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AnelliDiFumo
Aspettando una (nuova) invasione di eserciti alleati
14 settembre 2005
Proprorzionale: un'analisi più seria e una destra golpista

"E' una vergogna, non è possibile, non è democratico cambiare la legge elettorale poco prima delle elezioni". Con queste parole il capogruppo di Forza Italia al Senato, Enrico La Loggia, bocciava senza appello nel febbraio del 1996 la proposta del Presidente del Consiglio incaricato Antonio Maccanico di dar vita a un governo che dovesse quasi soltanto approvare una riforma elettorale prima di andare al voto. Benché i sostenitori di Maccanico avessero i numeri per andare avanti senza Fi, si valutò che la sostanza della contestazione aveva le sue fondamenta e si andò alle urne con la stessa legge elettorale mista che abbiamo conservato fino a oggi (che prevede alla Camera l’elezione del 75% dei seggi col sistema maggioritario e il restante 25% col proporzionale con sbarramento al 4% dei voti – cosiddetto “Mattarellum” -, mentre al Senato il 100% dei seggi è eletto col maggioritario, secondo le indicazioni del referendum Segni del 1991, approvato da quasi il 90% degli italiani). Altre reazioni di esponenti di primissimo piano della Cdl stagione 2001, ben più scomposte di quelle di La Loggia '96, le potete leggere sul blog di Watchdogs. E fatelo.

Oggi, a distanza di nove anni, Forza Italia e il senatore La Loggia, assieme al resto della virtuale maggioranza di centrodestra, hanno cambiato idea. Approvare una riforma elettorale a sette mesi dalle elezioni è diventato possibile, secondo Berlusconi "tenendo il Parlamento aperto di notte e nei week end".

Non è mai un buon momento quando il Parlamento è costretto a lavorare di notte e nei fine settimana. Lo si è fatto solo in occasioni gravissime, per guerre, calamità naturali, minacce terroristiche imminenti. Di tutta questa urgenza per approvare una legge elettorale, onestamente non si sente il bisogno.

Andiamo allora a vedere in cosa consiste questa riforma elettorale proposta dal Centrodestra. Per rendere la mia analisi ancora più credibile, copio questa parte dal blog del destro Watergate2000:

La nuova legge elettorale cosa comporterà? La prima vistosa conseguenza è l’eliminazione dei piccoli partiti, i vecchi cespugli di intralcio alle querce, per parafrasare chi non li ha mai sopportati. Secondo gli ultimi sondaggi, ma anche seguendo quello che sembra essere un trend consolidato e ripetuto, a pagare il dazio dello sbarramento dovrebbero essere:
a sinistra – lo SDI, i Radicali, i Verdi, i Comunisti Italiani, Italia dei Valori e i Repubblicani Europei
a destra – il Nuovo PSI, i Repubblicani, la DC di Rotondi

Sì, peccato che il Nuovo Psi stia passando col suo 2% da un Polo all'altro, e che la Dc di Rotondi non abbia ancora stretto formalmente l'alleanza con la Cdl. In ogni caso, se Rotondi lo farà, con ogni probabilità si presenterà sotto lo stesso simbolo di Fi. Stesso discorso vale però per i Repubblicani Europei, che si presenteranno dentro la Margherita.

In bilico rimangono: forse l’UDEUR, che ha molto rafforzato la sua presenza. 

Ovviamente questa è una balla: l'Udeur veleggia attorno al 2%, non certo sopra al 4%, per cui sarebbe il settimo partito dell'Unione sotto al 4%.

Il Parlamento sarebbe così formato da questi partiti:
a sinistra – i DS, la Margherita e Rifondazione Comunista
a destra – Forza Italia, AN, Lega e UDC

L'analisi di Watergate2000 è corretta: la riforma elettorale mira a sbattere fuori dal Parlamento sette (7) partiti su undici (11) dell'Unione e zero (0) su quattro (4) della Cdl.

Quel che poi Watergate2000 evita di dire è la seconda conseguenza della riforma: un premio di maggioranza che porta la coalizione arrivata prima ad avere almeno il 53,5% dei seggi in Parlamento. I premi di maggioranza, specie quando sono contenuti come questo, non ci spaventano.

E tuttavia.

