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AnelliDiFumo
Aspettando una (nuova) invasione di eserciti alleati
diari di viaggio
13 giugno 2008
Tra la via Emilia e il West


E' buffo. Non avrei mai pensato che questo famoso titolo di un "ellepì" di Guccini avrebbe rivelato, in nuge, la storia della mia vita. Domani si parte, ancora una volta si parte. Si parte per un viaggio corto e vicino, in tutti i sensi: Correggio, in provincia di Reggio Emilia, 400 km da coprire con la mia Smart affittata qui per pochi euro. Una settimana abbondante nel paese di Tondelli (e di Ligabue, sì, ok) e di Antonio Allegri, il pittore più noto come "il Correggio". Pochi giorni per raccogliere un po' di documenti e di informazioni importanti sul nostro scrittore. Poi nove giorni nella mia Bologna, da dove probabilmente farò ancora delle incursioni al Centro di documentazione Tondelli.

Quest'anno ho sfruttato due borse di studio e la convenzione messa su dagli organizzatori del Pride nazionale con una serie di strutture alberghiere felsinee. Alla fine la spesa è davvero contenuta e immagino che la qualità del servizio sarà superlativa, trattandosi di due alberghi a quattro stelle.

Ogni volta che torno in Emilia per me è un po' come tornare a casa. Sono abbastanza sicuro che in una precedente vita ho vissuto in modo assai gaudente a Bologna o comunque in Emilia. E infatti sono davvero contento di tornarci, nonostante la discreta paura delle strade e il fatto che magari domani pioverà lungo il tragitto. Vorrà dire che si andrà piano, dopotutto è improbabile che anche quest'estate mi esploda uno pneumatico in corsa, no?

Ieri ho rivisto un paio di persone importanti: Luca G. e Federico. Mi ha fatto molto piacere, in modo diverso magari, ma davvero è stato un balsamo rivederli. Sono due amici che hanno conosciuto il dolore. Ma tanto, e in profondità. E non si sono arresi, anzi. Testa alta e, avanti più di prima. In questo periodo ho ben 4 amiche incinta e vedo che tutti i miei amici di lungo corso si stanno dando da fare al loro meglio per cercare di mettere quanto più fieno in cascina durante questo periodo così duro e dalle prospettive così nere. Ho molta stima di tutti loro e dei loro sforzi. Si vede la genuinità del loro talento all'opera. Si vede il tentativo di sfangarla, di andare avanti nonostante tutto, e questo fa loro onore. Davvero.

Nel mio piccolo, questo viaggio in Emilia è soprattutto un viaggio di lavoro, se così si può chiamare il ricercare e lo scrivere. E allora preparo la sella e accudisco il cavallo: da domani si torna a galoppare.


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permalink | inviato da AnelliDiFumo il 13/6/2008 alle 2:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
politica interna
10 giugno 2008
Sulle alleanze "di nuovo conio" del PD
Ottima giornata oggi: a parte il piano personale (ho firmato un contratto con l'agenzia letteraria Nabu, che curerà i miei interessi editoriali per i prossimi tre anni, mentre io sarò in Canada) dopo la bellissima uscita di D'alema ("non so nemmeno se sono iscritto al PD, diciamo che sono un simpatizzante") è uscito oggi un meraviglioso attacco di Famiglia Cristiana al PD, nel quale si auspica una scissione della componente cattolica dal PD. In realtà l'articolo mi pare essere una mossa proprio di quei catto-dem per restare nel PD e mettere alla porta i Radicali, un articolo da brandire come un ricatto durante i prossimi passaggi politici di quel partito. Ma le scissioni nascono sempre come minaccia politica, per cui c'è da sperare che il PD imploda proprio come su questo blog si è sempre sostenuto fosse inevitabile.

