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AnelliDiFumo
Aspettando una (nuova) invasione di eserciti alleati
politica interna
16 gennaio 2009
Hackerato il sito dell'UAAR?


In Europa è possibile avere sugli autobus la pubblicità degli atei, a Genova a quanto pare no, fino al prossimo ricorso al TAR. La cosa grave è che oggi non si può accedere nemmeno al sito della UAAR, dove volevo andare a re-iscrivermi. Mi sembra sia stato hackerato. Il sito è www.uaar.it

Non appena il sito sarà rimesso a posto, avrete tutti almeno due motivi per iscrivervi di corsa all'Unione Atei Agnostici Razionalisti.
diari di viaggio
16 gennaio 2009
Uscire con venti sottozero


In questi giorni, avrete sentito, il Nord America si trova a fare i conti con temperature invernali modello Antartica. Senza arrivare al record della provincia centrale canadese del Saskatchewan, dove si sono toccati i -50°C, anche a Toronto siamo arrivati ieri alla rispettabile temperatura di -22°C, con un gran sole che illuminava e scaldava tutto. E ci ha detto pure bene, dal momento che le previsioni parlavano di un probabile -30°C, che però non s'è visto.

Uno dei motivi per cui ho scelto il Canada per venire a fare questo dottorato, è che a me il freddo intenso, al contrario del caldo intenso, non dispiace. Anche perché il confine meridionale del Canada è all'altezza della Svizzera, con Toronto addirittura sul meridiano di Firenze, e questo significa moltissimo in termini di ore di luce solare d'inverno. Basta in effetti coprirsi in modo intelligente e attrezzato per combatterlo. Cosa significa? Significa giocare a vestirsi come l'omino della Michelin, una cosa secondo me divertente. Per dire, io oggi avevo sotto i pantaloni di cotone imbottito una calzamaglia (qui si chiama "long johns"), delle calze di lana dentro a degli scarponi imbottiti di pelo a stivaletto alto e, nella parte superiore: maglietta di cotone, lupetto di lana vergine, maglione di cashmere (non è sciccheria: è che tiene meglio il calore). Se si è proprio freddolosi, si può anche aggiungere una camicia di flanella tra lupetto e maglione, ma oddio, io non mi spingo a tanto. Poi, quando si esce, fondamentale un colbacco copriorecchie e, possibilmente, due paia di guanti: uno di lana aderente alle dita, l'altro termico da sci. Sono infatti le estremità del corpo quelle da coprire per bene, pena il congelamento. La sciarpa si può usare, come si può evitare: il giubbotto (un piumino d'oca) dovrà per forza avere il cappuccio imbottito di pelo, chiudibile davanti.
Altro must: il burro di cacao sulle labbra, se non volete che vi cadano per strada.

Quando si esce, anche così bardati, a meno venti sottozero si deve fare i conti con il tempo di esposizione: fermi si può stare solo qualche minuto. Oltre, occorre almeno camminare. Un altro problema interessante, è l'aria che respiri. Quando si va sotto di più di venti gradi, i peli del naso si congelano e ne avverti il pizzicorio. A meno trenta, a qualcuno si rompono i capillari, da cui l'aspetto rosso del volto. Se però la punta del naso passa da rossa a viola, attenzione: sta andando in cancrena, e occorre che qualcuno te lo dica, se non ci hai fatto caso da te, per operare un vigoroso massaggio con la neve, che fa riprendere il sangue a circolare nella parte che sta morendo. Naturalmente questo lo so da racconti altrui, a me non è mai capitato né l'ho mai visto succedere. Però questo vi fa capire perché gli esquimesi si massggino l'un l'altro il naso con il naso.

La città di Toronto, al contrario di Milano, è attrezzatissima per mesi di nevicate, dunque già alla mattina presto si trovano i marciapiedi sgombri dalla neve caduta di notte. L'organizzazione degli spalaneve è qui, infatti, un'industria. 50.000 spalatori privati freelance, che vengono pagati dalle tasse comunali e provinciali, ma anche l'obbligo, per ogni abitante di una casa terra-cielo di spalare il pezzetto di marciapiede dinanzi la propria proprietà. Se non lo fai, arriva la multa. E se qualcuno cade e si rompe una gamba sulla lastra di ghiaccio davanti casa tua che tu non hai picconato, paghi tu. Alla fine, i canadesi rispettano tutti la legge, se non altro perché è loro interesse poter uscire di casa!

