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AnelliDiFumo
Aspettando una (nuova) invasione di eserciti alleati
SOCIETA'
30 maggio 2008
Non si parla più di Hiv


Pochi giorni fa ho scoperto un blog ironico e intelligente, che sono sempre due aggettivi rari da dare alla stessa persona. Il blog si chiama Kaletra for Ever, e il sottotitolo dice Husbands come and go, Kaletra is for ever.

Ora il Kaletra, ho imparato, è un medicinale contro l'Hiv, per cui l'autore del blog è sieropositivo e da quando ha scoperto questo suo nuovo stato ha deciso di affrontare la situazione non solo curandosi e dicendolo ai suoi amici/parenti, ma anche scrivendoci su un blog apposito. Io trovo questa scelta coraggiosa e encomiabile. Il pregiudizio che esiste, specialmente in Italia, sull'Hiv è di quelli davvero duri a cambiare, a causa anche delle inesistenti campagne per la prevenzione del virus e informative sui progressi della scienza contro questa minaccia, che in Italia i ministeri per la Salute hanno deciso di far finta non esista più.

Kaletra for Ever mi ha fatto riflettere su un paio di cose. Anzitutto ha sottolineato come la carenza d'informazione sull'Hiv sia orizzontale, ossia riguardi il Ministero della Salute ma anche le associazioni LGBT italiane, che su questo campo sono sì impegnate ma non tanto quanto le associazioni LGBT del resto del mondo occidentale. E dentro al termine "associazioni" ci infiliamo naturalmente anche i vari circoli ludici ArciGay, nei quali la distribuzione dei profilattici è ridicola, quando e se c'è: uno a testa all'entrata e via. In Canada, per dire, uno può pescare intere manciate di preservativi all'ingresso dei locali, a prescindere che poi li usi o meno dentro al locale o se li porti a casa. Questo perché il senso della distribuzione gratuita di profilattici risponde alla logica del diffonderne il loro uso in generale, non soltanto il loro uso all’interno del dato locale.

Kaletra mi ha fatto pensare sul fatto che anche nella blogosfera, perfino quella LGBT, l'argomento Hiv sia abbastanza tabù. Se ne parla poco, semplicemente. Chiaro: non è un tema leggero, non è un tema spiritoso, non è un tema che attiri molti lettori. E tuttavia se nei nostri blog parliamo di Mara Carfagna che diventa ministro, possiamo e dobbiamo ben parlare del virus dell'Hiv, e di come lo si stia combattendo, non trovate? Voglio dire, a parità di produzione di danno, almeno parità d’attenzione.

Questo discorso mi dà il destro per parlare di una cosa che ho subito notato tornando ad aprire una chat italiana dopo tanti mesi: l'aumento esponenziale degli utenti che dichiarano di essere positivi, più quelli che non dichiarano di essere negativi. In mancanza di dati statistici sul 2008, che arriveranno solo nella primavera del 2009, non è probabilmente il caso di lanciare allarmismi: l'aumento di persone che dichiarano la propria situazione può essere presente anche in un contesto di minore diffusione del contagio ma di maggiore apertura alla comunicazione della notizia, senza contare che grazie ai progressi fatti dalla medicina, quella che un tempo era una malattia mortale nel giro di due anni, oggi è classificata come una malattia cronica, di conseguenza il numero dei sieropositivi non può far altro che crescere poiché ai nuovi di ogni anno si sommano (per fortuna, occorre dire) i "vecchi" positivi degli anni passati.

Per cui non è il caso di strapparsi i capelli (per chi li ha). C'è però da dire che sono sempre di più i ragazzi giovani, sotto i 25 anni, che in chat e nella vita reale chiedono di far sesso bareback, ossia senza protezioni. Ed ecco spiegato l'incremento anche delle altre malattie sessualmente trasmissibili. Questo è un fenomeno recente, perché quando io avevo 25 anni eravamo tutti molto più consapevoli e istruiti su questi argomenti. Va bene che allora l'Hiv uccideva molto più di oggi, ma non è che prendersi uno scolo o una sifilide fosse una bella esperienza. Certo, tutto curabile se preso in tempo, ma se uno può evitare, evita, no? Pare che adesso la risposta sia "no". La mancanza di un pericolo davvero deterrente, come quello di un virus mortale, rende tutto affrontabile. E tuttavia, anche se l’Hiv è ormai una malattia cronica, non esiste ancora un vaccino che lo eradichi, e chi diventa sieropositivo deve sperare che i farmaci (ormai di nuovo tipo, con un numero di pasticche ridottosi a una al giorno, o poco più, a seconda della combinazione) disponibili sul mercato funzionino nel suo organismo, cosa che ogni volta è come giocare alla roulette russa: può anche darsi che non funzionino.