Molto divertente e istruttiva poi, l'intervista del povero Rutelli al Corsera. Ora, come dice Zoro, Rutelli è il politico più screditato di tutti i politici screditati del PD. Quello che è riuscito a farsi battere perfino come sindaco di Roma da Alemanno. Ciò nonostante, all'interno del PD, è considerato ancora come un "leader", e non solo dai suoi fedelissimi, ma anche nel resto del bunker-partito. La cosa è divertente in sè. Ma si va oltre. Rutelli rilascia la sua intervista e sostiene che i socialisti europei devono fare "alleanze di nuovo conio" guardando "ai liberaldemocratici" e non alla Sinistra. Ora, fin qui, niente di male, anzi. Il problema è che Rutelli e i catto-dem ce l'hanno a morte con chi dentro al PD? Ma proprio con i Radicali, che sai dove siedono al Parlamento Europeo? Ma ovviamente nel gruppo dell'Alde, ossia tra i liberaldemocratici europei, che sono tra i più fieri critici di papa Ratzinger, tanto amato da Binetti, Rutelli e soci.

Insomma i teo-dem e i catto-dem si trovano male con la Sinistra, male con i liberaldemocratici italiani, male nel PSE, in poche parole maluccio con la modernità. Non sarà che questa gente dovrebbe fare un partito a sè, assieme a Casini eventualmente? Non sarà il caso di dare all'elettorato la possibilità di votare per un partito laico e uno confessionale, anziché per due partiti confessionali, uno leggermente meno compromesso con la mafia e la P2, e l'altro rappresentato da Schifani e Berlusconi?

Dentro al PD ti dicono: ma così perderemo le prossime elezioni. Perché, invece avendo dentro la Binetti le avete forse vinte? Ma soprattutto: quando doveste vincerle con la Binetti, cosa pensate esattamente di fare al governo? Le elezioni si possono perdere e si possono vincere, ma la cosa peggiore è vincerle e scoprirsi paralizzati dai veti interni. Sembrava che la lezione del governo Prodi fosse chiara a tutti, ma pare proprio di no.
politica interna
9 giugno 2008
Pride di Roma: 80 mila partecipanti, più le ali


E' con vero piacere che rettifico verso l'alto la stima dei partecipanti al Pride di Roma 2008. Avevo parlato di 40mila partecipanti in questo blog e in altri avevo detto 40-50mila, ma in realtà la foto pubblicata da Andrea, di una piazza Navona stipata per 2/3, più la gente che è rimasta fuori dalla piazza consente di parlare di almeno 80mila partecipanti, forse anche 90mila, più le ali di pubblico che hanno assistito alla manifestazione, che di solito si contano a parte.

Considerando che era un pride locale e non nazionale, svolto senza l'aiuto di alcune associazioni Lgbt e con la presenza ufficiale di una sola sezione del PD (la Obama) e in una giornata di tempo non splendente, questo risultato è molto migliore di quello di Roma 2006 (altro pride locale e giusto termine di paragone) che si fermò attorno ai 30-35mila partecipanti.

Considerate le parole di Imma Battaglia rilasciate al Tg di La7 (che ha dichiarato, motivando così la sua fuoriuscita dal corteo, di "sentirsi a disagio in un pride così antagonista e radicale") penso che dovremmo chiederle di prendersi cura della sua salute e di evitare di sentirsi a disagio. Imma, resta a casa per i prossimi Pride, a cominciare da Biella, Bologna, Catania. Non ti fa bene sentirti a disagio, rinchiuditi nel Gay Village a vender birra e magari contatta uno psicoterapeuta per vedere di sconfiggere questa sindrome del disagio che ti ha colto quest'estate e ti ha reso così diversa, anzi, irriconoscibile, rispetto al pride del 2007.

Aggiornamento: A quanto pare anche Fabrizio Marrazzo ha trovato il modo di distinguersi, durante questo pride. Qui le agenzie riportate da Lampi di Pensiero. Da leggere in particolare il commento della Karl Du Pignè tra i commenti. La adoro.

Assolutamente da cliccare, infine, il post di Andrew, aka Une Belle Histoire, al quale ho indebitamente sottratto il bellissimo video a diapositive qui sotto (Andrew, sono disposto a pagare il furto, ovviamente in natura) dotato di tanto di musica ufficiale del Pride. Non perdetevi i video correlati, con brani dei discorsi finali alla manifestazione.




