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AnelliDiFumo
Aspettando una (nuova) invasione di eserciti alleati
sentimenti
31 luglio 2009
Non credo che starai bene...
A grandissima richiesta...


LAVORO
30 luglio 2009
Le aziende più gay-friendly
Ricevo e pubblico:

La Camera di Commercio Internazionale Gay e Lesbica (IGLCC – International Gay and Lesbian Chamber of Commerce) pubblica i risultati della prima edizione dell'International Business Equality Index. Questo indice misura le performance di società multinazionali in relazione alle tematiche della diversità e dell'inclusione concentrandosi specificamente sulle comunità LGBT nei paesi in cui operano. La società al vertice della classifica sono BT Group (British Telecom), seguita da IBM e The Dow Chemical Company. Il risultato è stato reso noto nel corso della conferenza stampa a conclusione del 2° congresso annuale della IGLCC tenuto-si a Copenhagen.

Le società partecipanti all'Equality Index rappresentano 1,7 milioni di dipendenti in 227 paesi e un fatturato di 800 miliardi di USD l'anno. «A nome di BT, esprimo tutta la mia soddisfazione per questo riconoscimento», afferma Ian Livingston, CEO di BT. «Siamo una delle più grandi società di comunicazione del mondo che offre servizi ai propri clienti in oltre 170 paesi e dà lavoro a più di 100.000 persone in tutto il globo. La diversità deve essere – ed è – al centro delle nostre attività; l’aver adottato politiche e prassi aziendali a sostegno della comunità LGBT è essenziale per il nostro successo.»

«I risultati del sondaggio su cui si basa l'Equality Index sono eterogenei, ma sostanzialmente incoraggianti», afferma il segretario generale dell'IGLCC Pascal Lépine. «La maggior parte delle società intervistate ha dei programmi di diversità e inclusione, molti dei quali coprono esplicitamente tematiche LGBT. L'indagine ci rivela che molte di queste società prendono mol-to sul serio i temi dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere. Ciò nonostante, ci vor-ranno ancora anni o persino decenni prima di raggiungere la totale parità di diritti.»

Se da una parte le società classificate al vertice dell'Equality Index sono un importante esempio di come i programmi di diversità e inclusione possano funzionare molto bene, dall'altra i risultati dell'indice 2009 descrivono anche una realtà meno rosea: quasi il 50% delle multina-zionali che hanno partecipato al sondaggio non ha un responsabile per i programmi di diversità e inclusione che si occupa specificamente delle questioni LGBT; è difficile trovare gay o lesbiche dichiarati nelle file del management (meno del 10% delle società impiega gay o lesbiche in più del 16% dei paesi in cui operano); e a prescindere dal livello di implementazione delle politiche interne a favore dei dipendenti LGBT, queste multinazionali non divulgano apertamente l'esistenza dei loro programmi di diversità all'opinione pubblica e nemmeno alle comunità locali LGBT tramite attività pubblicitarie o di PR. In realtà, solo poche compagnie supportano finanziariamente o in altra forma le comunità locali LGBT.

Nonostante questi aspetti negativi, Pascal Lépine è ottimista. «La fiducia dimostrata nei nostri confronti mi fa sperare in un futuro molto promettente per la comunità business LGBT internazionale. In questo periodo segnato da difficoltà sul fronte economico e politico, è molto importante rendere omaggio alle società partecipanti per il coraggio dimostrato e l'atteggiamento esemplare», dichiara nel discorso di presentazione odierno. «Ma, nonostante i segnali incoraggianti, dobbiamo essere realistici e ricordare che c'è ancora tanto lavoro da fare. Troppo spesso veniamo a conoscenza di casi in cui gay e lesbiche sono a tutt'oggi discriminati per il loro orientamento sessuale e non possono usufruire dei diritti e benefici basilari del mondo del lavoro», aggiunge Lépine.

Per scaricare una copia del rapporto sull'Equality Index: www.iglcc.org/index2009



permalink | inviato da AnelliDiFumo il 30/7/2009 alle 18:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
politica interna
29 luglio 2009
Alitalia, c.v.d.
Tra gli enormi danni politici che Berlusconi ha arrecato all'Italia, un posto di tutto rispetto è la nota vicenda Alitalia. La compagnia di bandiera, che Prodi era riuscito a vendere ad Air France per una cifra tre volte superiore a quella a cui l'ha venduta Berlusconi, e con tutta una serie di paletti che non sono presenti nel contratto firmato da Berlusconi, ha funzionato come compagnia aerea per alcuni mesi sulle spalle dei contribuenti italiani, che con le loro tasse hanno ripianato i debiti dell'Alitalia, anziché farli ripianare ad Air France.

