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AnelliDiFumo
Aspettando una (nuova) invasione di eserciti alleati
15 luglio 2008
Basta con le sconfitte di Pirro!
Due giorni fa mi sono visto con Lib e gentil consorte. Una bella serata, nella quale ci siamo raccontati a volo d'uccello il lusco e il brusco di questi ultimi dieci anni, dai tempi della nostra laurea a Scienze Politiche. S'è parlato ovviamente molto di politica. A un tratto Lib se n'è uscito coniando un'espressione che ho amato subito: per descrivere la sequela di pesantissime sconfitte ottenute da Veltroni e dal PD, ha detto: "Basta con queste sconfitte di Pirro". Adoro.

***

Tante le notizie da commentare in questi giorni di piena estate.
La più grave mi pare la blanda condanna del Tribunale di Genova per i fatti del G8.
Il Tribunale ha sì condannato una parte degli imputati, ma per nessuno ha riconosciuto
l'aggravante di tortura. I giudici hanno ritenuto che i fatti criminali siano stati compiuti da alcuni degli imputati come singoli, ma solo 15 su 45, e non hanno classificato gli abusi, pure accertati, come "torture".

Sentenze come questa lasciano l'amaro in bocca. Se da un lato si può dire che
le condanne comunque ci sono state, questo processo aveva l'occasione di comminare condanne esemplari, che non ci sono state. Se a questo aggiungete che quasi nessuno dei condannati andrà veramente in galera, a causa dell'indulto, si ha in pieno il quadro della vergogna.

***

L'altra grande notizia riguarda l'incarceramento del presidente della Regione Abruzzo,
Ottaviano Del Turco, del PD, per mazzette milionarie sulla sanità della Regione.
Sulla questione occorre, come sempre, aspettare gli esiti del processo. Ma sarebbe opportuno, come ha detto Adinolfi, che nel frattempo il PD provvedesse a sospendere gli arrestati dal partito fino a che non sarà chiarita la loro posizione. Il motivo è sempre il solito: gli uomini eletti devono essere un esempio per i cittadini privati e ogni partito dovrebbe affrontare una sua questione morale, che non significa condannare gli inquisiti prima dei giudici. E' poi interessante, in attesa del processo, andare a leggere l'impianto accusatorio dei PM, davvero mastodontico ed elegante. Del Turco, tra le altre cose, avrebbe cercato di far passare 8 senatori dello SDI nel PD, corrompendoli e non riuscendoci. Chi sono questi 8 onesti?

***

Ieri s'è poi svolto un interessante convegno tecnico sulle riforme da dare all'Italia.
Tema vecchio fa buon brodo, verrebbe da dire. Saranno almeno vent'anni che si discute delle riforme istituzionali da dare al Paese, fallendo sempre. Questa volta le menti rotonde degli esperti costituzionali delle varie fondazioni hanno lavorato insieme e hanno proposto una serie di interessanti soluzioni, sulle quali poi si sono pronunciati molti leader politici di primo piano.

Il dato centrale è il passaggio di D'Alema dal sì al no sul federalismo e poi dal maggioritario a doppio turno (da sempre il sistema elettorale migliore secondo me) al proporzionale con sbarramento e senza premio di maggioranza, sistema che ci porterebbe a una forma di cacellierato. Per quanto io abbia spesso criticato la politica di D'Alema (non come ministro degli Esteri, dove fece davvero bene) riconosco che sui sistemi elettorali la sintonia continua a esserci e dura ormai dal 1994.

Come detto ormai fino alla noia, non esiste un sistema elettorale migliore in assoluto. Esistono vari sistemi che sono buoni per 20-30 anni a seconda del paese e della fase storica in cui si è. L'alternanza fra le varie possibilità di buon senso è probabilmente la chiave migliore per arrivare a governi stabili e parlamenti rappresentativi della società.

Mi è parso interessante che D'Alema abbia voluto tenere fermo il sistema presidenzialista che oggi è nella testa degli elettori (ma non certo nella Costituzione) ma lo abbia voluto scindere dal premio di maggioranza che rende il Parlamento una specie di passa-carte, tutta volta all'osanna del proprio premier. Condivido la critica di D'Alema al premio di maggioranza, meno il suo favore al sistema presidenziale. Ma è chiaro che le due cose non possono continuare a coesistere, in un Paese democratico.