Ottimo l'intervento di Rossana Praitano, presidente del Mieli:

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Filosofi di oggi

"Non ho un barlume di simpatia per chi parla dal punto di vista del culto organizzato. Le religioni non sono altro che corporation. Strumenti di potere politico e finanziario senza relazione con il Dio che professano di servire. Si travestono con costumi bislacchi, per dispensare precetti e causare guerre. […] Non ho allevato nessuno dei miei figli secondo le tradizioni ebraiche e non so neppure quando cadono le feste. Sono un antisemita? No. Penso solo che il mondo sarebbe assai migliore senza religione".

[Woody Allen, artista, NY 1932 - ]

«Ho l´impressione sempre più spesso, quando torno in Italia, che siamo diventati un paese prigioniero delle paure. E la prima è quella del futuro. Declinata in varie forme. Fanno paura la società multietnica, i cambiamenti sociali, le scoperte scientifiche, sempre rappresentate come pericoli, la contemporaneità in generale. Si fa strada, perfino fra i giovani, la nostalgia di un passato molto idealizzato. Si combina una memoria corta e una speranza breve, e il risultato è l´immobilità. Il passato sarà un buon rifugio, ma il futuro è l´unico posto dove possiamo andare».

[Renzo Piano, architetto, Genova 1937 - ]

"Come se la ragione di tanti sprechi, inefficienze, ingiustizie, cancrene fosse l'assistenzialismo in sè, lo Stato del benessere in sè, l'egualitarismo in sè e non gli abusi, le illegalità, l'uso spregiudicato e clientelare che si è fatto in Italia di questi strumenti per altro mai posti alla base delle nostre scelte di politica economica. Ormai anche i partiti di sinistra si sono messi a rincorrere le parole d'ordine alla moda: senza valutare che ciò che in questo modo pensano di guadagnare, nuove alleanze, nuovi improbabili blocchi storici, sarà ben poca cosa rispetto a quello che avranno perduto".

[Federico Caffè, economista, 
1914 - 1987 (?)]

Filosofi di ieri


"Abbiamo adunque con la Chiesa e coi preti noi Italiani questo primo obligo, di essere diventati
sanza religione e cattivi. Ma ne abbiamo ancora uno maggiore, il quale è la seconda cagione
della rovina nostra: questo è che la Chiesa ha tenuto e tiene questa provincia divisa".

[Niccolò Machiavelli, politologo, 1468 - 1527]

Sugli anni Settanta:

"...Ma per tornare agli anni Settanta: se non si poteva stare con il terrorismo o con la miriade di
insopportabili mininomenclature della sinistra, non si poteva stare neppure con un'Italia
clericale (allora antiabortista, antidivorzista, che trovava la sua vera espressione culturale nella
televisione di Stato, in una ininterrotta passerella di giochi a premi e ballerine), che a a piazza
Fontana aveva già mostrato quello che a forza di P2, Ustica e tangenti sarebbe diventato
familiare a tutti gli italiani".

[Enrico Palandri, scrittore, 1956 - ]


Nun je se po' fà na sorpresa


"...Non si deve scartare l'ipotesi, anzi si deve prendere seriamente in considerazione l'ipotesi
che Zapatero non sia un Prodi iberico ma un Folena spagnolo".
[Il Riformista, 19/4/2004]

La mia senatrice a vita:


"...il cielo stellato sopra di me".

Arieccolo:



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QUARTA RISTAMPA,
Vincitore del Premio
quale "miglior libro
gay dell'anno 2005".
In finale al Tondelli Editi 2006.
L'editore (peQuod)
non mi ha ancora
pagato i diritti d'autore.
La causa con la peQuod
è stata iniziata nel 2007

e andrà avanti finché
non avrò giustizia.
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TERZA RISTAMPA!
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Questo blog trova molte affinità con
Sagaci Segugi ed Elfo Bruno.
Si diverte inoltre molto con
Ombra ed eCarta.

Frasi che rimarranno nella storia della blogosfera:

"Guarda che siamo due finocchie, mica due sciacquine"
[by Gretel]

 



Sto leggendo per diletto (quindi esclusi quelli per il Ph.D.)
 

