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AnelliDiFumo
Aspettando una (nuova) invasione di eserciti alleati
TECNOLOGIE
31 agosto 2007
Cinque ragioni per cui tenere un blog

Sono stato scelto dall'amico e compagno di lotte Andrea Maccarrone (dal quale frego anche l'immagine qui sopra) per una di quelle catene di Sant'Antonio della rete. Faccio un'eccezione alla mia regola di non raccogliere la catena perché stavolta la domanda è carina. Dunque, passo a dirvi le mie cinque ragioni per cui tengo questo blog.

1) Tenere un blog consente di scrivere tanto. Per uno scrivente come me (o grafomane, come vi pare), converrete che è un bello sfogo. La comunicazione scritta, che io naturalmente preferisco a quella verbale, sebbene abbia il grande difetto di mancare del tono di voce, è secondo me la più profonda possibile, perché è la più ponderata e correggibile. In questo senso, ho sempre considerato le e-mail e perfino gli Sms una invenzione positiva, perché hanno fatto riscoprire il gusto della corrispondenza, un po' come nell'Ottocento. I telefonini cellulari, invece, mi sono sempre stati antipatici per il motivo opposto, di estendere la comunicazione verbale e veloce e sincopata su quella scritta. Faccio una valida eccezione per i programmi di videoconferenza, che obiettivamente sono una gran bella invenzione che ha contribuito a rimpicciolire la palletta verde e blu sulla quale tutti soggiorniamo.

2) Tenere un blog consente di scrivere di ciò che voglio. Di dare maggiore risalto a quelle notizie che sono ignorate - per volontà, per convenienza, per ignoranza - dai media italiani. Qui posso parlare molto delle contraddizioni della Chiesa cattolica, del governo di Prodi o di Berlusconi, dell'opportunismo di chi manda in malora non solo la propria ideologia o il proprio ideale, ma anche la propria coerenza (leggasi in particolare: Partito Democratico e Casa delle Libertà).

3) Tenere un blog consente di trovare una community - anzi, una comunità - di persone che la pensano come te. Cosa di per sè sempre piacevole. Grazie a questi AnelliDiFumo ho conosciuto persone interessantissime, da ElfoBruno a RestoDelMondo, da WonderCozza a Titollo, da Zarathustra a Sciacc, dal fratellide Dandy a Enver e potrei davvero continuare a lungo ma non lo faccio, per cui chi non è stato citato non si offenda: se mi vedete tra i vostri commentatori significa che vi apprezzo molto, oppure che vi schifo, ma in tal caso lo capite dal contenuto dei miei messaggi ;-)  Questo aspetto della comunità è davvero molto importante e ci tengo a soffermarmi un attimo di più. Grazie alla blogosfera ho capito che in tanti passaggi importanti della mia vita - il coming out, la scelta lavorativa, l'andare a vivere all'estero - non ero solo. Le stesse scelte, o scelte analoghe, erano state già compiute o le stavano compiendo altre persone, per lo più della mia età, alcune volte un po' più grandi di me. Grazie alla blogosfera ho potuto toccare con mano la disillusione delle persone che sono laiche e di Sinistra e hanno creduto nel Pds-Ds. Ho visto nero su bianco le contraddizioni di chi fa politica per convenienza e non seguendo una sua personale coerenza. Non sono cose da poco.

4) Tenere un blog consente di avere un pubblico di affezionati che cresce col tempo. Questo è positivo in più direzioni. Anzitutto come forma di contatto perpetuo nei confronti della famiglia che mi sono scelto: quel gruppetto di amici e amiche che mi segue da dieci o vent'anni nei giorni di pioggia e in quelli di sole. AnelliDiFumo è diventato il modo in cui chi mi conosce può mettersi in contatto col mio presente quando più lo desidera. So che queste pagine sono lette, saltuariamente o continuativamente, da diversi miei ex e diverse mie ex. La cosa mi fa piacere. E' un dimostrare di essere ancora interessati, ancora incuriositi nei confronti della mia vita, di ciò che combino, penso, scrivo, temo. C'è del narcisismo in tutto ciò? E' probabile, ma di sicuro c'è dell'egocentrismo, che è una malattia meno grave della prima.

