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Aspettando una (nuova) invasione di eserciti alleati
POLITICA
9 aprile 2008
Di diritti civili, PD, Gordimer e Hiv
Post lungo, che istiga a pensare e riflettere. Mettersi comodi, se lo si vuol leggere.

***
Ci ho pensato a lungo prima di scrivere questo post che mi accingo a comporre. Poi alla fine, anche guardando la bella intervista di Fazio a Nadine Gordimer, che trovate qui, mi sono deciso.

Tra poche ore si andrà a elezioni anticipate. Non sono, al contrario di quanto tutti vi hanno detto, elezioni di particolare importanza. Sono elezioni politiche anticipate che verranno fatte con una legge elettorale sostanzialmente definita anticostituzionale dalla Consulta (non è esattamente così, ma per una volta facciamo contare la sostanza delle critiche mosse e non la formalità di queste). Questa legge porterà alla nomina, non democratica, ma oligarchica, di alcune centinaia di persone non selezionate dal demos. A causa dei contorti e stupidi meccanismi differenti per la composizione delle due Camere, non è da escludere che queste avranno maggioranze diverse. Io alla fine penso che la coalizione PDL-Leghe riuscirà ad avere una maggioranza risicata anche al Senato (6-7 senatori inclusi probabilmente 3 senatori a vita su 7), oppure che si troverà il modo di siglare un accordo salato con l'UDC.

Se questo non sarà possibile, sono quasi certo che si andrà a un governo delle larghe intese, ufficialmente per "fare le riforme". Questo metterà a tacere tutti coloro, oggi, ripetono la litania del PDL uguale Hitler, o di Veltroni uguale Stalin. Sono tutte e due puttanate, se non altro per la manifesta incapacità di Berlusconi e Veltroni a combinare le grandi mostruosità – ma pur sempre grandi – combinate dai due sanguinari dittatori del Novecento.

Tuttavia, quale che siano i due scenari, non sarà molto importante, in quanto che il risultato finale sarà uguale per tutti e due: la legislatura non arriverà alla fine, ma si fermerà dopo circa 2,5 anni, nella speranza che nel frattempo si sia migliorata la legge elettorale (e non peggiorata, che è possibile).

Davanti a questa ipotesi di stallo prossimo, sono giunto alla conclusione che è molto importante, per l'Italia, la Sinistra e i diritti di tutti, che il PD di oggi perda le elezioni. Infatti, se le vincesse, si imporrebbe questo metodo Veltroni del "ma-anchismo" e dunque della "non scelta". Come dice Franceschini (uno degli uomini politici più inetti e impreparati della storia del Paese, che inanella magre continue in televisione contro ogni avversario politico; ultima quando a Ballarò Tremonti gli ha chiesto cosa fosse il PIL e a quanto ammontasse, lui ha ammesso di non sapere né a quanto ammonti né cosa sia. Bene, ma allora vai a spalare melica, non candidarti al Parlamento della Repubblica), dicevo, come dice Franceschini: "Non parliamo di temi etici". Ora, i temi etici sono quelli che hanno a che fare con l'etica. Ma i diritti civili non sono tema etico. Non volersi esprimere sui diritti delle persone e delle famiglie è un fatto gravissimo per chi si propone di candidare il Paese. E' allora meglio la posizione netta del PDL, che ha detto chiaramente di voler difendere la discriminazione attuale. Cosa che in realtà pensa anche Franceschini, solo che non ha il coraggio di dirlo. E qui entra in gioco il modo in cui le parole della Gordimer hanno smosso il mio io. Lei ha parlato delle sue esperienze durante la guerra e durante l’apartheid in Sud Africa. Di quanto sia stata dura ieri e di quanto sia bello oggi vivere in Sud Africa, paese all’avanguardia proprio sotto il profilo dei diritti civili e dell’eguaglianza di ogni essere umano, senza discriminazioni razziali, religiose, etniche e di orientamento sessuale. La Gordimer si è molto soffermata sull’importanza di questo ultimo punto e ha parlato anche di uno dei temi centrali della politica globale: la lotta all’Hiv, il virus che causa l’Aids, vicino a trovare una soluzione terapeutica e preventiva. Un tema non a caso mai entrato nella campagna elettorale di quella piccola e sempre più insignificante penisola mediterranea chiamata Italia.

