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A Karpi! A Karpi!



Negli ultimi due giorni sono andato alla scoperta dell'Emilia che non t'aspetti. Anzitutto la vera scoperta di Carpi, conosciuta solo tramite il celebre articolo di Tondelli, da cui traggo il titolo del post, che era a sua volta la citazione di una canzone dei CCCP - Fedeli alla linea (che oggi si potrebbero chiamare, chessò, CSI - Fedeli alle linee). L'articolo lo trovate anche nella raccolta Un weekend postmoderno, ma naturalmente io ce l'ho anche fotocopiato dall'originale, beccateve questa.

Insomma, calo su Karpi per consentire degli esperimenti culinari sulla mia persona da parte della ultrasettantenne mamma di Giorgio, caro amico di Toronto nato però in terra d'Emilia, e ti vado a restare a bocca aperta non tanto per "il" gnocco fritto con cui vengo rifocillato, quanto per questa *incredibile* piazza dei Martiri, che pare sia la terza piazza più maestosa d'Italia. E ragazzi, se uno è abituato a fare la tara a ciò che ogni abitante di una piccola città ha da dire sulla sua piccola città, beh, stavolta potete evitare. Piazza dei Martiri a Carpi è una delle più belle piazze d'Italia mai viste, quindi è uno dei luoghi più belli dell'intero pianeta Terra.

Anzitutto: le dimensioni. A occhio e croce è più grande di piazza San Carlo a Torino, e scusate se è poco. Poi i palazzi che fanno da cornice: sul lato occidentale un unico lungo portico quattrocentesco di 52 colonne, che si estende anche al di fuori della piazza con frammenti vecchi anche di dieci secoli. Sul lato settentrionale la cattedrale manierista di Santa Maria Assunta, iniziata nel Cinquecento e terminata tre secoli più tardi. Sul lato orientale il Castello, o Palazzo dei Pio; è un insieme di edifici di stile medievale e rinascimentale perfettamente conservato e ristrutturato in modo astuto e non invasivo.

Non sono un esperto d'architettura, ma non ricordo d'aver mai visto un castello medievale e un palazzo principesco rinascimentale attaccati uno all'altro in un melange così gradevole all'occhio. Si va dalla torre merlata di Passerino Bonaccolsi, al Rinascimento sfarzoso e pulito della cilindrica Uccelliera, della lunga facciata e del torrione di Galasso Pio. Quindi uno spruzzo di Seicento con la sobria Torre dell'orologio, per non parlare della magnificenza del retro, dove si viene assaliti da una piazza nella piazza, quella dedicata a Re Astolfo, nella quale campeggia una chiesa romanica con torre quadrata quasi arabeggiante: si tratta della Sagra, come viene chiamata Santa Maria in Castello, una pieve dell’undicesimo secolo, eretta su una struttura settecentesca forse opera dei Longobardi. La pieve sorgeva sui resti di una domus romana, rimaneggiata nel 1515 come testimonia l’elegante facciata rinascimentale. L’interno è bellissimo: romanico, raccolto, affrescato.

Ora non ho tempo di descrivere altro, sono in ritardo per un appuntamento. Ma l'idea generale penso di avervela data: andate a visitare Carpi, perché davvero non ve ne pentirete.

Pubblicato il 28/6/2008 alle 10.39 nella rubrica Diario.

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