5) Tenere un blog consente di sfogarsi e avere uno scambio leggendo i commenti, soprattutto quelli di chi la pensa diversamente. Dipingere il mondo con i colori che scegli tu e vedere un po' l'effetto che fa. Far sapere a tutti come la pensi su un dato fatto, ed essere messo al corrente del punto di vista opposto. Costringe a restare informati sull'attualità, anche quando questa ti sta davvero nauseando. Obbliga a vedere l'invidia dei troll, l'intolleranza di parte della società, la chiusura mentale di chi è clericale. Tutte cose che ti tengono allenato e ti spingono a non abbassare la guardia. E' il mio anello (non di fumo) nei confronti della tremenda attualità politica italiana, che vista dall'estero fa baciare la terra straniera in cui si è scelto di andare a vivere. E mi consente anche di scrivere un po' su questa Terra degli Aceri che mi ospita e, forse, un giorno mi abbraccerà come nuovo cittadino. Mettere in risalto le contraddizioni, le differenze di civiltà, gli usi, i costumi. Dal Canada tutto viene messo nella sua giusta prospettiva. Prendo un solo esempio: non sapete quanto bene ha fatto al mio umore e al mio carattere constatare come il popolo canadese e i suoi media parlino di Ratzinger circa due volte l'anno e come nessuno qui si ricordi il suo nome d'arte (ossia, penetetto sedicesimo).

Infine, aggiungo un sesto motivo fuori concorso, visto che qualcuno dirà, a ragione, che il motivo 5 è includibile nel motivo 1.

Tenere un blog consente, a volte, di farsi delle risate ad alta voce, come quando si va al cinema. Avete mai provato a leggere DolceLula, Wondercozza, RestoDelMondo, Rip? Fatelo e capirete.

Del resto, leggere i blog altrui è un'altra ottima attività: una finestra aperta sull'oggi diverso dal mio. Grazie alla blogosfera so un po' di più cosa significa vivere in città diverse da Roma o Toronto; so un po' di più cosa significa essere sposati, avere dei figli, essere donne, non essere bianchi.

A chi passo la palla? Dunque:

1) Ad Aelred, perché fu lui a iniziarmi alla blogosfera;
2) A Festen, perché non scrive da tempo e poi oggigiorno se non includi almeno un catanese puppo tra i propri destinatari non sei nessuno (essendo già presi Andrea Maccarrone e ElfoBruno);
3) Al Dandy, perché il Dandy è il Dandy;
4) A Titollo, perché dicono tutti che è antipatico, mentre io lo trovo solo dalemiano;
5) A RestoDelMondo, perché se faccio un elenco tutto al maschile poi mi accusano di maschilismo, mentre qui siamo di mentalità aperta e pensiamo che le donne non debbano stare sempre sempre ai fornelli; ogni tanto possono anche andare in Regno Unito a fare un dottorato in matematica...

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Filosofi di oggi

"Non ho un barlume di simpatia per chi parla dal punto di vista del culto organizzato. Le religioni non sono altro che corporation. Strumenti di potere politico e finanziario senza relazione con il Dio che professano di servire. Si travestono con costumi bislacchi, per dispensare precetti e causare guerre. […] Non ho allevato nessuno dei miei figli secondo le tradizioni ebraiche e non so neppure quando cadono le feste. Sono un antisemita? No. Penso solo che il mondo sarebbe assai migliore senza religione".

[Woody Allen, artista, NY 1932 - ]

«Ho l´impressione sempre più spesso, quando torno in Italia, che siamo diventati un paese prigioniero delle paure. E la prima è quella del futuro. Declinata in varie forme. Fanno paura la società multietnica, i cambiamenti sociali, le scoperte scientifiche, sempre rappresentate come pericoli, la contemporaneità in generale. Si fa strada, perfino fra i giovani, la nostalgia di un passato molto idealizzato. Si combina una memoria corta e una speranza breve, e il risultato è l´immobilità. Il passato sarà un buon rifugio, ma il futuro è l´unico posto dove possiamo andare».

[Renzo Piano, architetto, Genova 1937 - ]

"Come se la ragione di tanti sprechi, inefficienze, ingiustizie, cancrene fosse l'assistenzialismo in sè, lo Stato del benessere in sè, l'egualitarismo in sè e non gli abusi, le illegalità, l'uso spregiudicato e clientelare che si è fatto in Italia di questi strumenti per altro mai posti alla base delle nostre scelte di politica economica. Ormai anche i partiti di sinistra si sono messi a rincorrere le parole d'ordine alla moda: senza valutare che ciò che in questo modo pensano di guadagnare, nuove alleanze, nuovi improbabili blocchi storici, sarà ben poca cosa rispetto a quello che avranno perduto".

[Federico Caffè, economista, 
1914 - 1987 (?)]

Filosofi di ieri


"Abbiamo adunque con la Chiesa e coi preti noi Italiani questo primo obligo, di essere diventati
sanza religione e cattivi. Ma ne abbiamo ancora uno maggiore, il quale è la seconda cagione
della rovina nostra: questo è che la Chiesa ha tenuto e tiene questa provincia divisa".

[Niccolò Machiavelli, politologo, 1468 - 1527]

Sugli anni Settanta:

"...Ma per tornare agli anni Settanta: se non si poteva stare con il terrorismo o con la miriade di
insopportabili mininomenclature della sinistra, non si poteva stare neppure con un'Italia
clericale (allora antiabortista, antidivorzista, che trovava la sua vera espressione culturale nella
televisione di Stato, in una ininterrotta passerella di giochi a premi e ballerine), che a a piazza
Fontana aveva già mostrato quello che a forza di P2, Ustica e tangenti sarebbe diventato
familiare a tutti gli italiani".