Il sistema tedesco, tuttavia, piace solo a D'Alema, alla Sinistra, all'Udc e alla Lega, ma non al PDL, per cui in questa legislatura non si farà perché i voti non ci sono. C'è anche da dire che un ritorno al proporzionale condurrebbe l'Italia verso ipotesi di nuovo consociativismo, magari con governi di grossa coalizione, come di recente in Germania. Questo nella peggiore delle ipotesi. Nella migliore, si andrebbe a governi che si costituiscono dopo lo spoglio elettorale e non prima.

Il tema sul tappeto è semmai la posizione da prendere (nel PD e tra noi cittadini) sul prossimo referendum elettorale per il quale saremo chiamati a votare la prossima primavera.

D'Alema ha sottolineato che il male peggiore di tutti è la stabilità di un cattivo governo.
Ha scelto questa formula per sparare a palle incatenate contro il referendum elettorale, che assicurerebbe - come sempre detto in questo blog - alla lista di maggioranza relativa un premio di maggioranza schiacciante, ben superiore a quanto stabiliva la famosa Legge Acerbo del 1923. D'Alema ha detto che se quel referendum passa, sarà "quasi un colpo di Stato", dal momento che ci saranno o due listoni con tutti dentro, oppure il governo monocolore di un solo partito.

Inutile dire che in ogni caso la vittoria arriderebbe al PDL, che già oggi conta il 40% dei voti, e che in una situazione di quel tipo non avrebbe rivali.

Il convegno sulle riforme ha anche sancito che nel PD esistono almeno tre partiti differenti (Veltroniani, Dalemiani, Rutelliani, e mi fermo qui per carità di patria) e che ognuno tira verso un lato diverso, non solo come leggi elettorali e sistemi di governo, ma anche funzione del PD stesso.

La fine del PD così come è oggi, ha ricevuto ieri un'altra formidabile spinta.
Resta da vedere cosa ne verrà fuori dopo la prossima schiacciante sconfitta (di Pirro) delle Europee.

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permalink | inviato da AnelliDiFumo il 15/7/2008 alle 15:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (15) | Versione per la stampa
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"Non ho un barlume di simpatia per chi parla dal punto di vista del culto organizzato. Le religioni non sono altro che corporation. Strumenti di potere politico e finanziario senza relazione con il Dio che professano di servire. Si travestono con costumi bislacchi, per dispensare precetti e causare guerre. […] Non ho allevato nessuno dei miei figli secondo le tradizioni ebraiche e non so neppure quando cadono le feste. Sono un antisemita? No. Penso solo che il mondo sarebbe assai migliore senza religione".

[Woody Allen, artista, NY 1932 - ]

«Ho l´impressione sempre più spesso, quando torno in Italia, che siamo diventati un paese prigioniero delle paure. E la prima è quella del futuro. Declinata in varie forme. Fanno paura la società multietnica, i cambiamenti sociali, le scoperte scientifiche, sempre rappresentate come pericoli, la contemporaneità in generale. Si fa strada, perfino fra i giovani, la nostalgia di un passato molto idealizzato. Si combina una memoria corta e una speranza breve, e il risultato è l´immobilità. Il passato sarà un buon rifugio, ma il futuro è l´unico posto dove possiamo andare».

[Renzo Piano, architetto, Genova 1937 - ]

"Come se la ragione di tanti sprechi, inefficienze, ingiustizie, cancrene fosse l'assistenzialismo in sè, lo Stato del benessere in sè, l'egualitarismo in sè e non gli abusi, le illegalità, l'uso spregiudicato e clientelare che si è fatto in Italia di questi strumenti per altro mai posti alla base delle nostre scelte di politica economica. Ormai anche i partiti di sinistra si sono messi a rincorrere le parole d'ordine alla moda: senza valutare che ciò che in questo modo pensano di guadagnare, nuove alleanze, nuovi improbabili blocchi storici, sarà ben poca cosa rispetto a quello che avranno perduto".

[Federico Caffè, economista, 
1914 - 1987 (?)]

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"Abbiamo adunque con la Chiesa e coi preti noi Italiani questo primo obligo, di essere diventati
sanza religione e cattivi. Ma ne abbiamo ancora uno maggiore, il quale è la seconda cagione
della rovina nostra: questo è che la Chiesa ha tenuto e tiene questa provincia divisa".

[Niccolò Machiavelli, politologo, 1468 - 1527]

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"...Ma per tornare agli anni Settanta: se non si poteva stare con il terrorismo o con la miriade di
insopportabili mininomenclature della sinistra, non si poteva stare neppure con un'Italia
clericale (allora antiabortista, antidivorzista, che trovava la sua vera espressione culturale nella
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Fontana aveva già mostrato quello che a forza di P2, Ustica e tangenti sarebbe diventato
familiare a tutti gli italiani".