L'altra grande organizzazione della città è dedicata ai senzatetto, che a Toronto ci sono, al contrario di quasi tutte le altre città canadesi. Quando c'è un allarme freddo (oltre i -20°C) i barboni vengono raccolti e portati nei centri appositi, dove li fanno dormire al caldo. Altrimenti, morirebbero durante la notte.

La cosa che mi piace tanto di queste giornate di freddo intenso è vedere come la società continui tranquillamente ad andare avanti, a prescindere dalle condizioni del tempo. Certo, ci sono giornate nelle quali al grande freddo si aggiunge un effetto vento in grado di dare la sensazione, sulla pelle, di una temperatura anche di venti o trenta gradi più bassa di quella segnata dal termometro. In tali casi, anche Toronto si ferma, ma dobbiamo appunto arrivare a temperature percepite di -50°C, sennò tutto va avanti come se niente fosse. Ed è particolarmente divertente vedere come i ragazzi universitari del mio campus, quelli nati in Canada almeno, possano girare con indosso solo un giubbotto col cappuccio e la zip semiaperta su una maglietta a maniche corte. Come a dire: "Che fa freddo? Non me ne sono nemmeno accorto". Sono meravigliosi. Se penso che a Roma i giovani girano in pelliccia con cinque gradi sopra lo zero.

Sullo stesso tema: Una romana in Canada, Un palermitano a Toronto e un mio vecchio post sul potere delle infradito sulla neve.

***
"Angeli da un'ala soltanto" va via che è un piacere. Accattetevillo! Ho ordinato anche la copia pilota dell'edizione cartonata, dovrebbe arrivare in venti giorni.

Il sommo pater ha spedito le dieci copie (10!) più cd-rom della mia commedia "Troppo giovani per vivere" al premio Riccione Ater per il teatro. Risposta in giugno. Come dire: noi ci si prova sempre, ogni tanto si vince pure.

Terminata la settima e ultima revisione di "Coppie", sia benedetto l'inventore della funzione CTRL-, che consente di mandare a capo una parola senza lasciare il segno del trattino sulla pagina. Sono 160 pagine formato libro.
POLITICA
14 gennaio 2009
50 euro per chiedere un permesso di soggiorno: e allora?
Ma guarda te cosa mi tocca fare: difendere la Lega Nord. Sin da quando questa polemica (sulla tassa dei 50 euro che lo Stato vorrebbe chiedere a chi fa domanda per un permesso di soggiorno) è iniziata, io mi sono detto: "Solo 50 euro? Beh, se prima era gratis, va benone". Infatti, in moltissimi paesi per chiedere lo stesso genere di documenti si deve spendere molto di più. Faccio il caso del Canada, che conosco meglio: per chiedere una permanent residency si arriva a spendere fino a 600$ (circa 400 euro) e sono soldi persi in ogni caso: non è che se non te la danno, te li restituiscono.

Per cui, tutta questa polemica su una legge che sarebbe "discriminatoria" - nelle parole di Fini e ora anche di quei buffi personaggi in sottana e cappellini colorati, che nessuno ha eletto - è una roba pelosa. Roba pelosa di chi non è ancora in grado di capire cosa significhi "discriminazione". Forse che ai cittadini italiani lo Stato non chiede di pagare dei documenti burocratici? Ma per favore.


Aggiornamento: dai commenti ho appreso i seguenti fatti:

- il permesso di soggiorno italiano ha già un suo costo, che viene alzato di 50 euro con questa proposta; non era gratuito prima di questa tassa, come pensavo erroneamente;

- la permanent residency canadese, al pari degli altri permessi che Maroni cita in questa intervista all'Agi, sono permessi appunto permanenti, che valgono tutta la vita, mentre il permesso di soggiorno è solo annuale, quindi il suo costo è giusto che sia molto inferiore rispetto ai permessi permanenti;

- il servizio che lo Stato italiano dà quando si richiede un permesso di soggiorno è molto inferiore rispetto alla media occidentale e alla decenza comune;

Ciò aggiunto, rimango dell'idea che uno Stato possa sempre alzare le tasse a un'intera categoria di persone, senza per questo essere tacciato di discriminazione.

