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AnelliDiFumo
Aspettando una (nuova) invasione di eserciti alleati
politica interna
9 giugno 2009
La sconfitta degli altezzosi


Il risultato del primo turno delle elezioni amministrative, assieme ai risultati delle preferenze per le Europee, ha reso più evidente il tracollo del PD, che perde circa il 30% dei suoi voti un po' dovunque tranne a Padova, e ha delineato quella che io chiamo "la sconfitta degli altezzosi".

I Matteo Renzi, gli Ivan Scalfarotto, gli Emanuele Filiberto, sono stati trombati. Non tutti alla stessa maniera, chiaro: se da un lato Matteo Renzi è ancora in corsa per diventare sindaco (e volevo pure vedere il contrario, essendo candidato per il PD a Firenze!), dall'altro il suo partito è riuscito a passare dal 52,2% al 35%, costringendo così la coalizione di Centrosinistra al ballottaggio contro l'ex portiere della Fiorentina. E non voglio nemmeno citare lo scontro con il compagno socialista Valdo Spini, un monumento politico nazionale nato a Firenze. Continui così, 34enne Renzi, e forse riuscirà nell'impresa di perdere il Comune di Firenze per la prima volta nella Storia. In fondo è anche questo un modo di entrare sui libri di Storia, ed è quello che a lei preme. Questo mi fa dire che la sconfitta di Renzi è, tutto sommato, la più eclatante, anche a prescindere dalla sua eventuale elezione a sindaco nel II turno.

Emanuele Filiberto di Savoia, nell'UDC, si è fatto superare da Magdi Cristiano Allam: era una battaglia tra personaggi altamente sovraesposti dai media nazionli, ha vinto per fortuna la persona più colta fra i due, e probabilmente anche la più intelligente. Trattandosi di un musulmano moderato ora diventato cristiano integralista, non so quanto sia un bene: forse era meglio avere un principe bellino e tanto spaesato, all'Europarlamento.

Ivan Scalfarotto ha ottenuto 22.846 preferenze nella circoscrizione Nord Ovest, per il PD. Ho avuto modo di scrivere, tra i commenti dei Millini, che è un gran risultato. Lo penso davvero: Ivan e i suoi amici dovrebbero essere soddisfatti e orgogliosi di questo dato (che lo qualifica al decimo posto della lista PD, dunque a 5 posizioni dall'ultimo degli eletti) perché convincere 22.846 sconosciuti a scrivere il tuo buffo e lungo cognome su una scheda elettorale è un grande patrimonio. Specie ricordandosi che Ivan fa politica da pochissimi anni, non era incluso in nessuna terna territoriale o di corrente, ha puntato tutto sul risibile voto di opinione del PD e lui e i suoi sostenitori si sono andati a cercare le sue preferenze una per una.

Invece, lui e i suoi sostenitori esprimono un'immensa amarezza e delusione per la mancata elezione. Il massimo dell'incomprensibile lo raggiunge, a mio modo di vedere, Francesco Costa, che dopo aver sbagliato le previsioni su queste elezioni in modo grossolano (e di essere intervenuto tra i commenti di questo blog a sfidare su questo argomento me e la mia sfera di cristallo... al di là della minchiata, Costa ha mostrato un fine fiuto politico, non c'è che dire) arriva a dire nel suo blog che si aspettavano "almeno il doppio delle preferenze", ossia 50mila.

E' davvero enorme questa affermazione di Costa, che pure gode di credito presso la sua area politica, e gli va riconosciuto che ne gode. Perché chiunque abbia fatto un pochino di politica di sezione, sa che per una cifra del genere, 50mila preferenze, occorre avere dietro di sè un sindacato confederale, oppure essere membri nazionali di una delle correnti del partito, o almeno essere il segretario regionale del partito, o anche il segretario di una media o grande città. Ma iMille, o Piombini che dir si voglia, sono un gruppo di 50 validi amici, fra i 20 e i 50 anni, che fanno politica (quasi tutti) da pochi anni. Non sono legati a una corrente in modo organico, pur avendo un'adiacenza ai veltroniani in rotta, non sono radicati su nessun territorio. Eppure pensavano di far eleggere il buon Ivan, che in questo frangente fa la parte del buon soldato Schweik, facendoci porre il dubbio che forse non ci sia ironia nella sua ostentata dichiarazione di inettitudine.