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"...Non si deve scartare l'ipotesi, anzi si deve prendere seriamente in considerazione l'ipotesi
che Zapatero non sia un Prodi iberico ma un Folena spagnolo".
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e andrà avanti finché
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Questo blog trova molte affinità con
Sagaci Segugi ed Elfo Bruno.
Si diverte inoltre molto con
Ombra ed eCarta.

Frasi che rimarranno nella storia della blogosfera:

"Guarda che siamo due finocchie, mica due sciacquine"
[by Gretel]

 



Sto leggendo per diletto (quindi esclusi quelli per il Ph.D.)
 

Rachel Ballon, Breath Life Into Your Characters. How To Give Your Characters Emotional &
Psychological Depth, (2003) Writer's Digest Books. Un manuale di scrittura a cura di una
psicologa con la passione della narrativa. A dirla tutta m'aspettavo qualcosa di molto migliore.
Qui ci sono consigli per lo più sciocchi e sterili che chiunque sia uno scrittore ha già pensato di
suo.

Paolo Russo, Storia del cinema italiano, (2008) Lindau. Un agile manuale di storia del cinema,
come ce ne voleva. Ha anche delle buone schede sinottiche di storia generale, sebbene non
sempre accurate (la c.d. "Legge Truffa" non fu certo la Legge Acerbo del 1923, bensì quella
maggioritaria voluta dalla DC negli anni Cinquanta).

Ultimi libri letti (idem come sopra)

William Burroughs, La scimmia sulla schiena, (1998, Junkie 1953) BUR. Il celeberrimo romanzo-diario d'esordio di Burroghs sugli effetti della tossicodipendenza. Scritto da un tossicologo che sarebbe diventato tossicodipendente, ne sarebbe uscito e si sarebbe affermato come scrittore psichedelico.

Gianluca Morozzi, L'era del porco, (2008) TEA. Quasi un diario letterario-sentimentale scritto da una delle migliori penne italiane contemporanee. Romanzo umoristico, si ride ad alta voce.

Il miglior film visto al cinema:

Nel 2003

Goodbye Lenin, di Wolfgang Becker (Ger, 2003). Voto: 9- Un colpo di genio "tedesco orientale" sui tempi intensi e veloci che viviamo. Con: Benny e poi con Luca G., Andrea G., Valerio.

...nel 2004 (ex aequo)

Le invasioni barbariche, di Denys Arcand (Can, Fra, 2003). Voto: 9,5 Ho pianto, ho riso, ho riflettuto. Questo è il Cinema con la "C" maiuscola. Arcand non fa molti film, ma già con La natura ambigua dell'amore si era fatto benvolere. Con Leo, Claudia, Emanuele, Liuk, Laura.

Bowling for Columbine. Di Michael Moore (Usa 2002). Voto: 9 . Un vero e proprio gioiello, che ha riaperto la strada del docu-film a Hollywood. Si ride, si piange, si viene informati e si rimane sbalorditi. Quest'uomo, Michael Moore, sa cosa sia il cinema e sa quanto possa essere potente. Attendo di vedere gli altri suoi lavori. Con mamma e papà.

...nel 2005

Romanzo criminale, di Michele Placido (Italia, 2005). Voto 8 . Uno dei pochi film italiani di livello internazionale, che racconta la storia reale della banda della Magliana, approfittando per ripercorrere una storia d'Italia dal 1970 al 1990 che più nera non si potrebbe. Subilme il cast (Santamaria, Rossi Stuart, Camarcio, Favino, Trinca...), nonostante il solito inadeguato Stefano Accorsi. Grande la sceneggiatura, a parte un errore nel personaggio del commissario che perde la testa per una mignotta d'alto bordo - parte della sua indagine - come fosse un 14enne in grave crisi ormonale. Alcuni gravi errori di edizione (esplode l'ala sbagliata della stazione di Bologna; compare un cordless in una casa del 1979/80) non ne consentono un voto più alto, ma il film è da non perdere.

...nel 2006 (ex aequo)

I segreti di Brokeback Mountain, di Ang Lee (Usa, 2005). Voto: 9-. Un film disarmante nella sua semplicità. Un film che descrive senza indugi il piombo di una scelta di rinuncia in campo sentimentale. Un film che illustra l'amore per come è, tra due uomini vaccari della provincia statunitense più gretta e intollerante. Un film su come si può farsi scivolare tra le dita il senso della vita. Fotografia mozzafiato e recitazione impeccabile ne fanno un piccolo capolavoro.