La cosa davvero grave è che la nuova clausola di sbarramento al 4% non è come quella che è già presente nell'attuale legge elettorale. Infatti, nell'attuale legge elettorale si applica SOLO a quella quota di ripartizione dei seggi del 25% proporzionale. Invece, nella proposta del governo, i partiti al  di sotto del 4% non sarebbero affatto rappresentati in Parlamento né potrebbero essere i loro voti sommati a quelli del resto della coalizione per determinare quale delle due coalizioni avrebbe diritto al premio di maggioranza.

Di conseguenza, secondo la nuova riforma elettorale, per determinare i voti dell’Unione si dovrebbero conteggiare SOLO i voti di Ds, Margherita e Rifondazione (che stando all’ultimo sondaggio Swg si aggirano rispettivamente sul 22%, 12,5% e 7%, totale 41,5%) mentre per la Cdl si dovrebbero conteggiare i voti di tutti e quattro i partiti che la compongono (sempre guardando all’ultimo sondaggio Swg, sarebbero Fi 17,5%, An 12,5%, Udc 6%, Lega 5,5%, totale 41,5%) cosa che riaprirebbe i giochi per la Cdl, altrimenti destinata ad avere circa il 10% dei voti in meno dell’Unione e precisamente quelli del Pdci, dei Verdi, dei Radicali, dell’Udeur, di Di Pietro, del Npsi, e dello Sdi.

Per questo elementare conteggio, l’intera opposizione dell’Unione chiama alla vigilanza democratica e blocca tutti i lavori parlamentari. Mi sembra il minimo, per affrontare una legge che ricorda tanto da vicino quella Acerbo, dell’epoca fascista. Watergate e altri blogger di destra, sostengono che la reazione dell’Unione è incostituzionale e illegittima.

Io dico: la destra è golpista, ma se approva questa riforma alle elezioni politiche i sette partiti dell'Unione che verrebbero cancellati da soli si presenterebbero sotto uno stesso simbolo - o al massimo sotto due simboli unificanti, e andrebbero comunque sopra al 4%.

La Cdl perderebber comunque le elezioni. Ma la sua intera classe politica e gli italiani che la dovessero sostenere avrebbero anche perso legittimità democratica a governare per i prossimi trent'anni. Insomma, la Cdl lavora per mettere le basi di un nuovo conflitto civile nel Paese.




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13 settembre 2005
Previsione sulle primarie

Le primarie dell'Unione sanciranno la vittoria di Romano Prodi, su questo non si discute. Sarà però importante la percentuale che il leader in pectore otterrà. Se andrà ampiamente sopra il 65% dei voti si potrà parlare di maggioranza bulgara, e prepararsi a ricevere il fax di protesta dell'ambasciata di Sofia a Roma. Dal 65% in su Prodi potrà imporre sui temi principali la sua agenda a tutti i partiti della coalizione, e in particolare alla sinistra radicale.

Se Prodi ottiene tra il 60% e il 65% sarà una leadership molto forte, che però dovrà avere l'accortezza di includere alcuni punti-bandiera degli altri candidati, come quello sul Pacs, tra le prime riforme del nuovo governo.

Se Prodi va dal 55% al 60% significa che le primarie sono state molto più vere di quanto non si sia un po' tutti creduto. Un risultato del genere spingerebbe il professore a discutere in modo approfondito la base del programma di coalizione.

Sotto al 55% sarebbe per Prodi una vittoria di Pirro, che lo costringerebbe a tenere in massima considerazione quel che vogliono i suoi amici concorrenti alle primarie e a fare un governo da centrosinistra plurale.

Vediamo ora gli altri candidati. Per Berinotti il 12% sarebbe un magro, magrissimo risultato, checché ne dica lui. Prevedo che si attesterà attorno al 16-18% e farà pesare quei voti molto più di quanto sarebbe giusto. Dovesse andare sotto il 12% potrebbe essere messa in discussione la sua segreteria, ma se dovesse andare oltre il 18% non ce lo leviamo di torno per almeno un altro lustro.

Mastella è un'incognita. Se mette in campo le sue clientele può arrivare anche al 10% e condizionare davvero sui temi cari al Vaticano il programma di un Prodi non troppo forte.

Scalfarotto è l'altra incognita, passibile di una forbice che va dall'1% all'8%, con conseguenze che vanno dal ritorno mesto ma contento a Londra, all'inizio di una nuova avventura politica, tutta da definire. Spero solo che non voglia fondare l'ennesima lista nominale del centrosinistra, perché proprio non ce n'è bisogno. Io sarei felice di vederlo nella Lista Arcobaleno oppure, in subordine, in quella Radical-socialista.