Ho conosciuto anche gente che dice: il sesso e le malattie sono un fatto della natura, uno segue il suo istinto animale e se si becca qualcosa poi vedrà di curarsi. Non sono un moralizzatore e non voglio condannare chi la pensa così; dopotutto è vero: tutto è un "fatto della natura", anche la Carfagna (il fatto che sia Ministro, è però opera degli uomini, anzi di un uomo scelto dagli italiani) tuttavia noi siamo animali dal pollice opponibile e teoricamente pensanti, per cui dovremmo riuscire a mettere in campo un briciolo di raziocinio in più anche quando siamo in una situazione altamente erotica. Possiamo forse fallire lì per lì, obnubilati dagli ormoni, ma se teorizziamo l'idea di un amore libero e non protetto oggi, in presenza di un virus ancora non eradicabile, mi sembra per lo meno un atteggiamento irresponsabile.

Il sor Kaletra ha fatto un'ulteriore riflessione interessante. Si è domandato: non sarà che uno dei motivi per cui di Hiv si parla così poco a Roma è anche che le associazioni LGBT che contano e molti locali sono in mano a donne lesbiche? Il post di Kaletra è fornito di nomi e mostra una bella ricerca, per cui ve lo consiglio. Io posso solo constatare che le donne lesbiche sono le uniche a non essere direttamente coinvolte dalla minaccia dell'Hiv e a essere meno esposte alle altre malattie che si possono trasmettere, per dire, anche solo con la saliva. Parliamo però di un 2% della popolazione, a fronte di un 98% (composto da uomini eterosessuali, bisessuali e omosessuali, più le donne eterosessuali e bisessuali) che invece è esposto eccome.

In futuro mi riservo di dedicare altri post a questi temi, prometto.

cercare lavoro
29 maggio 2008
Il birresimo della fondazione Daje, l'etilica assenza dell'elitica fondazione Porcoddio
Ieri sera si è riunita per la prima volta la Fondazione Daje, ispirata dal guru Zoro (guru per diritto d'assonanza; si fosse chiamato Zavo sarebbe stato il bravo Zavo, e meno male che non si chiama Zazzaro) in quel del rione Monti. Come spiega il guru, s'è trattato di un battesimo importante e riuscito, a suon di video inediti del Nostro, e soprattutto di birra. Dunque un birresimo importante.

Ora, questi AnelliDiFumo avevano tutta l'intenzione di partecipare alla fondazione della fondazione Daje. Il problema è che con il Dandy & company, dove per "company" s'intende il suo socio Massimo, avevamo già un altro inderogabile appuntamento con un rustico abbacchio alla romana.

Di conseguenza ieri, noi dell'ala azionista della Fondazione Porcoddio, una fondazione che presto si fonderà (cos'altro dovrebbe fare una fondazione?) con la Daje - però naturalmente da posizioni critiche e indipendenti, dal momento che siamo pur sempre di Sinistra - non c'eravamo e ci scusiamo per l'assenza. Come detto, eravamo in locanda a mettere cose buone dal mondo nel nostro stommeco, e alla fine le caraffe di rosso della casa ci hanno insegnato che non potevamo spostarci dal Trieste a Monti così, senza un vero perché e mettendo a rischio l'incolumità dei fondanti fusi. Però speriamo di esserci alla prossima. Ficcarsi nella fanga è sempre cosa buona e giusta, il problema è che se ti ci ficchi solo tu e i soliti billy-goat comrades (è il modo in cui Walter chiama i "compagni caproni"), per poi sostenere quelle gran menti di Rutelli, Veltroni, Fassino e D'Alema ai vertici, chi sta nella fanga sprofonda e affoga, perché il peso di quelle gran menti è davvero da piegare le ginocchia.

Presto però la Fondazione Porcoddio renderà pubblica la sua prima e in tutta probabilità ultima riunione. Ci fondiamo e ci sfondiamo nell'arco d'una sola serata, un po' come le farfalle, che vivono 24 ore e arrivate a sera ne hanno già le palle piene. La Fondazione Porcoddio intende esprimere il suo vivace disappunto sull'era storica italiana presente e stimolare la gente a dare l'assalto al loft (che detto così, fa solo ridere, il problema è che qualunque espressione che termini con "loft" fa solo ridere) oppure fare le carte per una sana e radicale emigrazione di massa.

