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AnelliDiFumo
Aspettando una (nuova) invasione di eserciti alleati
21 marzo 2004
Benvenuto, Andrea

Due giorni prima che questo blog venisse alla luce, è nato Andrea Pampanini (da Sergio e Francesca, Amici).


Caro Andrea, alla nascita pesavi tre chili e mezzo, ossia quanto i miei vestiti invernali. Hai già più capelli del tuo quasi zio, cominciamo male... 


Benvenuto.




permalink | inviato da il 21/3/2004 alle 13:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
21 marzo 2004
Direttore selvaggio

Il lavoro del giornalista professionista free lance (ossia la mignotta del giornalismo, che scrive per chi la paga) non è mai noioso. Siccome ci sono molti aspiranti a tale mestiere, vi do un primo fondamentale consiglio su come fare a finire su questa strada e a non morire di inedia: iscrivetevi in palestra e costruitevi un bel fisico.

Vi sarà utilissimo quando dovrete espletare le missioni di recupero crediti presso quei “direttori selvaggi” che, dopo avervi commissionato e pubblicato un articolo, fingeranno di cadere dalle nuvole quando sentiranno che volete pure essere retribuiti. Che infami materialisti, che siete.

Vi racconto allora la mia ultima missione. Non la faccio breve, sennò vi perdete il gusto dell’odissea. 


Due mesi fa spedisco una delle mie 150 mail settimanali di proposta articoli vari a una celebre et prestigiosa redazione di periodico, che per il momento lascio nell'anonimato, anche se molti di voi possono risalire facilmente al nome della testata.
Del tipo: mando due proposte di articoli (sulla salvia divinorum e la scrittrice austriaca Ingeborg Bachmann) e me le comprano tutte e due. Dovrebbe puzzarmi, ma sono troppo giovane per sentire l'odore. Mi dice il direttore selvaggio: “questa sulla salvia divinorum facciamo 8000 battute, 100 euro” È un terzo del tariffario dell'Ordine che stabilisce i minimi “inderogabili”. Glielo faccio timidamente presente e mi dice: “eh lo so, ma se dovessi pagare quanto dice il tariffario, farei un lavoro meno noioso (?) e più remunerativo”. Vabbè. “Per questo sulla Bachmann – aggiunge il direttore - senti il caposervizio cultura”.
Bene, lo sento. Mi dice: “fammi 16000 battute”. Lavoro 3 settimane, leggo 7 libri, scrivo uno dei più bei pezzi della mia giovine e ridente vita da free lance (i denti ci sono, mancherebbe il pane semmai, ma sorvoliamo, Sandro Bondi ha detto in tv che stiamo tutti meglio quest'anno e io mi fido). Viene pubblicato, ricevo complimenti perfino imbarazzanti da sconosciuti (che contano), parenti et amici (che non contano).
Mando una mail al direttore per proporre un terzo articolo e faccio il vago: a quante settimane pagherete i due pezzi?
Mi risponde lui: "Ah ma io pensavo di averti detto che per la Salvia erano 100 euro e per la Bachmann era gratis".
E certo, no? 8000 battute = 100 euro; 16000 battute = 0 euro. Nonostante la mia scarsa attitudine verso l’aritmetica, sento che c’è qualcosa che non torna.
Metto a frutto il mio master in Diplomazia e scrivo una mail educatissima al direttore: “Lavorare a un terzo del minimo può anche andare, agli inizi, ma gratis proprio no. Vengo in redazione fra tre giorni e appianiamo l’incidente di persona”.

Tre giorni dopo, vado in redazione. Il direttore è fuori Roma. Non ha ritenuto di avvisarmi. Torno a casa e, sempre con educazione, chiedo: “come mai non mi hai detto che non potevi ricevermi?” Nessuna risposta.

Passano dieci giorni. Vedo accendersi la spia rossa della pazienza in riserva. Un altro mensile ha smesso di pagarmi regolarmente, anche lì mi devono 300 euro. Vado a Milano per riscuotere quel credito, ma stavolta il direttore del mensile era indisposto. Torno a Roma a concentrarmi sul settimanale. Scrivo una nuova mail: “Caro direttore, io vorrei risolvere la questione in modo amichevole, ma per farlo dobbiamo essere in due. Quando posso venire in redazione?” Nessuna risposta. Passano altri 10 giorni. Metto da parte il buon viso, resta solo il cattivo gioco: “Caro direttore, se preferisci interagire col mio avvocato anziché con me, ne prendo atto”.