Leggendo i tanti blog di coloro che si definiscono “laici per il PD” (per esempio I Mille, Marco Simoni, Zoro, ma potrei citarne altri: tutta gente per nulla stupida) si capisce infatti che, al fondo, questi uomini sono convinti che "nel PD le cose stiano cambiando" (incuranti del fatto che i parlamentari del PD del 14 aprile saranno mediamente più conservatori di quelli del PP spagnolo) oppure che si possa passare sopra alla mancanza di attenzione che il proprio partito dedica ai temi dei diritti civili, perché “le priorità sono altre”. E parlano di lavoro, economia, asili e scuola. Gli atteggiamenti secondo me più tristi vengono proprio da coloro che sono, nel privato della loro vita o di un blog, dei critici chiari dell’impianto politico-esistenziale del PD, ma poi nell’urna esprimono da anni lo stesso voto verso le stesse facce: D’Alema-Fassino-Bassolino-Veltroni. Per comprendere questo genere di comportamento politico credo occorra scomodare la psicanalisi. Ci vedo una forma di rifiuto della maturità di scelta, di attaccamento infantile a un concetto astratto di non mettere in discussione l’autorità del padre, anche quando questo nel frattempo ha cambiato sesso e si fa chiamare “Marinella”, per restare con una metafora nelle questioni di genere. Un atteggiamento del genere non fa del bene: non lo fa a se stessi, non lo fa al padre ormai diventato donna, non lo fa alla società, che anziché progredire, regredisce grazie allo zoccolo duro d’una base che ormai non condivide più né le idee né le persone che portano in Parlamento, ma tuttavia rimangono attaccati alla “gonna del padre”.

Ora. Quando questi signori ci spiegano che “le priorità dell’Italia sono altre” rispetto alla questione “tutti gli uomini sono uguali davanti alla Legge”, tutto dipende dall’ottica che si assume. Se decidiamo di non curarci del fatto che una parte della popolazione non gode degli stessi diritti civili e fondamentali del 95% della popolazione, è chiaro che si può parlare d’altro. Un po’ come negli Usa i candidati non parlano – di solito - molto delle condizioni degli indiani nelle riserve, a meno che non vadano a chiedere voti negli stati dove esistono diverse riserve indiane. Ma per gli indiani, quell’atteggiamento è fondamentale per decidere di non partecipare alla vita politica di un paese che non sentono come loro e del quale si sentono solo invasi. Negli anni Sessanta un’altra minoranza, quella degli afro-americani, riuscì invece a imporre i propri temi nell’agenda nazionale e alla fine la maggioranza dei bianchi dovette dividersi e prendere posizione soprattutto sui temi della minoranza nera. In Italia dovrebbe accadere lo stesso, se non altro perché l’eguaglianza dei diritti civili non esiste non solo per le persone Glbt ma, nella pratica, non c’è nemmeno per le donne, che a parità di livello lavorativo hanno in media un salario più basso di quello degli uomini. Ecco come un tema apparentemente etico diventi anche tema civile ed economico. Ma alla fine l’uguaglianza di salario a parità di responsabilità lavorativa la si deve riconoscere perché non ci possono essere discriminazioni di sesso, prima di tutto.

Ma non perdiamoci. Il PD di oggi è un esperimento che mira a perdere le elezioni (altrimenti si alleava con la Sinistra Arcobaleno, che ha subito tre scissioni alla sua sinistra pur di dare sangue al governo Prodi, e con il PS, oltre che con Di Pietro e i Radicali) in cambio dell'ottenimento del migliore risultato percentuale possibile. Dunque, l'obiettivo di Veltroni e soci è quello di perdere, di dare il pallino a Berlusconi nella speranza, al massimo, di essere poi chiamati da lui a una corresponsabilità di governo, che ai miei occhi pare più una chiamata di correo. Quindi Veltroni non mira a vincere le elezioni, né a farle perdere a Berlusconi. Veltroni mira a far sopravvivere il suo partito e a sopravvivere politicamente lui alla guida di esso.

PD e PDL infatti, non hanno l’aria di voler collaborare solo per riscrivere una legge elettorale ancor più favorevole a loro. No, pare vogliano anche riformare la forma di Governo e, probabilmente, anche la forma di Stato. Passare da una democrazia parlamentare per lo più centralista, a una democrazia presidenziale bipartitica federale. Ora. Si può condividere questo progetto di massima, e dunque è giusto votare per il PD o il PDL. Oppure si può ritenere che questo progetto sia deleterio, e allora occorre sperare che Berlusconi tenti di fare il governo da solo e che poi s’inguai con la sua risicata maggioranza da solo, un po’ come successo a Prodi, per poi andare a nuove elezioni, con questa o altra legge, ma con coalizioni differenti.