Quale l'obiettivo della Fondazione Porcoddio? Semplice e chiaro: staccare a quelle gran menti di cui sopra il bostik tra culo e poltrona e provvedere al loro defenestramento, anzi, al loro deatticamento.

Tutto qui, ché i programmi delle fondazioni politiche devono essere chiari e sintetici, se si vuol fare la rivoluzione anche in caso di pioggia.

Chi può partecipare alla Fondazione Porcoddio? Semplice: tutti quelli che non trovano offensivo il suo nome, e tutti quelli che non hanno stilato nel proprio blog il governo ombra del governo ombra di Walter Veltroni.

Dandy, comincia a pensare al logo della Fondazione Porcoddio, ché dopo un'infanzia passato col lego, non possiamo star senza logo, checché ne dica Naomi.

Stay Tuned.
musica
28 maggio 2008
C'è qualcuno che vende biglietti per il concerto di Vasco del 29 o 30 maggio?
Io e il sor Liuk (e forse non solo noi due) vorremmo andarci. Io forse ne ho trovato uno per il 30 maggio, settore prato. Ma consideriamo anche gruppi di biglietti per l'altra data, del 29.

Lasciate un commento, se avete dei biglietti in più. E non fateci una cresta eccessiva sopra, please.




permalink | inviato da AnelliDiFumo il 28/5/2008 alle 14:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa
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Questo blog aderisce come una tellina e osserva per inde ac cadaver
il decalogo elfico.




Filosofi di oggi

"Non ho un barlume di simpatia per chi parla dal punto di vista del culto organizzato. Le religioni non sono altro che corporation. Strumenti di potere politico e finanziario senza relazione con il Dio che professano di servire. Si travestono con costumi bislacchi, per dispensare precetti e causare guerre. […] Non ho allevato nessuno dei miei figli secondo le tradizioni ebraiche e non so neppure quando cadono le feste. Sono un antisemita? No. Penso solo che il mondo sarebbe assai migliore senza religione".

[Woody Allen, artista, NY 1932 - ]

«Ho l´impressione sempre più spesso, quando torno in Italia, che siamo diventati un paese prigioniero delle paure. E la prima è quella del futuro. Declinata in varie forme. Fanno paura la società multietnica, i cambiamenti sociali, le scoperte scientifiche, sempre rappresentate come pericoli, la contemporaneità in generale. Si fa strada, perfino fra i giovani, la nostalgia di un passato molto idealizzato. Si combina una memoria corta e una speranza breve, e il risultato è l´immobilità. Il passato sarà un buon rifugio, ma il futuro è l´unico posto dove possiamo andare».

[Renzo Piano, architetto, Genova 1937 - ]

"Come se la ragione di tanti sprechi, inefficienze, ingiustizie, cancrene fosse l'assistenzialismo in sè, lo Stato del benessere in sè, l'egualitarismo in sè e non gli abusi, le illegalità, l'uso spregiudicato e clientelare che si è fatto in Italia di questi strumenti per altro mai posti alla base delle nostre scelte di politica economica. Ormai anche i partiti di sinistra si sono messi a rincorrere le parole d'ordine alla moda: senza valutare che ciò che in questo modo pensano di guadagnare, nuove alleanze, nuovi improbabili blocchi storici, sarà ben poca cosa rispetto a quello che avranno perduto".

[Federico Caffè, economista, 
1914 - 1987 (?)]

Filosofi di ieri


"Abbiamo adunque con la Chiesa e coi preti noi Italiani questo primo obligo, di essere diventati
sanza religione e cattivi. Ma ne abbiamo ancora uno maggiore, il quale è la seconda cagione
della rovina nostra: questo è che la Chiesa ha tenuto e tiene questa provincia divisa".

[Niccolò Machiavelli, politologo, 1468 - 1527]

Sugli anni Settanta:

"...Ma per tornare agli anni Settanta: se non si poteva stare con il terrorismo o con la miriade di
insopportabili mininomenclature della sinistra, non si poteva stare neppure con un'Italia
clericale (allora antiabortista, antidivorzista, che trovava la sua vera espressione culturale nella
televisione di Stato, in una ininterrotta passerella di giochi a premi e ballerine), che a a piazza
Fontana aveva già mostrato quello che a forza di P2, Ustica e tangenti sarebbe diventato
familiare a tutti gli italiani".

[Enrico Palandri, scrittore, 1956 - ]


Nun je se po' fà na sorpresa


"...Non si deve scartare l'ipotesi, anzi si deve prendere seriamente in considerazione l'ipotesi
che Zapatero non sia un Prodi iberico ma un Folena spagnolo".
[Il Riformista, 19/4/2004]

La mia senatrice a vita:


"...il cielo stellato sopra di me".