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Questo blog aderisce come una tellina e osserva per inde ac cadaver
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Filosofi di oggi

"Non ho un barlume di simpatia per chi parla dal punto di vista del culto organizzato. Le religioni non sono altro che corporation. Strumenti di potere politico e finanziario senza relazione con il Dio che professano di servire. Si travestono con costumi bislacchi, per dispensare precetti e causare guerre. […] Non ho allevato nessuno dei miei figli secondo le tradizioni ebraiche e non so neppure quando cadono le feste. Sono un antisemita? No. Penso solo che il mondo sarebbe assai migliore senza religione".

[Woody Allen, artista, NY 1932 - ]

«Ho l´impressione sempre più spesso, quando torno in Italia, che siamo diventati un paese prigioniero delle paure. E la prima è quella del futuro. Declinata in varie forme. Fanno paura la società multietnica, i cambiamenti sociali, le scoperte scientifiche, sempre rappresentate come pericoli, la contemporaneità in generale. Si fa strada, perfino fra i giovani, la nostalgia di un passato molto idealizzato. Si combina una memoria corta e una speranza breve, e il risultato è l´immobilità. Il passato sarà un buon rifugio, ma il futuro è l´unico posto dove possiamo andare».

[Renzo Piano, architetto, Genova 1937 - ]

"Come se la ragione di tanti sprechi, inefficienze, ingiustizie, cancrene fosse l'assistenzialismo in sè, lo Stato del benessere in sè, l'egualitarismo in sè e non gli abusi, le illegalità, l'uso spregiudicato e clientelare che si è fatto in Italia di questi strumenti per altro mai posti alla base delle nostre scelte di politica economica. Ormai anche i partiti di sinistra si sono messi a rincorrere le parole d'ordine alla moda: senza valutare che ciò che in questo modo pensano di guadagnare, nuove alleanze, nuovi improbabili blocchi storici, sarà ben poca cosa rispetto a quello che avranno perduto".

[Federico Caffè, economista, 
1914 - 1987 (?)]

Filosofi di ieri


"Abbiamo adunque con la Chiesa e coi preti noi Italiani questo primo obligo, di essere diventati
sanza religione e cattivi. Ma ne abbiamo ancora uno maggiore, il quale è la seconda cagione
della rovina nostra: questo è che la Chiesa ha tenuto e tiene questa provincia divisa".

[Niccolò Machiavelli, politologo, 1468 - 1527]

Sugli anni Settanta:

"...Ma per tornare agli anni Settanta: se non si poteva stare con il terrorismo o con la miriade di
insopportabili mininomenclature della sinistra, non si poteva stare neppure con un'Italia
clericale (allora antiabortista, antidivorzista, che trovava la sua vera espressione culturale nella
televisione di Stato, in una ininterrotta passerella di giochi a premi e ballerine), che a a piazza
Fontana aveva già mostrato quello che a forza di P2, Ustica e tangenti sarebbe diventato
familiare a tutti gli italiani".

[Enrico Palandri, scrittore, 1956 - ]


Nun je se po' fà na sorpresa


"...Non si deve scartare l'ipotesi, anzi si deve prendere seriamente in considerazione l'ipotesi
che Zapatero non sia un Prodi iberico ma un Folena spagnolo".
[Il Riformista, 19/4/2004]

La mia senatrice a vita:


"...il cielo stellato sopra di me".

Arieccolo:



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Miei libri pubblicati:

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QUARTA RISTAMPA,
Vincitore del Premio
quale "miglior libro
gay dell'anno 2005".
In finale al Tondelli Editi 2006.
L'editore (peQuod)
non mi ha ancora
pagato i diritti d'autore.
La causa con la peQuod
è stata iniziata nel 2007

e andrà avanti finché
non avrò giustizia.
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TERZA RISTAMPA!
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Questo blog trova molte affinità con
Sagaci Segugi ed Elfo Bruno.
Si diverte inoltre molto con
Ombra ed eCarta.