Ho pronunciato la parolina magica: “avvocato”. Il direttore selvaggio si rifà subito vivo: “Ma cosa dici mai?”, alla Topo Gigio, “eravamo d’accordo per 100 euro la salvia e gratis l’altro, te lo aveva detto il caposervizio cultura, e se permetti credo più a lui che a te. Inoltre questo tuo tono minaccioso è fuori luogo”. È una bugia, conservo tutte le mail del caposervizio e lui aveva detto che di queste cose non se ne occupava, dovevo chiedere al direttore. Oltretutto il caposervizio è dalla mia, e me lo fa sapere per mail.

Il direttore al danno ci sta aggiungendo la beffa dell’insulto e della paternale. Perdo la pazienza. Gli riassumo per mail tutti i passaggi della questione e concludo: “Se prometti a un professionista di pagargli 8000 battute 100 euro, sarà implicito per tutte le persone oneste che per 16000 battute ne pagherai 200, non che sia gratis”.

Riecheggia il Cofferati al Circo Massimo che è in me: “La tua frase ‘pensavo di averti detto che il secondo articolo era gratis’ si colloca al di fuori di un normale rapporto di lavoro e anche al di fuori di un rapporto di mercato: prova, caro direttore, ad andare in salumeria e a comprare un etto di crudo per un euro; poi prendine due etti e vedi se te li fanno portare a casa gratis”. I paragoni sono sempre stati il mio forte…

Vado avanti: “Ora, dal momento che poni in dubbio la mia parola e ti metti anche a dirmi che i miei toni sono sbagliati, lascia che ti dica che tutti i tuoi comportamenti all'interno di questo scambio sono il massimo dell'improfessionalità. E siccome siamo tra persone adulte, è lecito pensare che o sei estremamente disattento nel curare i rapporti di lavoro oppure, il che è più probabile, ci stai marciando”.
Non mi ferma più nessuno, mi chiamavano Trinità: “
Arrivati a questo punto, poiché manca fiducia reciproca e secondo me hai gestito questa faccenda in modo pessimo, suggerisco di risolvere il nostro brevissimo rapporto di lavoro come segue: la tua rivista mi fa un bonifico di 100 + 200 euro netti a cui va aggiunto il 2% di ritenuta Inpgi2 come da legge, per un totale di 306 euro. Se non sei d'accordo, risolveremo in tempi pi lunghi tramite avvocati e io ovviamente non potrò chiedere meno della retribuzione prevista dal tariffario nazionale 2004 per tutti e due gli altricoli (TN, titolo 1 comma B: 300 + 300 euro + 2% inpgi = 612 euro), alla quale vanno aggiunte le spese legali che chi perde paga, come sai”.
Concludo con una stoccata al veleno: “Oh, giusto per dire, caro Selvaggio: conservo anche le mail del tuo caposervizio cultura e non corrispondono a quello che tu gli attribuisci. Fortuna che nel giornalismo tutti i rapporti (e le firme) restano scritti nero su bianco”.

Il direttore selvaggio capitola: riconosce che “deve esserci stato un qui pro quo” e comunica il prossimo pagamento dei 300 euro. Si consente una chiosa, del tutto fuori posto: “Col tuo carattere non farai strada nel free lance”. Può darsi, ma senza il mio carattere morivo di fame e non facevo strada in assoluto. Oltretutto questa sua ultima chiosa tira del tutto fuori la Erinni che è in me come in ogni giornalista free lance; gli rispondo:

“Io sono stato un burro fin tanto che non ho capito che ti negavi di proposito. Sono più giovane e meno esperto di te, ma permettimi un consiglio: forse se impari a trattare i collaboratori in modo dignitoso, a non attribuire ai tuoi redattori falsità, a evitare di voler fare poi la morale, ti costerà molto meno in termini economici e ne guadagnerà la qualità del tuo giornale”.
Maccherone, m’hai provocato? E io me te magno: “O
ggi come oggi, da una persona che toglie la testa dalla sabbia solo quando sente la parola ‘avvocato’, non accetto morali o lezioni, ma solo bonifici bancari”.