Arieccolo:



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QUARTA RISTAMPA,
Vincitore del Premio
quale "miglior libro
gay dell'anno 2005".
In finale al Tondelli Editi 2006.
L'editore (peQuod)
non mi ha ancora
pagato i diritti d'autore.
La causa con la peQuod
è stata iniziata nel 2007

e andrà avanti finché
non avrò giustizia.
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TERZA RISTAMPA!
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Questo blog trova molte affinità con
Sagaci Segugi ed Elfo Bruno.
Si diverte inoltre molto con
Ombra ed eCarta.

Frasi che rimarranno nella storia della blogosfera:

"Guarda che siamo due finocchie, mica due sciacquine"
[by Gretel]

 



Sto leggendo per diletto (quindi esclusi quelli per il Ph.D.)
 

Rachel Ballon, Breath Life Into Your Characters. How To Give Your Characters Emotional &
Psychological Depth, (2003) Writer's Digest Books. Un manuale di scrittura a cura di una
psicologa con la passione della narrativa. A dirla tutta m'aspettavo qualcosa di molto migliore.
Qui ci sono consigli per lo più sciocchi e sterili che chiunque sia uno scrittore ha già pensato di
suo.

Paolo Russo, Storia del cinema italiano, (2008) Lindau. Un agile manuale di storia del cinema,
come ce ne voleva. Ha anche delle buone schede sinottiche di storia generale, sebbene non
sempre accurate (la c.d. "Legge Truffa" non fu certo la Legge Acerbo del 1923, bensì quella
maggioritaria voluta dalla DC negli anni Cinquanta).

Ultimi libri letti (idem come sopra)

William Burroughs, La scimmia sulla schiena, (1998, Junkie 1953) BUR. Il celeberrimo romanzo-diario d'esordio di Burroghs sugli effetti della tossicodipendenza. Scritto da un tossicologo che sarebbe diventato tossicodipendente, ne sarebbe uscito e si sarebbe affermato come scrittore psichedelico.

Gianluca Morozzi, L'era del porco, (2008) TEA. Quasi un diario letterario-sentimentale scritto da una delle migliori penne italiane contemporanee. Romanzo umoristico, si ride ad alta voce.

Il miglior film visto al cinema:

Nel 2003

Goodbye Lenin, di Wolfgang Becker (Ger, 2003). Voto: 9- Un colpo di genio "tedesco orientale" sui tempi intensi e veloci che viviamo. Con: Benny e poi con Luca G., Andrea G., Valerio.

...nel 2004 (ex aequo)

Le invasioni barbariche, di Denys Arcand (Can, Fra, 2003). Voto: 9,5 Ho pianto, ho riso, ho riflettuto. Questo è il Cinema con la "C" maiuscola. Arcand non fa molti film, ma già con La natura ambigua dell'amore si era fatto benvolere. Con Leo, Claudia, Emanuele, Liuk, Laura.

Bowling for Columbine. Di Michael Moore (Usa 2002). Voto: 9 . Un vero e proprio gioiello, che ha riaperto la strada del docu-film a Hollywood. Si ride, si piange, si viene informati e si rimane sbalorditi. Quest'uomo, Michael Moore, sa cosa sia il cinema e sa quanto possa essere potente. Attendo di vedere gli altri suoi lavori. Con mamma e papà.

...nel 2005

Romanzo criminale, di Michele Placido (Italia, 2005). Voto 8 . Uno dei pochi film italiani di livello internazionale, che racconta la storia reale della banda della Magliana, approfittando per ripercorrere una storia d'Italia dal 1970 al 1990 che più nera non si potrebbe. Subilme il cast (Santamaria, Rossi Stuart, Camarcio, Favino, Trinca...), nonostante il solito inadeguato Stefano Accorsi. Grande la sceneggiatura, a parte un errore nel personaggio del commissario che perde la testa per una mignotta d'alto bordo - parte della sua indagine - come fosse un 14enne in grave crisi ormonale. Alcuni gravi errori di edizione (esplode l'ala sbagliata della stazione di Bologna; compare un cordless in una casa del 1979/80) non ne consentono un voto più alto, ma il film è da non perdere.