Pecoraro Scanio secondo me si ferma attorno al 4-5% e in ogni caso non inciderà molto su ciò che si determinerà dopo. Lo stesso discorso vale per Di Pietro, che può andare dall'1% al 4% ma non cambierà molto.




permalink | inviato da il 13/9/2005 alle 19:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
13 settembre 2005
Scalfarotto: a ieri 12.632 firme raccolte

Ieri ho saputo che Ivan ha raggiunto e superato le 10.000 firme richieste per presentarsi alle primate. A ieri notte, eravamo a 12.632, ma molti moduli sono ancora in arrivo. Credo che finiremo attorno alle 14.000.

Avrei potuto darvi la notizia ieri notte, ma ho voluto aspettare qualche ora. Lo so, non sono stato un bravo giornalista in questo caso, ma è stata una scelta personale.

Aggiornamento: ce l'abbiamo fatta. 15.764 firme raccolte su 10 regioni, rispettando anche la quota minima di 1000 firme per ogni regione. La partita ha inizio.




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Filosofi di oggi

"Non ho un barlume di simpatia per chi parla dal punto di vista del culto organizzato. Le religioni non sono altro che corporation. Strumenti di potere politico e finanziario senza relazione con il Dio che professano di servire. Si travestono con costumi bislacchi, per dispensare precetti e causare guerre. […] Non ho allevato nessuno dei miei figli secondo le tradizioni ebraiche e non so neppure quando cadono le feste. Sono un antisemita? No. Penso solo che il mondo sarebbe assai migliore senza religione".

[Woody Allen, artista, NY 1932 - ]

«Ho l´impressione sempre più spesso, quando torno in Italia, che siamo diventati un paese prigioniero delle paure. E la prima è quella del futuro. Declinata in varie forme. Fanno paura la società multietnica, i cambiamenti sociali, le scoperte scientifiche, sempre rappresentate come pericoli, la contemporaneità in generale. Si fa strada, perfino fra i giovani, la nostalgia di un passato molto idealizzato. Si combina una memoria corta e una speranza breve, e il risultato è l´immobilità. Il passato sarà un buon rifugio, ma il futuro è l´unico posto dove possiamo andare».

[Renzo Piano, architetto, Genova 1937 - ]

"Come se la ragione di tanti sprechi, inefficienze, ingiustizie, cancrene fosse l'assistenzialismo in sè, lo Stato del benessere in sè, l'egualitarismo in sè e non gli abusi, le illegalità, l'uso spregiudicato e clientelare che si è fatto in Italia di questi strumenti per altro mai posti alla base delle nostre scelte di politica economica. Ormai anche i partiti di sinistra si sono messi a rincorrere le parole d'ordine alla moda: senza valutare che ciò che in questo modo pensano di guadagnare, nuove alleanze, nuovi improbabili blocchi storici, sarà ben poca cosa rispetto a quello che avranno perduto".

[Federico Caffè, economista, 
1914 - 1987 (?)]

Filosofi di ieri


"Abbiamo adunque con la Chiesa e coi preti noi Italiani questo primo obligo, di essere diventati
sanza religione e cattivi. Ma ne abbiamo ancora uno maggiore, il quale è la seconda cagione
della rovina nostra: questo è che la Chiesa ha tenuto e tiene questa provincia divisa".

[Niccolò Machiavelli, politologo, 1468 - 1527]

Sugli anni Settanta:

"...Ma per tornare agli anni Settanta: se non si poteva stare con il terrorismo o con la miriade di
insopportabili mininomenclature della sinistra, non si poteva stare neppure con un'Italia
clericale (allora antiabortista, antidivorzista, che trovava la sua vera espressione culturale nella
televisione di Stato, in una ininterrotta passerella di giochi a premi e ballerine), che a a piazza
Fontana aveva già mostrato quello che a forza di P2, Ustica e tangenti sarebbe diventato
familiare a tutti gli italiani".

[Enrico Palandri, scrittore, 1956 - ]


Nun je se po' fà na sorpresa


"...Non si deve scartare l'ipotesi, anzi si deve prendere seriamente in considerazione l'ipotesi
che Zapatero non sia un Prodi iberico ma un Folena spagnolo".
[Il Riformista, 19/4/2004]

La mia senatrice a vita:


"...il cielo stellato sopra di me".