Babel, di Alejandro González Iñárritu (Mex - Usa 2006). Voto 8,5. Come vedrebbe la Terra un marziano che la osservasse da fuori? Attraverso la metafora dell'incomunicabilità, uno spaccato in quattro film fra loro gentilmente intersecati che lascia senza parole e fa gridare al capolavoro del regista di 21 grammi e Amores perros. Da non perdere assolutamente.

...nel 2007

Le vite degli altri, di Florian Henckel von Donnersmarck (Ger, 2006). Voto 9. Tratto da una storia vera, l'esempio di come la realtà superi spesso la fantasia nel campo dell'assurdo e dell'incredibile. Un capolavoro di un giovane regista tedesco al suo esordio. Premio Oscar come miglior film straniero. Recitazione impressionante.

...nel 2008

Gomorra, di Matteo Garrone (Ita, 2008). Voto 9. Segna la rinascita del cinema italiano, tra neo-realismo e iper-realismo. Sceneggiatura in collaborazione con Roberto Saviano, in alcuni tratti semplicemente geniale.

...nel 2009

Milk, di Gus Van Sant (USA, 2008). Voto 8+. Un gran film per raccontare una vita ordinaria che diventò straordinaria. Una grande lezione politica, con una eccezionale interpretazione di Sean Penn.

I 21 film che mi hanno
cambiato la vita

1)
Sei gradi di separazione,
di Fred Schepisi
(Six Degrees of Separation, Usa, 1993).
2)
Amici, complici, amanti,
di Harvey Fierstein
(Torch Song Trilogy, Usa, 1988).
3)
L'attimo fuggente,
di Peter Weir
(Dead Poets Society, Usa, 1989).
4)
Le invasioni barbariche,
di Denys Arcand
(Les invasion barbare, Can, 2002).
5)
Priscilla,
di Stephan Elliott
(Priscilla, the Queen of the Desert, Aus, 1994).
6)
Hair,
di Milos Forman (Hair, Usa, 1979).
7)
Il grande freddo,
di Lawrence Kasdan
(The Big Chill, Usa, 1983).
8)
Barry Lyndon,
di Stanley Kubrick
(Barry Lyndon, 1975).
9)
Frankenstein Jr.,
di Mel Brooks
(Jr. Frankenstein, Usa, 1974).
10)
Harry, ti presento Sally,
di Rob Reiner
(When Harry Met Sally, Usa, 1989).
11)
I segreti di Brokeback Mountain,
di Ang Lee
(Brokeback Mountain, Usa, 2005)
12)
Stand By Me,
di Rob Reiner
(Stand By Me, Usa, 1986).
13)
Chicago,
di Rob Marshall
(Chicago, Usa, 2003).
14)
Bowling a Columbine,
di Michael Moore
(Bowling for Columbine, Usa, 2002).
15)
Il dottor Stranamore,
di Stanley Kubrick
(Doctor Strangelove, Usa, 1964).
16) Babel,

di A.G. Iñárritu
(Babel, Mex - Usa, 2006)
17) 2001, Odissea nello spazio,
di Stanley Kubrick
(2001: A Space Odissey, Usa, 1968).
18)
Chorus Line,
di Richard Attenborough
(A Chorus Line, Usa, 1985).
19)
Ovosodo,
di Paolo Virzì (Ita, 1987).
20)
Donne sull'orlo di una
crisi di nervi
,
di Pedro Almodovar
(
Mujeres al borde de un
ataque de nervios,
Spa, 1988).
21)
L'uomo bicentenario,
di Chris Columbus
(Bicentennial Man, Usa, 1999).

Una dozzina di scrittori moderni tosti

1) Franz Kafka (CEC); 2) Mordecai Richler (CAN); 3) Pier Paolo Pasolini (ITA); 4) Pier Vittorio Tondelli (ITA); 5) Stephen King (USA); 6) Italo Calvino (ITA) 7) David Leavitt (USA); 8) Ian McEwan (UK); 9) Jeannette Winterson (UK); 10) Hanif Kureishi (UK); 11) Peter Hoeg (DAN) 12) Bret Easton Ellis (USA)

I 3 migliori giovani attori italiani

1) Libero De Rienzo; 2) Luigi Lo Cascio 3) Claudio Santamaria.





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