...nel 2006 (ex aequo)

I segreti di Brokeback Mountain, di Ang Lee (Usa, 2005). Voto: 9-. Un film disarmante nella sua semplicità. Un film che descrive senza indugi il piombo di una scelta di rinuncia in campo sentimentale. Un film che illustra l'amore per come è, tra due uomini vaccari della provincia statunitense più gretta e intollerante. Un film su come si può farsi scivolare tra le dita il senso della vita. Fotografia mozzafiato e recitazione impeccabile ne fanno un piccolo capolavoro.

Babel, di Alejandro González Iñárritu (Mex - Usa 2006). Voto 8,5. Come vedrebbe la Terra un marziano che la osservasse da fuori? Attraverso la metafora dell'incomunicabilità, uno spaccato in quattro film fra loro gentilmente intersecati che lascia senza parole e fa gridare al capolavoro del regista di 21 grammi e Amores perros. Da non perdere assolutamente.

...nel 2007

Le vite degli altri, di Florian Henckel von Donnersmarck (Ger, 2006). Voto 9. Tratto da una storia vera, l'esempio di come la realtà superi spesso la fantasia nel campo dell'assurdo e dell'incredibile. Un capolavoro di un giovane regista tedesco al suo esordio. Premio Oscar come miglior film straniero. Recitazione impressionante.

...nel 2008

Gomorra, di Matteo Garrone (Ita, 2008). Voto 9. Segna la rinascita del cinema italiano, tra neo-realismo e iper-realismo. Sceneggiatura in collaborazione con Roberto Saviano, in alcuni tratti semplicemente geniale.

...nel 2009

Milk, di Gus Van Sant (USA, 2008). Voto 8+. Un gran film per raccontare una vita ordinaria che diventò straordinaria. Una grande lezione politica, con una eccezionale interpretazione di Sean Penn.

I 21 film che mi hanno
cambiato la vita

1)
Sei gradi di separazione,
di Fred Schepisi
(Six Degrees of Separation, Usa, 1993).
2)
Amici, complici, amanti,
di Harvey Fierstein
(Torch Song Trilogy, Usa, 1988).
3)
L'attimo fuggente,
di Peter Weir
(Dead Poets Society, Usa, 1989).
4)
Le invasioni barbariche,
di Denys Arcand
(Les invasion barbare, Can, 2002).
5)
Priscilla,
di Stephan Elliott
(Priscilla, the Queen of the Desert, Aus, 1994).
6)
Hair,
di Milos Forman (Hair, Usa, 1979).
7)
Il grande freddo,
di Lawrence Kasdan
(The Big Chill, Usa, 1983).
8)
Barry Lyndon,
di Stanley Kubrick
(Barry Lyndon, 1975).
9)
Frankenstein Jr.,
di Mel Brooks
(Jr. Frankenstein, Usa, 1974).
10)
Harry, ti presento Sally,
di Rob Reiner
(When Harry Met Sally, Usa, 1989).
11)
I segreti di Brokeback Mountain,
di Ang Lee
(Brokeback Mountain, Usa, 2005)
12)
Stand By Me,
di Rob Reiner
(Stand By Me, Usa, 1986).
13)
Chicago,
di Rob Marshall
(Chicago, Usa, 2003).
14)
Bowling a Columbine,
di Michael Moore
(Bowling for Columbine, Usa, 2002).
15)
Il dottor Stranamore,
di Stanley Kubrick
(Doctor Strangelove, Usa, 1964).
16) Babel,

di A.G. Iñárritu
(Babel, Mex - Usa, 2006)
17) 2001, Odissea nello spazio,
di Stanley Kubrick
(2001: A Space Odissey, Usa, 1968).
18)
Chorus Line,
di Richard Attenborough
(A Chorus Line, Usa, 1985).
19)
Ovosodo,
di Paolo Virzì (Ita, 1987).
20)
Donne sull'orlo di una
crisi di nervi
,
di Pedro Almodovar
(
Mujeres al borde de un
ataque de nervios,
Spa, 1988).
21)
L'uomo bicentenario,
di Chris Columbus
(Bicentennial Man, Usa, 1999).

Una dozzina di scrittori moderni tosti

1) Franz Kafka (CEC); 2) Mordecai Richler (CAN); 3) Pier Paolo Pasolini (ITA); 4) Pier Vittorio Tondelli (ITA); 5) Stephen King (USA); 6) Italo Calvino (ITA) 7) David Leavitt (USA); 8) Ian McEwan (UK); 9) Jeannette Winterson (UK); 10) Hanif Kureishi (UK); 11) Peter Hoeg (DAN) 12) Bret Easton Ellis (USA)

I 3 migliori giovani attori italiani

1) Libero De Rienzo; 2) Luigi Lo Cascio 3) Claudio Santamaria.





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