Una vittoria di Veltroni, ma anche una sua onorevole sconfitta (con il PD che supera il 32%) determinerebbe infatti una sopravvivenza della monarchia veltroniana sul PD. Ma nel caso di una sconfitta del PD col partito sotto al 32% si aprono i giochi di un ricambio al vertice (Bersani? Finocchiaro? O magari Bonino?) e di un conseguente spostamento su linee più marcatamente laiche esocialdemocratiche del partito, con la messa fuorigioco della componente teo-dem portata da Rutelli e garantita da Veltroni. Con un PD sotto l’egida di un Bersani o di una Finocchiario, con un programma più laico e di Sinistra, il resto della Sinistra avrà l’opportunità di poter dialogare.

Nel frattempo, però, occorrerà che la Sinistra Arcobaleno, che si avvia a perdere malamente queste elezioni, si dia una scossa e una riorganizzazione, puntando su un’asse col Partito Socialista che assicuri una marcata identita socialista a quella che oggi è solo un cartello elettorale di partiti comunisti nelle parole e socialisti nei fatti. A sua volta, urge che il PS  si adegui a essere quello che manca in Italia: un vero partito socialista che guarda all'oggi e al domani, non agli anni Ottanta.

Questo fiume di parole per dire che le prossime elezioni non saranno molto importanti e che andiamo in ogni caso a un governo che durerà poco. In questo quadro così fosco, non c’è da sperare che le classi dirigenti dei due partiti cambino, che cambino le loro priorità e che cambino anche le coalizioni prossime venture, visto che il voto degli Zoro, dei Mille e dei Marco Simoni (milioni di persone) non ha speranza di maturare e di cambiare, a prescindere.


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Filosofi di oggi

"Non ho un barlume di simpatia per chi parla dal punto di vista del culto organizzato. Le religioni non sono altro che corporation. Strumenti di potere politico e finanziario senza relazione con il Dio che professano di servire. Si travestono con costumi bislacchi, per dispensare precetti e causare guerre. […] Non ho allevato nessuno dei miei figli secondo le tradizioni ebraiche e non so neppure quando cadono le feste. Sono un antisemita? No. Penso solo che il mondo sarebbe assai migliore senza religione".

[Woody Allen, artista, NY 1932 - ]

«Ho l´impressione sempre più spesso, quando torno in Italia, che siamo diventati un paese prigioniero delle paure. E la prima è quella del futuro. Declinata in varie forme. Fanno paura la società multietnica, i cambiamenti sociali, le scoperte scientifiche, sempre rappresentate come pericoli, la contemporaneità in generale. Si fa strada, perfino fra i giovani, la nostalgia di un passato molto idealizzato. Si combina una memoria corta e una speranza breve, e il risultato è l´immobilità. Il passato sarà un buon rifugio, ma il futuro è l´unico posto dove possiamo andare».

[Renzo Piano, architetto, Genova 1937 - ]

"Come se la ragione di tanti sprechi, inefficienze, ingiustizie, cancrene fosse l'assistenzialismo in sè, lo Stato del benessere in sè, l'egualitarismo in sè e non gli abusi, le illegalità, l'uso spregiudicato e clientelare che si è fatto in Italia di questi strumenti per altro mai posti alla base delle nostre scelte di politica economica. Ormai anche i partiti di sinistra si sono messi a rincorrere le parole d'ordine alla moda: senza valutare che ciò che in questo modo pensano di guadagnare, nuove alleanze, nuovi improbabili blocchi storici, sarà ben poca cosa rispetto a quello che avranno perduto".

[Federico Caffè, economista, 
1914 - 1987 (?)]

Filosofi di ieri


"Abbiamo adunque con la Chiesa e coi preti noi Italiani questo primo obligo, di essere diventati
sanza religione e cattivi. Ma ne abbiamo ancora uno maggiore, il quale è la seconda cagione
della rovina nostra: questo è che la Chiesa ha tenuto e tiene questa provincia divisa".

[Niccolò Machiavelli, politologo, 1468 - 1527]

Sugli anni Settanta:

"...Ma per tornare agli anni Settanta: se non si poteva stare con il terrorismo o con la miriade di
insopportabili mininomenclature della sinistra, non si poteva stare neppure con un'Italia
clericale (allora antiabortista, antidivorzista, che trovava la sua vera espressione culturale nella
televisione di Stato, in una ininterrotta passerella di giochi a premi e ballerine), che a a piazza
Fontana aveva già mostrato quello che a forza di P2, Ustica e tangenti sarebbe diventato
familiare a tutti gli italiani".