Il giorno dopo, ricevo una mail dal servizio tesoreria della rivista. Pare che paghino. Pare che godo.




permalink | inviato da il 21/3/2004 alle 2:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
21 marzo 2004
Contro il voto parlamentare

Mentre una moltitudine di italiani (250.000 per la Questura, 2 milioni per l'Unità, 1 milione per Repubblica e almeno 800.000 secondo me che di cortei nella mia città ne ho fatti) marciava oggi per le strade di Roma per la pace e contro il terrorismo, il nostro Presidente del Consiglio discettava della sua ultima ideina in conferenza stampa. Si tratterebbe di abolire il voto parlamentare dei singoli deputati.

Ha detto l'eccelso: "dobbiamo cambiare le vecchie regole. Non è piacevole passare la giornata in Parlamento a schiacciare un bottone". Mi sembra giusto, si potrebbe votare per Gruppi, o ancor meglio per coalizioni. In questo caso, tutte le volte che il Cavaliere avesse un dubbio, potrebbe chiedere un parere (non vincolante, eh, sennò che facciamo, si gioca?) a Bondi, o Schifani.




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Questo blog aderisce come una tellina e osserva per inde ac cadaver
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Filosofi di oggi

"Non ho un barlume di simpatia per chi parla dal punto di vista del culto organizzato. Le religioni non sono altro che corporation. Strumenti di potere politico e finanziario senza relazione con il Dio che professano di servire. Si travestono con costumi bislacchi, per dispensare precetti e causare guerre. […] Non ho allevato nessuno dei miei figli secondo le tradizioni ebraiche e non so neppure quando cadono le feste. Sono un antisemita? No. Penso solo che il mondo sarebbe assai migliore senza religione".

[Woody Allen, artista, NY 1932 - ]

«Ho l´impressione sempre più spesso, quando torno in Italia, che siamo diventati un paese prigioniero delle paure. E la prima è quella del futuro. Declinata in varie forme. Fanno paura la società multietnica, i cambiamenti sociali, le scoperte scientifiche, sempre rappresentate come pericoli, la contemporaneità in generale. Si fa strada, perfino fra i giovani, la nostalgia di un passato molto idealizzato. Si combina una memoria corta e una speranza breve, e il risultato è l´immobilità. Il passato sarà un buon rifugio, ma il futuro è l´unico posto dove possiamo andare».

[Renzo Piano, architetto, Genova 1937 - ]

"Come se la ragione di tanti sprechi, inefficienze, ingiustizie, cancrene fosse l'assistenzialismo in sè, lo Stato del benessere in sè, l'egualitarismo in sè e non gli abusi, le illegalità, l'uso spregiudicato e clientelare che si è fatto in Italia di questi strumenti per altro mai posti alla base delle nostre scelte di politica economica. Ormai anche i partiti di sinistra si sono messi a rincorrere le parole d'ordine alla moda: senza valutare che ciò che in questo modo pensano di guadagnare, nuove alleanze, nuovi improbabili blocchi storici, sarà ben poca cosa rispetto a quello che avranno perduto".

[Federico Caffè, economista, 
1914 - 1987 (?)]

Filosofi di ieri


"Abbiamo adunque con la Chiesa e coi preti noi Italiani questo primo obligo, di essere diventati
sanza religione e cattivi. Ma ne abbiamo ancora uno maggiore, il quale è la seconda cagione
della rovina nostra: questo è che la Chiesa ha tenuto e tiene questa provincia divisa".

[Niccolò Machiavelli, politologo, 1468 - 1527]

Sugli anni Settanta:

"...Ma per tornare agli anni Settanta: se non si poteva stare con il terrorismo o con la miriade di
insopportabili mininomenclature della sinistra, non si poteva stare neppure con un'Italia
clericale (allora antiabortista, antidivorzista, che trovava la sua vera espressione culturale nella
televisione di Stato, in una ininterrotta passerella di giochi a premi e ballerine), che a a piazza
Fontana aveva già mostrato quello che a forza di P2, Ustica e tangenti sarebbe diventato
familiare a tutti gli italiani".

[Enrico Palandri, scrittore, 1956 - ]


Nun je se po' fà na sorpresa


"...Non si deve scartare l'ipotesi, anzi si deve prendere seriamente in considerazione l'ipotesi
che Zapatero non sia un Prodi iberico ma un Folena spagnolo".
[Il Riformista, 19/4/2004]

La mia senatrice a vita:


"...il cielo stellato sopra di me".