Rachel Ballon, Breath Life Into Your Characters. How To Give Your Characters Emotional &
Psychological Depth, (2003) Writer's Digest Books. Un manuale di scrittura a cura di una
psicologa con la passione della narrativa. A dirla tutta m'aspettavo qualcosa di molto migliore.
Qui ci sono consigli per lo più sciocchi e sterili che chiunque sia uno scrittore ha già pensato di
suo.

Paolo Russo, Storia del cinema italiano, (2008) Lindau. Un agile manuale di storia del cinema,
come ce ne voleva. Ha anche delle buone schede sinottiche di storia generale, sebbene non
sempre accurate (la c.d. "Legge Truffa" non fu certo la Legge Acerbo del 1923, bensì quella
maggioritaria voluta dalla DC negli anni Cinquanta).

Ultimi libri letti (idem come sopra)

William Burroughs, La scimmia sulla schiena, (1998, Junkie 1953) BUR. Il celeberrimo romanzo-diario d'esordio di Burroghs sugli effetti della tossicodipendenza. Scritto da un tossicologo che sarebbe diventato tossicodipendente, ne sarebbe uscito e si sarebbe affermato come scrittore psichedelico.

Gianluca Morozzi, L'era del porco, (2008) TEA. Quasi un diario letterario-sentimentale scritto da una delle migliori penne italiane contemporanee. Romanzo umoristico, si ride ad alta voce.

Il miglior film visto al cinema:

Nel 2003

Goodbye Lenin, di Wolfgang Becker (Ger, 2003). Voto: 9- Un colpo di genio "tedesco orientale" sui tempi intensi e veloci che viviamo. Con: Benny e poi con Luca G., Andrea G., Valerio.

...nel 2004 (ex aequo)

Le invasioni barbariche, di Denys Arcand (Can, Fra, 2003). Voto: 9,5 Ho pianto, ho riso, ho riflettuto. Questo è il Cinema con la "C" maiuscola. Arcand non fa molti film, ma già con La natura ambigua dell'amore si era fatto benvolere. Con Leo, Claudia, Emanuele, Liuk, Laura.

Bowling for Columbine. Di Michael Moore (Usa 2002). Voto: 9 . Un vero e proprio gioiello, che ha riaperto la strada del docu-film a Hollywood. Si ride, si piange, si viene informati e si rimane sbalorditi. Quest'uomo, Michael Moore, sa cosa sia il cinema e sa quanto possa essere potente. Attendo di vedere gli altri suoi lavori. Con mamma e papà.

...nel 2005

Romanzo criminale, di Michele Placido (Italia, 2005). Voto 8 . Uno dei pochi film italiani di livello internazionale, che racconta la storia reale della banda della Magliana, approfittando per ripercorrere una storia d'Italia dal 1970 al 1990 che più nera non si potrebbe. Subilme il cast (Santamaria, Rossi Stuart, Camarcio, Favino, Trinca...), nonostante il solito inadeguato Stefano Accorsi. Grande la sceneggiatura, a parte un errore nel personaggio del commissario che perde la testa per una mignotta d'alto bordo - parte della sua indagine - come fosse un 14enne in grave crisi ormonale. Alcuni gravi errori di edizione (esplode l'ala sbagliata della stazione di Bologna; compare un cordless in una casa del 1979/80) non ne consentono un voto più alto, ma il film è da non perdere.

...nel 2006 (ex aequo)

I segreti di Brokeback Mountain, di Ang Lee (Usa, 2005). Voto: 9-. Un film disarmante nella sua semplicità. Un film che descrive senza indugi il piombo di una scelta di rinuncia in campo sentimentale. Un film che illustra l'amore per come è, tra due uomini vaccari della provincia statunitense più gretta e intollerante. Un film su come si può farsi scivolare tra le dita il senso della vita. Fotografia mozzafiato e recitazione impeccabile ne fanno un piccolo capolavoro.