[Enrico Palandri, scrittore, 1956 - ]


Nun je se po' fà na sorpresa


"...Non si deve scartare l'ipotesi, anzi si deve prendere seriamente in considerazione l'ipotesi
che Zapatero non sia un Prodi iberico ma un Folena spagnolo".
[Il Riformista, 19/4/2004]

La mia senatrice a vita:


"...il cielo stellato sopra di me".

Arieccolo:



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QUARTA RISTAMPA,
Vincitore del Premio
quale "miglior libro
gay dell'anno 2005".
In finale al Tondelli Editi 2006.
L'editore (peQuod)
non mi ha ancora
pagato i diritti d'autore.
La causa con la peQuod
è stata iniziata nel 2007

e andrà avanti finché
non avrò giustizia.
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TERZA RISTAMPA!
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Questo blog trova molte affinità con
Sagaci Segugi ed Elfo Bruno.
Si diverte inoltre molto con
Ombra ed eCarta.

Frasi che rimarranno nella storia della blogosfera:

"Guarda che siamo due finocchie, mica due sciacquine"
[by Gretel]

 



Sto leggendo per diletto (quindi esclusi quelli per il Ph.D.)
 

Rachel Ballon, Breath Life Into Your Characters. How To Give Your Characters Emotional &
Psychological Depth, (2003) Writer's Digest Books. Un manuale di scrittura a cura di una
psicologa con la passione della narrativa. A dirla tutta m'aspettavo qualcosa di molto migliore.
Qui ci sono consigli per lo più sciocchi e sterili che chiunque sia uno scrittore ha già pensato di
suo.

Paolo Russo, Storia del cinema italiano, (2008) Lindau. Un agile manuale di storia del cinema,
come ce ne voleva. Ha anche delle buone schede sinottiche di storia generale, sebbene non
sempre accurate (la c.d. "Legge Truffa" non fu certo la Legge Acerbo del 1923, bensì quella
maggioritaria voluta dalla DC negli anni Cinquanta).

Ultimi libri letti (idem come sopra)

William Burroughs, La scimmia sulla schiena, (1998, Junkie 1953) BUR. Il celeberrimo romanzo-diario d'esordio di Burroghs sugli effetti della tossicodipendenza. Scritto da un tossicologo che sarebbe diventato tossicodipendente, ne sarebbe uscito e si sarebbe affermato come scrittore psichedelico.

Gianluca Morozzi, L'era del porco, (2008) TEA. Quasi un diario letterario-sentimentale scritto da una delle migliori penne italiane contemporanee. Romanzo umoristico, si ride ad alta voce.

Il miglior film visto al cinema:

Nel 2003

Goodbye Lenin, di Wolfgang Becker (Ger, 2003). Voto: 9- Un colpo di genio "tedesco orientale" sui tempi intensi e veloci che viviamo. Con: Benny e poi con Luca G., Andrea G., Valerio.

...nel 2004 (ex aequo)

Le invasioni barbariche, di Denys Arcand (Can, Fra, 2003). Voto: 9,5 Ho pianto, ho riso, ho riflettuto. Questo è il Cinema con la "C" maiuscola. Arcand non fa molti film, ma già con La natura ambigua dell'amore si era fatto benvolere. Con Leo, Claudia, Emanuele, Liuk, Laura.

Bowling for Columbine. Di Michael Moore (Usa 2002). Voto: 9 . Un vero e proprio gioiello, che ha riaperto la strada del docu-film a Hollywood. Si ride, si piange, si viene informati e si rimane sbalorditi. Quest'uomo, Michael Moore, sa cosa sia il cinema e sa quanto possa essere potente. Attendo di vedere gli altri suoi lavori. Con mamma e papà.

...nel 2005

Romanzo criminale, di Michele Placido (Italia, 2005). Voto 8 . Uno dei pochi film italiani di livello internazionale, che racconta la storia reale della banda della Magliana, approfittando per ripercorrere una storia d'Italia dal 1970 al 1990 che più nera non si potrebbe. Subilme il cast (Santamaria, Rossi Stuart, Camarcio, Favino, Trinca...), nonostante il solito inadeguato Stefano Accorsi. Grande la sceneggiatura, a parte un errore nel personaggio del commissario che perde la testa per una mignotta d'alto bordo - parte della sua indagine - come fosse un 14enne in grave crisi ormonale. Alcuni gravi errori di edizione (esplode l'ala sbagliata della stazione di Bologna; compare un cordless in una casa del 1979/80) non ne consentono un voto più alto, ma il film è da non perdere.