Un pragmatico molto benestante potrebbe dire: vabbè, comunque alla fine l'Alitalia c'è e collega Roma (non più Milano) al resto del mondo, per cui pago volentieri con le mia tasse i debiti della compagnia.

No, adesso la festa è finita. Ora che la finta cordata di imprenditori amici di Berlusconi sta cedendo il controllo all'unico socio che di compagnie aeree si occupa da sempre - Air France - ecco che dopo aver perso Malpensa, Alitalia si appresta a perdere anche le rotte internazionali dirette da Roma. Si dovrà passare da Parigi o da Amsterdam. Comodissimo, calcolando che per un volo diretto da Toronto occorrono 8 ore di volo, e che uno scalo ovunque fa aumentare a 14 ore l'intero tragitto. Si raddoppieranno inoltre le possibilità di perdere i bagagli, perché naturalmente si cambierà anche aereo, nello scalo straniero.

Grazie sultano!
Io tornerò a volare Air Canada o Air Transat, per andare a Roma da Toronto.

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Questo blog aderisce come una tellina e osserva per inde ac cadaver
il decalogo elfico.




Filosofi di oggi

"Non ho un barlume di simpatia per chi parla dal punto di vista del culto organizzato. Le religioni non sono altro che corporation. Strumenti di potere politico e finanziario senza relazione con il Dio che professano di servire. Si travestono con costumi bislacchi, per dispensare precetti e causare guerre. […] Non ho allevato nessuno dei miei figli secondo le tradizioni ebraiche e non so neppure quando cadono le feste. Sono un antisemita? No. Penso solo che il mondo sarebbe assai migliore senza religione".

[Woody Allen, artista, NY 1932 - ]

«Ho l´impressione sempre più spesso, quando torno in Italia, che siamo diventati un paese prigioniero delle paure. E la prima è quella del futuro. Declinata in varie forme. Fanno paura la società multietnica, i cambiamenti sociali, le scoperte scientifiche, sempre rappresentate come pericoli, la contemporaneità in generale. Si fa strada, perfino fra i giovani, la nostalgia di un passato molto idealizzato. Si combina una memoria corta e una speranza breve, e il risultato è l´immobilità. Il passato sarà un buon rifugio, ma il futuro è l´unico posto dove possiamo andare».

[Renzo Piano, architetto, Genova 1937 - ]

"Come se la ragione di tanti sprechi, inefficienze, ingiustizie, cancrene fosse l'assistenzialismo in sè, lo Stato del benessere in sè, l'egualitarismo in sè e non gli abusi, le illegalità, l'uso spregiudicato e clientelare che si è fatto in Italia di questi strumenti per altro mai posti alla base delle nostre scelte di politica economica. Ormai anche i partiti di sinistra si sono messi a rincorrere le parole d'ordine alla moda: senza valutare che ciò che in questo modo pensano di guadagnare, nuove alleanze, nuovi improbabili blocchi storici, sarà ben poca cosa rispetto a quello che avranno perduto".

[Federico Caffè, economista, 
1914 - 1987 (?)]

Filosofi di ieri


"Abbiamo adunque con la Chiesa e coi preti noi Italiani questo primo obligo, di essere diventati
sanza religione e cattivi. Ma ne abbiamo ancora uno maggiore, il quale è la seconda cagione
della rovina nostra: questo è che la Chiesa ha tenuto e tiene questa provincia divisa".

[Niccolò Machiavelli, politologo, 1468 - 1527]

Sugli anni Settanta:

"...Ma per tornare agli anni Settanta: se non si poteva stare con il terrorismo o con la miriade di
insopportabili mininomenclature della sinistra, non si poteva stare neppure con un'Italia
clericale (allora antiabortista, antidivorzista, che trovava la sua vera espressione culturale nella
televisione di Stato, in una ininterrotta passerella di giochi a premi e ballerine), che a a piazza
Fontana aveva già mostrato quello che a forza di P2, Ustica e tangenti sarebbe diventato
familiare a tutti gli italiani".

[Enrico Palandri, scrittore, 1956 - ]


Nun je se po' fà na sorpresa


"...Non si deve scartare l'ipotesi, anzi si deve prendere seriamente in considerazione l'ipotesi
che Zapatero non sia un Prodi iberico ma un Folena spagnolo".
[Il Riformista, 19/4/2004]

La mia senatrice a vita:


"...il cielo stellato sopra di me".