Babel, di Alejandro González Iñárritu (Mex - Usa 2006). Voto 8,5. Come vedrebbe la Terra un marziano che la osservasse da fuori? Attraverso la metafora dell'incomunicabilità, uno spaccato in quattro film fra loro gentilmente intersecati che lascia senza parole e fa gridare al capolavoro del regista di 21 grammi e Amores perros. Da non perdere assolutamente.

...nel 2007

Le vite degli altri, di Florian Henckel von Donnersmarck (Ger, 2006). Voto 9. Tratto da una storia vera, l'esempio di come la realtà superi spesso la fantasia nel campo dell'assurdo e dell'incredibile. Un capolavoro di un giovane regista tedesco al suo esordio. Premio Oscar come miglior film straniero. Recitazione impressionante.

...nel 2008

Gomorra, di Matteo Garrone (Ita, 2008). Voto 9. Segna la rinascita del cinema italiano, tra neo-realismo e iper-realismo. Sceneggiatura in collaborazione con Roberto Saviano, in alcuni tratti semplicemente geniale.

...nel 2009

Milk, di Gus Van Sant (USA, 2008). Voto 8+. Un gran film per raccontare una vita ordinaria che diventò straordinaria. Una grande lezione politica, con una eccezionale interpretazione di Sean Penn.

I 21 film che mi hanno
cambiato la vita

1)
Sei gradi di separazione,
di Fred Schepisi
(Six Degrees of Separation, Usa, 1993).
2)
Amici, complici, amanti,
di Harvey Fierstein
(Torch Song Trilogy, Usa, 1988).
3)
L'attimo fuggente,
di Peter Weir
(Dead Poets Society, Usa, 1989).
4)
Le invasioni barbariche,
di Denys Arcand
(Les invasion barbare, Can, 2002).
5)
Priscilla,
di Stephan Elliott
(Priscilla, the Queen of the Desert, Aus, 1994).
6)
Hair,
di Milos Forman (Hair, Usa, 1979).
7)
Il grande freddo,
di Lawrence Kasdan
(The Big Chill, Usa, 1983).
8)
Barry Lyndon,
di Stanley Kubrick
(Barry Lyndon, 1975).
9)
Frankenstein Jr.,
di Mel Brooks
(Jr. Frankenstein, Usa, 1974).
10)
Harry, ti presento Sally,
di Rob Reiner
(When Harry Met Sally, Usa, 1989).
11)
I segreti di Brokeback Mountain,
di Ang Lee
(Brokeback Mountain, Usa, 2005)
12)
Stand By Me,
di Rob Reiner
(Stand By Me, Usa, 1986).
13)
Chicago,
di Rob Marshall
(Chicago, Usa, 2003).
14)
Bowling a Columbine,
di Michael Moore
(Bowling for Columbine, Usa, 2002).
15)
Il dottor Stranamore,
di Stanley Kubrick
(Doctor Strangelove, Usa, 1964).
16) Babel,

di A.G. Iñárritu
(Babel, Mex - Usa, 2006)
17) 2001, Odissea nello spazio,
di Stanley Kubrick
(2001: A Space Odissey, Usa, 1968).
18)
Chorus Line,
di Richard Attenborough
(A Chorus Line, Usa, 1985).
19)
Ovosodo,
di Paolo Virzì (Ita, 1987).
20)
Donne sull'orlo di una
crisi di nervi
,
di Pedro Almodovar
(
Mujeres al borde de un
ataque de nervios,
Spa, 1988).
21)
L'uomo bicentenario,
di Chris Columbus
(Bicentennial Man, Usa, 1999).

Una dozzina di scrittori moderni tosti

1) Franz Kafka (CEC); 2) Mordecai Richler (CAN); 3) Pier Paolo Pasolini (ITA); 4) Pier Vittorio Tondelli (ITA); 5) Stephen King (USA); 6) Italo Calvino (ITA) 7) David Leavitt (USA); 8) Ian McEwan (UK); 9) Jeannette Winterson (UK); 10) Hanif Kureishi (UK); 11) Peter Hoeg (DAN) 12) Bret Easton Ellis (USA)

I 3 migliori giovani attori italiani

1) Libero De Rienzo; 2) Luigi Lo Cascio 3) Claudio Santamaria.





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