Arieccolo:



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Miei libri pubblicati:

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QUARTA RISTAMPA,
Vincitore del Premio
quale "miglior libro
gay dell'anno 2005".
In finale al Tondelli Editi 2006.
L'editore (peQuod)
non mi ha ancora
pagato i diritti d'autore.
La causa con la peQuod
è stata iniziata nel 2007

e andrà avanti finché
non avrò giustizia.
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TERZA RISTAMPA!
Qui per comprarlo

Questo blog trova molte affinità con
Sagaci Segugi ed Elfo Bruno.
Si diverte inoltre molto con
Ombra ed eCarta.

Frasi che rimarranno nella storia della blogosfera:

"Guarda che siamo due finocchie, mica due sciacquine"
[by Gretel]

 



Sto leggendo per diletto (quindi esclusi quelli per il Ph.D.)
 

Rachel Ballon, Breath Life Into Your Characters. How To Give Your Characters Emotional &
Psychological Depth, (2003) Writer's Digest Books. Un manuale di scrittura a cura di una
psicologa con la passione della narrativa. A dirla tutta m'aspettavo qualcosa di molto migliore.
Qui ci sono consigli per lo più sciocchi e sterili che chiunque sia uno scrittore ha già pensato di
suo.

Paolo Russo, Storia del cinema italiano, (2008) Lindau. Un agile manuale di storia del cinema,
come ce ne voleva. Ha anche delle buone schede sinottiche di storia generale, sebbene non
sempre accurate (la c.d. "Legge Truffa" non fu certo la Legge Acerbo del 1923, bensì quella
maggioritaria voluta dalla DC negli anni Cinquanta).

Ultimi libri letti (idem come sopra)

William Burroughs, La scimmia sulla schiena, (1998, Junkie 1953) BUR. Il celeberrimo romanzo-diario d'esordio di Burroghs sugli effetti della tossicodipendenza. Scritto da un tossicologo che sarebbe diventato tossicodipendente, ne sarebbe uscito e si sarebbe affermato come scrittore psichedelico.

Gianluca Morozzi, L'era del porco, (2008) TEA. Quasi un diario letterario-sentimentale scritto da una delle migliori penne italiane contemporanee. Romanzo umoristico, si ride ad alta voce.

Il miglior film visto al cinema:

Nel 2003

Goodbye Lenin, di Wolfgang Becker (Ger, 2003). Voto: 9- Un colpo di genio "tedesco orientale" sui tempi intensi e veloci che viviamo. Con: Benny e poi con Luca G., Andrea G., Valerio.

...nel 2004 (ex aequo)

Le invasioni barbariche, di Denys Arcand (Can, Fra, 2003). Voto: 9,5 Ho pianto, ho riso, ho riflettuto. Questo è il Cinema con la "C" maiuscola. Arcand non fa molti film, ma già con La natura ambigua dell'amore si era fatto benvolere. Con Leo, Claudia, Emanuele, Liuk, Laura.

Bowling for Columbine. Di Michael Moore (Usa 2002). Voto: 9 . Un vero e proprio gioiello, che ha riaperto la strada del docu-film a Hollywood. Si ride, si piange, si viene informati e si rimane sbalorditi. Quest'uomo, Michael Moore, sa cosa sia il cinema e sa quanto possa essere potente. Attendo di vedere gli altri suoi lavori. Con mamma e papà.

...nel 2005

Romanzo criminale, di Michele Placido (Italia, 2005). Voto 8 . Uno dei pochi film italiani di livello internazionale, che racconta la storia reale della banda della Magliana, approfittando per ripercorrere una storia d'Italia dal 1970 al 1990 che più nera non si potrebbe. Subilme il cast (Santamaria, Rossi Stuart, Camarcio, Favino, Trinca...), nonostante il solito inadeguato Stefano Accorsi. Grande la sceneggiatura, a parte un errore nel personaggio del commissario che perde la testa per una mignotta d'alto bordo - parte della sua indagine - come fosse un 14enne in grave crisi ormonale. Alcuni gravi errori di edizione (esplode l'ala sbagliata della stazione di Bologna; compare un cordless in una casa del 1979/80) non ne consentono un voto più alto, ma il film è da non perdere.

...nel 2006 (ex aequo)

I segreti di Brokeback Mountain, di Ang Lee (Usa, 2005). Voto: 9-. Un film disarmante nella sua semplicità. Un film che descrive senza indugi il piombo di una scelta di rinuncia in campo sentimentale. Un film che illustra l'amore per come è, tra due uomini vaccari della provincia statunitense più gretta e intollerante. Un film su come si può farsi scivolare tra le dita il senso della vita. Fotografia mozzafiato e recitazione impeccabile ne fanno un piccolo capolavoro.