Frasi che rimarranno nella storia della blogosfera:

"Guarda che siamo due finocchie, mica due sciacquine"
[by Gretel]

 



Sto leggendo per diletto (quindi esclusi quelli per il Ph.D.)
 

Rachel Ballon, Breath Life Into Your Characters. How To Give Your Characters Emotional &
Psychological Depth, (2003) Writer's Digest Books. Un manuale di scrittura a cura di una
psicologa con la passione della narrativa. A dirla tutta m'aspettavo qualcosa di molto migliore.
Qui ci sono consigli per lo più sciocchi e sterili che chiunque sia uno scrittore ha già pensato di
suo.

Paolo Russo, Storia del cinema italiano, (2008) Lindau. Un agile manuale di storia del cinema,
come ce ne voleva. Ha anche delle buone schede sinottiche di storia generale, sebbene non
sempre accurate (la c.d. "Legge Truffa" non fu certo la Legge Acerbo del 1923, bensì quella
maggioritaria voluta dalla DC negli anni Cinquanta).

Ultimi libri letti (idem come sopra)

William Burroughs, La scimmia sulla schiena, (1998, Junkie 1953) BUR. Il celeberrimo romanzo-diario d'esordio di Burroghs sugli effetti della tossicodipendenza. Scritto da un tossicologo che sarebbe diventato tossicodipendente, ne sarebbe uscito e si sarebbe affermato come scrittore psichedelico.

Gianluca Morozzi, L'era del porco, (2008) TEA. Quasi un diario letterario-sentimentale scritto da una delle migliori penne italiane contemporanee. Romanzo umoristico, si ride ad alta voce.

Il miglior film visto al cinema:

Nel 2003

Goodbye Lenin, di Wolfgang Becker (Ger, 2003). Voto: 9- Un colpo di genio "tedesco orientale" sui tempi intensi e veloci che viviamo. Con: Benny e poi con Luca G., Andrea G., Valerio.

...nel 2004 (ex aequo)

Le invasioni barbariche, di Denys Arcand (Can, Fra, 2003). Voto: 9,5 Ho pianto, ho riso, ho riflettuto. Questo è il Cinema con la "C" maiuscola. Arcand non fa molti film, ma già con La natura ambigua dell'amore si era fatto benvolere. Con Leo, Claudia, Emanuele, Liuk, Laura.

Bowling for Columbine. Di Michael Moore (Usa 2002). Voto: 9 . Un vero e proprio gioiello, che ha riaperto la strada del docu-film a Hollywood. Si ride, si piange, si viene informati e si rimane sbalorditi. Quest'uomo, Michael Moore, sa cosa sia il cinema e sa quanto possa essere potente. Attendo di vedere gli altri suoi lavori. Con mamma e papà.

...nel 2005

Romanzo criminale, di Michele Placido (Italia, 2005). Voto 8 . Uno dei pochi film italiani di livello internazionale, che racconta la storia reale della banda della Magliana, approfittando per ripercorrere una storia d'Italia dal 1970 al 1990 che più nera non si potrebbe. Subilme il cast (Santamaria, Rossi Stuart, Camarcio, Favino, Trinca...), nonostante il solito inadeguato Stefano Accorsi. Grande la sceneggiatura, a parte un errore nel personaggio del commissario che perde la testa per una mignotta d'alto bordo - parte della sua indagine - come fosse un 14enne in grave crisi ormonale. Alcuni gravi errori di edizione (esplode l'ala sbagliata della stazione di Bologna; compare un cordless in una casa del 1979/80) non ne consentono un voto più alto, ma il film è da non perdere.

...nel 2006 (ex aequo)

I segreti di Brokeback Mountain, di Ang Lee (Usa, 2005). Voto: 9-. Un film disarmante nella sua semplicità. Un film che descrive senza indugi il piombo di una scelta di rinuncia in campo sentimentale. Un film che illustra l'amore per come è, tra due uomini vaccari della provincia statunitense più gretta e intollerante. Un film su come si può farsi scivolare tra le dita il senso della vita. Fotografia mozzafiato e recitazione impeccabile ne fanno un piccolo capolavoro.