[Enrico Palandri, scrittore, 1956 - ]


Nun je se po' fà na sorpresa


"...Non si deve scartare l'ipotesi, anzi si deve prendere seriamente in considerazione l'ipotesi
che Zapatero non sia un Prodi iberico ma un Folena spagnolo".
[Il Riformista, 19/4/2004]

La mia senatrice a vita:


"...il cielo stellato sopra di me".

Arieccolo:



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Miei libri pubblicati:

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QUARTA RISTAMPA,
Vincitore del Premio
quale "miglior libro
gay dell'anno 2005".
In finale al Tondelli Editi 2006.
L'editore (peQuod)
non mi ha ancora
pagato i diritti d'autore.
La causa con la peQuod
è stata iniziata nel 2007

e andrà avanti finché
non avrò giustizia.
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TERZA RISTAMPA!
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Questo blog trova molte affinità con
Sagaci Segugi ed Elfo Bruno.
Si diverte inoltre molto con
Ombra ed eCarta.

Frasi che rimarranno nella storia della blogosfera:

"Guarda che siamo due finocchie, mica due sciacquine"
[by Gretel]

 



Sto leggendo per diletto (quindi esclusi quelli per il Ph.D.)
 

Rachel Ballon, Breath Life Into Your Characters. How To Give Your Characters Emotional &
Psychological Depth, (2003) Writer's Digest Books. Un manuale di scrittura a cura di una
psicologa con la passione della narrativa. A dirla tutta m'aspettavo qualcosa di molto migliore.
Qui ci sono consigli per lo più sciocchi e sterili che chiunque sia uno scrittore ha già pensato di
suo.

Paolo Russo, Storia del cinema italiano, (2008) Lindau. Un agile manuale di storia del cinema,
come ce ne voleva. Ha anche delle buone schede sinottiche di storia generale, sebbene non
sempre accurate (la c.d. "Legge Truffa" non fu certo la Legge Acerbo del 1923, bensì quella
maggioritaria voluta dalla DC negli anni Cinquanta).

Ultimi libri letti (idem come sopra)

William Burroughs, La scimmia sulla schiena, (1998, Junkie 1953) BUR. Il celeberrimo romanzo-diario d'esordio di Burroghs sugli effetti della tossicodipendenza. Scritto da un tossicologo che sarebbe diventato tossicodipendente, ne sarebbe uscito e si sarebbe affermato come scrittore psichedelico.

Gianluca Morozzi, L'era del porco, (2008) TEA. Quasi un diario letterario-sentimentale scritto da una delle migliori penne italiane contemporanee. Romanzo umoristico, si ride ad alta voce.

Il miglior film visto al cinema:

Nel 2003

Goodbye Lenin, di Wolfgang Becker (Ger, 2003). Voto: 9- Un colpo di genio "tedesco orientale" sui tempi intensi e veloci che viviamo. Con: Benny e poi con Luca G., Andrea G., Valerio.

...nel 2004 (ex aequo)

Le invasioni barbariche, di Denys Arcand (Can, Fra, 2003). Voto: 9,5 Ho pianto, ho riso, ho riflettuto. Questo è il Cinema con la "C" maiuscola. Arcand non fa molti film, ma già con La natura ambigua dell'amore si era fatto benvolere. Con Leo, Claudia, Emanuele, Liuk, Laura.

Bowling for Columbine. Di Michael Moore (Usa 2002). Voto: 9 . Un vero e proprio gioiello, che ha riaperto la strada del docu-film a Hollywood. Si ride, si piange, si viene informati e si rimane sbalorditi. Quest'uomo, Michael Moore, sa cosa sia il cinema e sa quanto possa essere potente. Attendo di vedere gli altri suoi lavori. Con mamma e papà.

...nel 2005

Romanzo criminale, di Michele Placido (Italia, 2005). Voto 8 . Uno dei pochi film italiani di livello internazionale, che racconta la storia reale della banda della Magliana, approfittando per ripercorrere una storia d'Italia dal 1970 al 1990 che più nera non si potrebbe. Subilme il cast (Santamaria, Rossi Stuart, Camarcio, Favino, Trinca...), nonostante il solito inadeguato Stefano Accorsi. Grande la sceneggiatura, a parte un errore nel personaggio del commissario che perde la testa per una mignotta d'alto bordo - parte della sua indagine - come fosse un 14enne in grave crisi ormonale. Alcuni gravi errori di edizione (esplode l'ala sbagliata della stazione di Bologna; compare un cordless in una casa del 1979/80) non ne consentono un voto più alto, ma il film è da non perdere.