Babel, di Alejandro González Iñárritu (Mex - Usa 2006). Voto 8,5. Come vedrebbe la Terra un marziano che la osservasse da fuori? Attraverso la metafora dell'incomunicabilità, uno spaccato in quattro film fra loro gentilmente intersecati che lascia senza parole e fa gridare al capolavoro del regista di 21 grammi e Amores perros. Da non perdere assolutamente.

...nel 2007

Le vite degli altri, di Florian Henckel von Donnersmarck (Ger, 2006). Voto 9. Tratto da una storia vera, l'esempio di come la realtà superi spesso la fantasia nel campo dell'assurdo e dell'incredibile. Un capolavoro di un giovane regista tedesco al suo esordio. Premio Oscar come miglior film straniero. Recitazione impressionante.

...nel 2008

Gomorra, di Matteo Garrone (Ita, 2008). Voto 9. Segna la rinascita del cinema italiano, tra neo-realismo e iper-realismo. Sceneggiatura in collaborazione con Roberto Saviano, in alcuni tratti semplicemente geniale.

...nel 2009

Milk, di Gus Van Sant (USA, 2008). Voto 8+. Un gran film per raccontare una vita ordinaria che diventò straordinaria. Una grande lezione politica, con una eccezionale interpretazione di Sean Penn.

I 21 film che mi hanno
cambiato la vita

1)
Sei gradi di separazione,
di Fred Schepisi
(Six Degrees of Separation, Usa, 1993).
2)
Amici, complici, amanti,
di Harvey Fierstein
(Torch Song Trilogy, Usa, 1988).
3)
L'attimo fuggente,
di Peter Weir
(Dead Poets Society, Usa, 1989).
4)
Le invasioni barbariche,
di Denys Arcand
(Les invasion barbare, Can, 2002).
5)
Priscilla,
di Stephan Elliott
(Priscilla, the Queen of the Desert, Aus, 1994).
6)
Hair,
di Milos Forman (Hair, Usa, 1979).
7)
Il grande freddo,
di Lawrence Kasdan
(The Big Chill, Usa, 1983).
8)
Barry Lyndon,
di Stanley Kubrick
(Barry Lyndon, 1975).
9)
Frankenstein Jr.,
di Mel Brooks
(Jr. Frankenstein, Usa, 1974).
10)
Harry, ti presento Sally,
di Rob Reiner
(When Harry Met Sally, Usa, 1989).
11)
I segreti di Brokeback Mountain,
di Ang Lee
(Brokeback Mountain, Usa, 2005)
12)
Stand By Me,
di Rob Reiner
(Stand By Me, Usa, 1986).
13)
Chicago,
di Rob Marshall
(Chicago, Usa, 2003).
14)
Bowling a Columbine,
di Michael Moore
(Bowling for Columbine, Usa, 2002).
15)
Il dottor Stranamore,
di Stanley Kubrick
(Doctor Strangelove, Usa, 1964).
16) Babel,

di A.G. Iñárritu
(Babel, Mex - Usa, 2006)
17) 2001, Odissea nello spazio,
di Stanley Kubrick
(2001: A Space Odissey, Usa, 1968).
18)
Chorus Line,
di Richard Attenborough
(A Chorus Line, Usa, 1985).
19)
Ovosodo,
di Paolo Virzì (Ita, 1987).
20)
Donne sull'orlo di una
crisi di nervi
,
di Pedro Almodovar
(
Mujeres al borde de un
ataque de nervios,
Spa, 1988).
21)
L'uomo bicentenario,
di Chris Columbus
(Bicentennial Man, Usa, 1999).

Una dozzina di scrittori moderni tosti

1) Franz Kafka (CEC); 2) Mordecai Richler (CAN); 3) Pier Paolo Pasolini (ITA); 4) Pier Vittorio Tondelli (ITA); 5) Stephen King (USA); 6) Italo Calvino (ITA) 7) David Leavitt (USA); 8) Ian McEwan (UK); 9) Jeannette Winterson (UK); 10) Hanif Kureishi (UK); 11) Peter Hoeg (DAN) 12) Bret Easton Ellis (USA)

I 3 migliori giovani attori italiani

1) Libero De Rienzo; 2) Luigi Lo Cascio 3) Claudio Santamaria.





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