...nel 2006 (ex aequo)

I segreti di Brokeback Mountain, di Ang Lee (Usa, 2005). Voto: 9-. Un film disarmante nella sua semplicità. Un film che descrive senza indugi il piombo di una scelta di rinuncia in campo sentimentale. Un film che illustra l'amore per come è, tra due uomini vaccari della provincia statunitense più gretta e intollerante. Un film su come si può farsi scivolare tra le dita il senso della vita. Fotografia mozzafiato e recitazione impeccabile ne fanno un piccolo capolavoro.

Babel, di Alejandro González Iñárritu (Mex - Usa 2006). Voto 8,5. Come vedrebbe la Terra un marziano che la osservasse da fuori? Attraverso la metafora dell'incomunicabilità, uno spaccato in quattro film fra loro gentilmente intersecati che lascia senza parole e fa gridare al capolavoro del regista di 21 grammi e Amores perros. Da non perdere assolutamente.

...nel 2007

Le vite degli altri, di Florian Henckel von Donnersmarck (Ger, 2006). Voto 9. Tratto da una storia vera, l'esempio di come la realtà superi spesso la fantasia nel campo dell'assurdo e dell'incredibile. Un capolavoro di un giovane regista tedesco al suo esordio. Premio Oscar come miglior film straniero. Recitazione impressionante.

...nel 2008

Gomorra, di Matteo Garrone (Ita, 2008). Voto 9. Segna la rinascita del cinema italiano, tra neo-realismo e iper-realismo. Sceneggiatura in collaborazione con Roberto Saviano, in alcuni tratti semplicemente geniale.

...nel 2009

Milk, di Gus Van Sant (USA, 2008). Voto 8+. Un gran film per raccontare una vita ordinaria che diventò straordinaria. Una grande lezione politica, con una eccezionale interpretazione di Sean Penn.

I 21 film che mi hanno
cambiato la vita

1)
Sei gradi di separazione,
di Fred Schepisi
(Six Degrees of Separation, Usa, 1993).
2)
Amici, complici, amanti,
di Harvey Fierstein
(Torch Song Trilogy, Usa, 1988).
3)
L'attimo fuggente,
di Peter Weir
(Dead Poets Society, Usa, 1989).
4)
Le invasioni barbariche,
di Denys Arcand
(Les invasion barbare, Can, 2002).
5)
Priscilla,
di Stephan Elliott
(Priscilla, the Queen of the Desert, Aus, 1994).
6)
Hair,
di Milos Forman (Hair, Usa, 1979).
7)
Il grande freddo,
di Lawrence Kasdan
(The Big Chill, Usa, 1983).
8)
Barry Lyndon,
di Stanley Kubrick
(Barry Lyndon, 1975).
9)
Frankenstein Jr.,
di Mel Brooks
(Jr. Frankenstein, Usa, 1974).
10)
Harry, ti presento Sally,
di Rob Reiner
(When Harry Met Sally, Usa, 1989).
11)
I segreti di Brokeback Mountain,
di Ang Lee
(Brokeback Mountain, Usa, 2005)
12)
Stand By Me,
di Rob Reiner
(Stand By Me, Usa, 1986).
13)
Chicago,
di Rob Marshall
(Chicago, Usa, 2003).
14)
Bowling a Columbine,
di Michael Moore
(Bowling for Columbine, Usa, 2002).
15)
Il dottor Stranamore,
di Stanley Kubrick
(Doctor Strangelove, Usa, 1964).
16) Babel,

di A.G. Iñárritu
(Babel, Mex - Usa, 2006)
17) 2001, Odissea nello spazio,
di Stanley Kubrick
(2001: A Space Odissey, Usa, 1968).
18)
Chorus Line,
di Richard Attenborough
(A Chorus Line, Usa, 1985).
19)
Ovosodo,
di Paolo Virzì (Ita, 1987).
20)
Donne sull'orlo di una
crisi di nervi
,
di Pedro Almodovar
(
Mujeres al borde de un
ataque de nervios,
Spa, 1988).
21)
L'uomo bicentenario,
di Chris Columbus
(Bicentennial Man, Usa, 1999).

Una dozzina di scrittori moderni tosti

1) Franz Kafka (CEC); 2) Mordecai Richler (CAN); 3) Pier Paolo Pasolini (ITA); 4) Pier Vittorio Tondelli (ITA); 5) Stephen King (USA); 6) Italo Calvino (ITA) 7) David Leavitt (USA); 8) Ian McEwan (UK); 9) Jeannette Winterson (UK); 10) Hanif Kureishi (UK); 11) Peter Hoeg (DAN) 12) Bret Easton Ellis (USA)

I 3 migliori giovani attori italiani

1) Libero De Rienzo; 2) Luigi Lo Cascio 3) Claudio Santamaria.





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