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Emilia: il museo Cervi



Benché da un paio di giorni sia tornato a Roma, vale la pena fare un post sui due musei visitati in Emilia: il museo della Resistenza dedicato ai fratelli Cervi, tra Gattatico e Campegine, e il museo su Peppone e Don Camillo a Brescello.

Va detto subito: sono due luoghi che più diversi non potrebbero essere. Il museo dei fratelli Cervi è ricavato nella casa colonica che fu della famiglia Cervi ed è un piccolo gioiello che mette insieme un'ampia sezione da museo di antropologia contadina e una installazione modernissima di un architetto di grido (del quale naturalmente non ricordo il nome), chiamata Quadrisfera. La Quadrisfera, in otto minuti scarsi, racconta e illustra a grandi linee la storia del sacrificio dei sette fratelli Cervi.

Se non sapete chi siano stati i sette fratelli Cervi e ignorate anche la figura di papà Cervi, siete sul livello di ignoranza della storia patria di Silvio Berlusconi, e dunque fossi in voi mi preoccuperei seriamente. Per rimediare, potete leggervi qui la loro storia, ma sappiate che dopo il loro sacrificio e la morte di crepacuore anche della loro mamma, la figura di papà Cervi è stata osannata in Italia e all'estero quasi quanto quella di Giuseppe Garibaldi. Solo per dirne una: il simbolo dei pionieri comunisti, associazione giovanile del PCI che fu sciolta negli anni Sessanta, assunse come simbolo proprio quello che fu assegnato a papà Cervi: una quercia con sette rami spezzati e sette stelle che brillano nel cielo. E al suo funerale, nel 1970, vennero a Reggio Emilia 200.000 italiani.

A dieci chilometri da Campegine, c'è Brescello, set della saga dei film su Peppone e Don Camillo. Deludente l'installazione e iper-commercializzata la peraltro anonima cittadina. Unica cosa interessante: sia l'amministrazione comunista che il parroco di Brescello non erano affatto contenti, all'inizio, dell'idea di un film come appunto Peppone e Don Camillo. Censure di tipo diverso si levavano: da un lato quella nei confronti del fascista Guareschi, dall'altro quella contro un immaginifico vilipendio della religione (nei film, Fernandel parla con un crocifisso che risponde).

Pubblicato il 30/6/2008 alle 17.0 nella rubrica Diario.

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