Arieccolo:



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QUARTA RISTAMPA,
Vincitore del Premio
quale "miglior libro
gay dell'anno 2005".
In finale al Tondelli Editi 2006.
L'editore (peQuod)
non mi ha ancora
pagato i diritti d'autore.
La causa con la peQuod
è stata iniziata nel 2007

e andrà avanti finché
non avrò giustizia.
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TERZA RISTAMPA!
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Questo blog trova molte affinità con
Sagaci Segugi ed Elfo Bruno.
Si diverte inoltre molto con
Ombra ed eCarta.

Frasi che rimarranno nella storia della blogosfera:

"Guarda che siamo due finocchie, mica due sciacquine"
[by Gretel]

 



Sto leggendo per diletto (quindi esclusi quelli per il Ph.D.)
 

Rachel Ballon, Breath Life Into Your Characters. How To Give Your Characters Emotional &
Psychological Depth, (2003) Writer's Digest Books. Un manuale di scrittura a cura di una
psicologa con la passione della narrativa. A dirla tutta m'aspettavo qualcosa di molto migliore.
Qui ci sono consigli per lo più sciocchi e sterili che chiunque sia uno scrittore ha già pensato di
suo.

Paolo Russo, Storia del cinema italiano, (2008) Lindau. Un agile manuale di storia del cinema,
come ce ne voleva. Ha anche delle buone schede sinottiche di storia generale, sebbene non
sempre accurate (la c.d. "Legge Truffa" non fu certo la Legge Acerbo del 1923, bensì quella
maggioritaria voluta dalla DC negli anni Cinquanta).

Ultimi libri letti (idem come sopra)

William Burroughs, La scimmia sulla schiena, (1998, Junkie 1953) BUR. Il celeberrimo romanzo-diario d'esordio di Burroghs sugli effetti della tossicodipendenza. Scritto da un tossicologo che sarebbe diventato tossicodipendente, ne sarebbe uscito e si sarebbe affermato come scrittore psichedelico.

Gianluca Morozzi, L'era del porco, (2008) TEA. Quasi un diario letterario-sentimentale scritto da una delle migliori penne italiane contemporanee. Romanzo umoristico, si ride ad alta voce.

Il miglior film visto al cinema:

Nel 2003

Goodbye Lenin, di Wolfgang Becker (Ger, 2003). Voto: 9- Un colpo di genio "tedesco orientale" sui tempi intensi e veloci che viviamo. Con: Benny e poi con Luca G., Andrea G., Valerio.

...nel 2004 (ex aequo)

Le invasioni barbariche, di Denys Arcand (Can, Fra, 2003). Voto: 9,5 Ho pianto, ho riso, ho riflettuto. Questo è il Cinema con la "C" maiuscola. Arcand non fa molti film, ma già con La natura ambigua dell'amore si era fatto benvolere. Con Leo, Claudia, Emanuele, Liuk, Laura.

Bowling for Columbine. Di Michael Moore (Usa 2002). Voto: 9 . Un vero e proprio gioiello, che ha riaperto la strada del docu-film a Hollywood. Si ride, si piange, si viene informati e si rimane sbalorditi. Quest'uomo, Michael Moore, sa cosa sia il cinema e sa quanto possa essere potente. Attendo di vedere gli altri suoi lavori. Con mamma e papà.

...nel 2005

Romanzo criminale, di Michele Placido (Italia, 2005). Voto 8 . Uno dei pochi film italiani di livello internazionale, che racconta la storia reale della banda della Magliana, approfittando per ripercorrere una storia d'Italia dal 1970 al 1990 che più nera non si potrebbe. Subilme il cast (Santamaria, Rossi Stuart, Camarcio, Favino, Trinca...), nonostante il solito inadeguato Stefano Accorsi. Grande la sceneggiatura, a parte un errore nel personaggio del commissario che perde la testa per una mignotta d'alto bordo - parte della sua indagine - come fosse un 14enne in grave crisi ormonale. Alcuni gravi errori di edizione (esplode l'ala sbagliata della stazione di Bologna; compare un cordless in una casa del 1979/80) non ne consentono un voto più alto, ma il film è da non perdere.

...nel 2006 (ex aequo)

I segreti di Brokeback Mountain, di Ang Lee (Usa, 2005). Voto: 9-. Un film disarmante nella sua semplicità. Un film che descrive senza indugi il piombo di una scelta di rinuncia in campo sentimentale. Un film che illustra l'amore per come è, tra due uomini vaccari della provincia statunitense più gretta e intollerante. Un film su come si può farsi scivolare tra le dita il senso della vita. Fotografia mozzafiato e recitazione impeccabile ne fanno un piccolo capolavoro.