Arieccolo:



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QUARTA RISTAMPA,
Vincitore del Premio
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gay dell'anno 2005".
In finale al Tondelli Editi 2006.
L'editore (peQuod)
non mi ha ancora
pagato i diritti d'autore.
La causa con la peQuod
è stata iniziata nel 2007

e andrà avanti finché
non avrò giustizia.
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TERZA RISTAMPA!
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Questo blog trova molte affinità con
Sagaci Segugi ed Elfo Bruno.
Si diverte inoltre molto con
Ombra ed eCarta.

Frasi che rimarranno nella storia della blogosfera:

"Guarda che siamo due finocchie, mica due sciacquine"
[by Gretel]

 



Sto leggendo per diletto (quindi esclusi quelli per il Ph.D.)
 

Rachel Ballon, Breath Life Into Your Characters. How To Give Your Characters Emotional &
Psychological Depth, (2003) Writer's Digest Books. Un manuale di scrittura a cura di una
psicologa con la passione della narrativa. A dirla tutta m'aspettavo qualcosa di molto migliore.
Qui ci sono consigli per lo più sciocchi e sterili che chiunque sia uno scrittore ha già pensato di
suo.

Paolo Russo, Storia del cinema italiano, (2008) Lindau. Un agile manuale di storia del cinema,
come ce ne voleva. Ha anche delle buone schede sinottiche di storia generale, sebbene non
sempre accurate (la c.d. "Legge Truffa" non fu certo la Legge Acerbo del 1923, bensì quella
maggioritaria voluta dalla DC negli anni Cinquanta).

Ultimi libri letti (idem come sopra)

William Burroughs, La scimmia sulla schiena, (1998, Junkie 1953) BUR. Il celeberrimo romanzo-diario d'esordio di Burroghs sugli effetti della tossicodipendenza. Scritto da un tossicologo che sarebbe diventato tossicodipendente, ne sarebbe uscito e si sarebbe affermato come scrittore psichedelico.

Gianluca Morozzi, L'era del porco, (2008) TEA. Quasi un diario letterario-sentimentale scritto da una delle migliori penne italiane contemporanee. Romanzo umoristico, si ride ad alta voce.

Il miglior film visto al cinema:

Nel 2003

Goodbye Lenin, di Wolfgang Becker (Ger, 2003). Voto: 9- Un colpo di genio "tedesco orientale" sui tempi intensi e veloci che viviamo. Con: Benny e poi con Luca G., Andrea G., Valerio.

...nel 2004 (ex aequo)

Le invasioni barbariche, di Denys Arcand (Can, Fra, 2003). Voto: 9,5 Ho pianto, ho riso, ho riflettuto. Questo è il Cinema con la "C" maiuscola. Arcand non fa molti film, ma già con La natura ambigua dell'amore si era fatto benvolere. Con Leo, Claudia, Emanuele, Liuk, Laura.

Bowling for Columbine. Di Michael Moore (Usa 2002). Voto: 9 . Un vero e proprio gioiello, che ha riaperto la strada del docu-film a Hollywood. Si ride, si piange, si viene informati e si rimane sbalorditi. Quest'uomo, Michael Moore, sa cosa sia il cinema e sa quanto possa essere potente. Attendo di vedere gli altri suoi lavori. Con mamma e papà.

...nel 2005

Romanzo criminale, di Michele Placido (Italia, 2005). Voto 8 . Uno dei pochi film italiani di livello internazionale, che racconta la storia reale della banda della Magliana, approfittando per ripercorrere una storia d'Italia dal 1970 al 1990 che più nera non si potrebbe. Subilme il cast (Santamaria, Rossi Stuart, Camarcio, Favino, Trinca...), nonostante il solito inadeguato Stefano Accorsi. Grande la sceneggiatura, a parte un errore nel personaggio del commissario che perde la testa per una mignotta d'alto bordo - parte della sua indagine - come fosse un 14enne in grave crisi ormonale. Alcuni gravi errori di edizione (esplode l'ala sbagliata della stazione di Bologna; compare un cordless in una casa del 1979/80) non ne consentono un voto più alto, ma il film è da non perdere.

...nel 2006 (ex aequo)

I segreti di Brokeback Mountain, di Ang Lee (Usa, 2005). Voto: 9-. Un film disarmante nella sua semplicità. Un film che descrive senza indugi il piombo di una scelta di rinuncia in campo sentimentale. Un film che illustra l'amore per come è, tra due uomini vaccari della provincia statunitense più gretta e intollerante. Un film su come si può farsi scivolare tra le dita il senso della vita. Fotografia mozzafiato e recitazione impeccabile ne fanno un piccolo capolavoro.

