubblicato il 27/4/2009 alle 12.21 nella rubrica Cose politiche.

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