Babel, di Alejandro González Iñárritu (Mex - Usa 2006). Voto 8,5. Come vedrebbe la Terra un marziano che la osservasse da fuori? Attraverso la metafora dell'incomunicabilità, uno spaccato in quattro film fra loro gentilmente intersecati che lascia senza parole e fa gridare al capolavoro del regista di 21 grammi e Amores perros. Da non perdere assolutamente.

...nel 2007

Le vite degli altri, di Florian Henckel von Donnersmarck (Ger, 2006). Voto 9. Tratto da una storia vera, l'esempio di come la realtà superi spesso la fantasia nel campo dell'assurdo e dell'incredibile. Un capolavoro di un giovane regista tedesco al suo esordio. Premio Oscar come miglior film straniero. Recitazione impressionante.

...nel 2008

Gomorra, di Matteo Garrone (Ita, 2008). Voto 9. Segna la rinascita del cinema italiano, tra neo-realismo e iper-realismo. Sceneggiatura in collaborazione con Roberto Saviano, in alcuni tratti semplicemente geniale.

...nel 2009

Milk, di Gus Van Sant (USA, 2008). Voto 8+. Un gran film per raccontare una vita ordinaria che diventò straordinaria. Una grande lezione politica, con una eccezionale interpretazione di Sean Penn.

I 21 film che mi hanno
cambiato la vita

1)
Sei gradi di separazione,
di Fred Schepisi
(Six Degrees of Separation, Usa, 1993).
2)
Amici, complici, amanti,
di Harvey Fierstein
(Torch Song Trilogy, Usa, 1988).
3)
L'attimo fuggente,
di Peter Weir
(Dead Poets Society, Usa, 1989).
4)
Le invasioni barbariche,
di Denys Arcand
(Les invasion barbare, Can, 2002).
5)
Priscilla,
di Stephan Elliott
(Priscilla, the Queen of the Desert, Aus, 1994).
6)
Hair,
di Milos Forman (Hair, Usa, 1979).
7)
Il grande freddo,
di Lawrence Kasdan
(The Big Chill, Usa, 1983).
8)
Barry Lyndon,
di Stanley Kubrick
(Barry Lyndon, 1975).
9)
Frankenstein Jr.,
di Mel Brooks
(Jr. Frankenstein, Usa, 1974).
10)
Harry, ti presento Sally,
di Rob Reiner
(When Harry Met Sally, Usa, 1989).
11)
I segreti di Brokeback Mountain,
di Ang Lee
(Brokeback Mountain, Usa, 2005)
12)
Stand By Me,
di Rob Reiner
(Stand By Me, Usa, 1986).
13)
Chicago,
di Rob Marshall
(Chicago, Usa, 2003).
14)
Bowling a Columbine,
di Michael Moore
(Bowling for Columbine, Usa, 2002).
15)
Il dottor Stranamore,
di Stanley Kubrick
(Doctor Strangelove, Usa, 1964).
16) Babel,

di A.G. Iñárritu
(Babel, Mex - Usa, 2006)
17) 2001, Odissea nello spazio,
di Stanley Kubrick
(2001: A Space Odissey, Usa, 1968).
18)
Chorus Line,
di Richard Attenborough
(A Chorus Line, Usa, 1985).
19)
Ovosodo,
di Paolo Virzì (Ita, 1987).
20)
Donne sull'orlo di una
crisi di nervi
,
di Pedro Almodovar
(
Mujeres al borde de un
ataque de nervios,
Spa, 1988).
21)
L'uomo bicentenario,
di Chris Columbus
(Bicentennial Man, Usa, 1999).

Una dozzina di scrittori moderni tosti

1) Franz Kafka (CEC); 2) Mordecai Richler (CAN); 3) Pier Paolo Pasolini (ITA); 4) Pier Vittorio Tondelli (ITA); 5) Stephen King (USA); 6) Italo Calvino (ITA) 7) David Leavitt (USA); 8) Ian McEwan (UK); 9) Jeannette Winterson (UK); 10) Hanif Kureishi (UK); 11) Peter Hoeg (DAN) 12) Bret Easton Ellis (USA)

I 3 migliori giovani attori italiani

1) Libero De Rienzo; 2) Luigi Lo Cascio 3) Claudio Santamaria.





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