Babel, di Alejandro González Iñárritu (Mex - Usa 2006). Voto 8,5. Come vedrebbe la Terra un marziano che la osservasse da fuori? Attraverso la metafora dell'incomunicabilità, uno spaccato in quattro film fra loro gentilmente intersecati che lascia senza parole e fa gridare al capolavoro del regista di 21 grammi e Amores perros. Da non perdere assolutamente.

...nel 2007

Le vite degli altri, di Florian Henckel von Donnersmarck (Ger, 2006). Voto 9. Tratto da una storia vera, l'esempio di come la realtà superi spesso la fantasia nel campo dell'assurdo e dell'incredibile. Un capolavoro di un giovane regista tedesco al suo esordio. Premio Oscar come miglior film straniero. Recitazione impressionante.

...nel 2008

Gomorra, di Matteo Garrone (Ita, 2008). Voto 9. Segna la rinascita del cinema italiano, tra neo-realismo e iper-realismo. Sceneggiatura in collaborazione con Roberto Saviano, in alcuni tratti semplicemente geniale.

...nel 2009

Milk, di Gus Van Sant (USA, 2008). Voto 8+. Un gran film per raccontare una vita ordinaria che diventò straordinaria. Una grande lezione politica, con una eccezionale interpretazione di Sean Penn.

I 21 film che mi hanno
cambiato la vita

1)
Sei gradi di separazione,
di Fred Schepisi
(Six Degrees of Separation, Usa, 1993).
2)
Amici, complici, amanti,
di Harvey Fierstein
(Torch Song Trilogy, Usa, 1988).
3)
L'attimo fuggente,
di Peter Weir
(Dead Poets Society, Usa, 1989).
4)
Le invasioni barbariche,
di Denys Arcand
(Les invasion barbare, Can, 2002).
5)
Priscilla,
di Stephan Elliott
(Priscilla, the Queen of the Desert, Aus, 1994).
6)
Hair,
di Milos Forman (Hair, Usa, 1979).
7)
Il grande freddo,
di Lawrence Kasdan
(The Big Chill, Usa, 1983).
8)
Barry Lyndon,
di Stanley Kubrick
(Barry Lyndon, 1975).
9)
Frankenstein Jr.,
di Mel Brooks
(Jr. Frankenstein, Usa, 1974).
10)
Harry, ti presento Sally,
di Rob Reiner
(When Harry Met Sally, Usa, 1989).
11)
I segreti di Brokeback Mountain,
di Ang Lee
(Brokeback Mountain, Usa, 2005)
12)
Stand By Me,
di Rob Reiner
(Stand By Me, Usa, 1986).
13)
Chicago,
di Rob Marshall
(Chicago, Usa, 2003).
14)
Bowling a Columbine,
di Michael Moore
(Bowling for Columbine, Usa, 2002).
15)
Il dottor Stranamore,
di Stanley Kubrick
(Doctor Strangelove, Usa, 1964).
16) Babel,

di A.G. Iñárritu
(Babel, Mex - Usa, 2006)
17) 2001, Odissea nello spazio,
di Stanley Kubrick
(2001: A Space Odissey, Usa, 1968).
18)
Chorus Line,
di Richard Attenborough
(A Chorus Line, Usa, 1985).
19)
Ovosodo,
di Paolo Virzì (Ita, 1987).
20)
Donne sull'orlo di una
crisi di nervi
,
di Pedro Almodovar
(
Mujeres al borde de un
ataque de nervios,
Spa, 1988).
21)
L'uomo bicentenario,
di Chris Columbus
(Bicentennial Man, Usa, 1999).

Una dozzina di scrittori moderni tosti

1) Franz Kafka (CEC); 2) Mordecai Richler (CAN); 3) Pier Paolo Pasolini (ITA); 4) Pier Vittorio Tondelli (ITA); 5) Stephen King (USA); 6) Italo Calvino (ITA) 7) David Leavitt (USA); 8) Ian McEwan (UK); 9) Jeannette Winterson (UK); 10) Hanif Kureishi (UK); 11) Peter Hoeg (DAN) 12) Bret Easton Ellis (USA)

I 3 migliori giovani attori italiani

1) Libero De Rienzo; 2) Luigi Lo Cascio 3) Claudio Santamaria.





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