Babel, di Alejandro González Iñárritu (Mex - Usa 2006). Voto 8,5. Come vedrebbe la Terra un marziano che la osservasse da fuori? Attraverso la metafora dell'incomunicabilità, uno spaccato in quattro film fra loro gentilmente intersecati che lascia senza parole e fa gridare al capolavoro del regista di 21 grammi e Amores perros. Da non perdere assolutamente.

...nel 2007

Le vite degli altri, di Florian Henckel von Donnersmarck (Ger, 2006). Voto 9. Tratto da una storia vera, l'esempio di come la realtà superi spesso la fantasia nel campo dell'assurdo e dell'incredibile. Un capolavoro di un giovane regista tedesco al suo esordio. Premio Oscar come miglior film straniero. Recitazione impressionante.

...nel 2008

Gomorra, di Matteo Garrone (Ita, 2008). Voto 9. Segna la rinascita del cinema italiano, tra neo-realismo e iper-realismo. Sceneggiatura in collaborazione con Roberto Saviano, in alcuni tratti semplicemente geniale.

...nel 2009

Milk, di Gus Van Sant (USA, 2008). Voto 8+. Un gran film per raccontare una vita ordinaria che diventò straordinaria. Una grande lezione politica, con una eccezionale interpretazione di Sean Penn.

I 21 film che mi hanno
cambiato la vita

1)
Sei gradi di separazione,
di Fred Schepisi
(Six Degrees of Separation, Usa, 1993).
2)
Amici, complici, amanti,
di Harvey Fierstein
(Torch Song Trilogy, Usa, 1988).
3)
L'attimo fuggente,
di Peter Weir
(Dead Poets Society, Usa, 1989).
4)
Le invasioni barbariche,
di Denys Arcand
(Les invasion barbare, Can, 2002).
5)
Priscilla,
di Stephan Elliott
(Priscilla, the Queen of the Desert, Aus, 1994).
6)
Hair,
di Milos Forman (Hair, Usa, 1979).
7)
Il grande freddo,
di Lawrence Kasdan
(The Big Chill, Usa, 1983).
8)
Barry Lyndon,
di Stanley Kubrick
(Barry Lyndon, 1975).
9)
Frankenstein Jr.,
di Mel Brooks
(Jr. Frankenstein, Usa, 1974).
10)
Harry, ti presento Sally,
di Rob Reiner
(When Harry Met Sally, Usa, 1989).
11)
I segreti di Brokeback Mountain,
di Ang Lee
(Brokeback Mountain, Usa, 2005)
12)
Stand By Me,
di Rob Reiner
(Stand By Me, Usa, 1986).
13)
Chicago,
di Rob Marshall
(Chicago, Usa, 2003).
14)
Bowling a Columbine,
di Michael Moore
(Bowling for Columbine, Usa, 2002).
15)
Il dottor Stranamore,
di Stanley Kubrick
(Doctor Strangelove, Usa, 1964).
16) Babel,

di A.G. Iñárritu
(Babel, Mex - Usa, 2006)
17) 2001, Odissea nello spazio,
di Stanley Kubrick
(2001: A Space Odissey, Usa, 1968).
18)
Chorus Line,
di Richard Attenborough
(A Chorus Line, Usa, 1985).
19)
Ovosodo,
di Paolo Virzì (Ita, 1987).
20)
Donne sull'orlo di una
crisi di nervi
,
di Pedro Almodovar
(
Mujeres al borde de un
ataque de nervios,
Spa, 1988).
21)
L'uomo bicentenario,
di Chris Columbus
(Bicentennial Man, Usa, 1999).

Una dozzina di scrittori moderni tosti

1) Franz Kafka (CEC); 2) Mordecai Richler (CAN); 3) Pier Paolo Pasolini (ITA); 4) Pier Vittorio Tondelli (ITA); 5) Stephen King (USA); 6) Italo Calvino (ITA) 7) David Leavitt (USA); 8) Ian McEwan (UK); 9) Jeannette Winterson (UK); 10) Hanif Kureishi (UK); 11) Peter Hoeg (DAN) 12) Bret Easton Ellis (USA)

I 3 migliori giovani attori italiani

1) Libero De Rienzo; 2) Luigi Lo Cascio 3) Claudio Santamaria.





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