...nel 2006 (ex aequo)

I segreti di Brokeback Mountain, di Ang Lee (Usa, 2005). Voto: 9-. Un film disarmante nella sua semplicità. Un film che descrive senza indugi il piombo di una scelta di rinuncia in campo sentimentale. Un film che illustra l'amore per come è, tra due uomini vaccari della provincia statunitense più gretta e intollerante. Un film su come si può farsi scivolare tra le dita il senso della vita. Fotografia mozzafiato e recitazione impeccabile ne fanno un piccolo capolavoro.

Babel, di Alejandro González Iñárritu (Mex - Usa 2006). Voto 8,5. Come vedrebbe la Terra un marziano che la osservasse da fuori? Attraverso la metafora dell'incomunicabilità, uno spaccato in quattro film fra loro gentilmente intersecati che lascia senza parole e fa gridare al capolavoro del regista di 21 grammi e Amores perros. Da non perdere assolutamente.

...nel 2007

Le vite degli altri, di Florian Henckel von Donnersmarck (Ger, 2006). Voto 9. Tratto da una storia vera, l'esempio di come la realtà superi spesso la fantasia nel campo dell'assurdo e dell'incredibile. Un capolavoro di un giovane regista tedesco al suo esordio. Premio Oscar come miglior film straniero. Recitazione impressionante.

...nel 2008

Gomorra, di Matteo Garrone (Ita, 2008). Voto 9. Segna la rinascita del cinema italiano, tra neo-realismo e iper-realismo. Sceneggiatura in collaborazione con Roberto Saviano, in alcuni tratti semplicemente geniale.

...nel 2009

Milk, di Gus Van Sant (USA, 2008). Voto 8+. Un gran film per raccontare una vita ordinaria che diventò straordinaria. Una grande lezione politica, con una eccezionale interpretazione di Sean Penn.

I 21 film che mi hanno
cambiato la vita

1)
Sei gradi di separazione,
di Fred Schepisi
(Six Degrees of Separation, Usa, 1993).
2)
Amici, complici, amanti,
di Harvey Fierstein
(Torch Song Trilogy, Usa, 1988).
3)
L'attimo fuggente,
di Peter Weir
(Dead Poets Society, Usa, 1989).
4)
Le invasioni barbariche,
di Denys Arcand
(Les invasion barbare, Can, 2002).
5)
Priscilla,
di Stephan Elliott
(Priscilla, the Queen of the Desert, Aus, 1994).
6)
Hair,
di Milos Forman (Hair, Usa, 1979).
7)
Il grande freddo,
di Lawrence Kasdan
(The Big Chill, Usa, 1983).
8)
Barry Lyndon,
di Stanley Kubrick
(Barry Lyndon, 1975).
9)
Frankenstein Jr.,
di Mel Brooks
(Jr. Frankenstein, Usa, 1974).
10)
Harry, ti presento Sally,
di Rob Reiner
(When Harry Met Sally, Usa, 1989).
11)
I segreti di Brokeback Mountain,
di Ang Lee
(Brokeback Mountain, Usa, 2005)
12)
Stand By Me,
di Rob Reiner
(Stand By Me, Usa, 1986).
13)
Chicago,
di Rob Marshall
(Chicago, Usa, 2003).
14)
Bowling a Columbine,
di Michael Moore
(Bowling for Columbine, Usa, 2002).
15)
Il dottor Stranamore,
di Stanley Kubrick
(Doctor Strangelove, Usa, 1964).
16) Babel,

di A.G. Iñárritu
(Babel, Mex - Usa, 2006)
17) 2001, Odissea nello spazio,
di Stanley Kubrick
(2001: A Space Odissey, Usa, 1968).
18)
Chorus Line,
di Richard Attenborough
(A Chorus Line, Usa, 1985).
19)
Ovosodo,
di Paolo Virzì (Ita, 1987).
20)
Donne sull'orlo di una
crisi di nervi
,
di Pedro Almodovar
(
Mujeres al borde de un
ataque de nervios,
Spa, 1988).
21)
L'uomo bicentenario,
di Chris Columbus
(Bicentennial Man, Usa, 1999).

Una dozzina di scrittori moderni tosti

1) Franz Kafka (CEC); 2) Mordecai Richler (CAN); 3) Pier Paolo Pasolini (ITA); 4) Pier Vittorio Tondelli (ITA); 5) Stephen King (USA); 6) Italo Calvino (ITA) 7) David Leavitt (USA); 8) Ian McEwan (UK); 9) Jeannette Winterson (UK); 10) Hanif Kureishi (UK); 11) Peter Hoeg (DAN) 12) Bret Easton Ellis (USA)

I 3 migliori giovani attori italiani

1) Libero De Rienzo; 2) Luigi Lo Cascio 3) Claudio Santamaria.





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