IMillini guardano all'exploit di Debora Serracchiani con invidia e fierezza. Ma il parallelo con la Serracchiani non regge: qui abbiamo una donna 38enne che fa politica da quando era adolescente, diventata il segretario del PD di Udine, sospinta dal PD del Friuli, andata all'assemblea del suo partito a cantarle al suo segretario nazionale, Franceschini, in un modo che Ivan Scalfarotto non ha mai fatto, per il suo modo di porsi poco carismatico e obliquo rispetto a determinati temi. La controprova è stata la chiusura di campagna con Sergio Cofferati, ossia un collega di lista che iMillini e Ivan hanno sempre considerato più come un avversario, che un alleato: per questioni non solo anagrafiche di anzianità di servizio, ma soprattutto di opinioni politiche. Ivan è un ex direttore del personale con idee liberali, Cofferati è l'ex segretario generale della CGIL, e oggi si sente socialista.

La Serracchiani, certo, da quell'intervento ha avuto una buona esposizione mediatica: partecipazione a Ballarò e video che è girato su Internet. Ma Ivan pure ha avuto una buona esposizione mediatica: articoli sull'Unità a josa, partecipazione tv a Crozza Italia. Il punto è che per ottenere 50mila preferenze (o 144mila, come nel caso della Serracchiani) occorre qualcosa di più di una buona esposizione mediatica. Occorre avere carisma e umiltà. Due qualità che mancano del tutto al buon Scalfarotto, che da mesi tiene un blog con una media di 3 commenti per post, ai quali non si è quasi mai disturbato di rispondere. Lui o chi per lui del suo entourage, chiaro. Ecco perché la sua dignitosissima sconfitta è ascrivibile all'insieme delle sconfitte degli altezzosi.

Oltre a questo: iMillini si sono posti, nelle parole di Anna Paola Concia, come quelli che dichiaravano pubblicamente "questa Italia ci fa schifo e la vogliamo cambiare; questo PD ci fa schifo e lo vogliamo cambiare". Ma fare affermazioni del genere, cercando il voto all'interno del moderatissimo e conformista elettorato del PD è un'operazione priva di senso politico. Perché chi nel 2009 vota ancora per il PD, lo fa ormai per una mozione degli affetti, non perché ne è convinto dalla ragione. Chi vota PD nel 2009 ama il PD. Se gli vai a dire che il suo partito del cuore "fa schifo", non credere di ottenerne poi la preferenza.

Non mi avete mai dato retta prima, cari ex compagni scalfarottiani, fatelo almeno adesso: 22.846 preferenze sono un buon risultato. Se volete perseguire nell'errore di cercare di cambiare il PD, un progetto politico sbagliato e fallito, da dentro, andate avanti perché la vostra strategia sta dando dei frutti di lungo periodo. Ivan potrebbe candidarsi alle prossime Regionali oppure alle prossime Europee, con chance concrete di elezione se da qui all'appuntamento saprà costruirsi le sue alleanze. Se invece la sua reazione finale è di mettere sul blog la fotina di un tramonto e fare la parte dell'offeso e del deluso, forse significa che la lotta politica non è cosa per lui. La politica, non è per gli altezzosi. Si chiamino Savoia, o più semplicemente Scalfarotto.



POLITICA
1 giugno 2009
Ho deciso per chi votare alle Europee: ELDR


Quest'anno voto, al contrario delle volte scorse. Ho deciso di votare perché stavolta ci sono le preferenze e perché mi trovo in Italia al momento dell'elezione. Ho deciso per chi votare sulla base dei nomi inseriti nelle liste dei candidati e del programma della lista. Ero molto indeciso, tra almeno tre liste cosiddette "minori": IDV e Radicali, e SL. IDV mi pare più affidabile di SL in quanto a credibilità dei candidati. Mentre rispetto ai Radicali, IDV ha dalla sua il fattore "clausola di sbarramento", che non penso i Radicali passeranno. Per cui, il voto di questo blog (delle sue vetriniste, redattori, cassiere e dell'intero personale di AnelliDiFumo, per altro) andrà a



Che iscriverà i suoi deputati nel gruppo dell'ALDE, facendo parte dell'ELDR, Liberali e Democratici Europei. Questi i 15 punti del programma dell'ELDR. A livello di preferenze scriverò: Gianni Vattimo, filosofo e gay, Paolo Brutti matematico e socialista della CGIL, e Cristina Scaletti, scienziata di bioetica (o Luisa Capelli, editore e femminista?).


Aggiornamento: il coautore mi ha fatto presente che Vattimo, uscito dal PDCI, fece una dichiarazione di voto in favore di Forza Italia. Cosa che mi basta per votare Nicola Tranfaglia, storico marxista, al posto suo.

***
Dopo aver preso non so più quanti aerei quest'anno, la notizia della scomparsa di un jumbo dell'Air France con a bordo 223 persone mi ha fatto un effetto davvero forte. Un pensiero a loro, alle loro 223 storie di vita e soprattutto a chi oggi li piange. La stampa italiana, al solito, pare interessata solo al fatto che a bordo ci fossero anche degli italiani. Come a dire: dei 220 non italiani sti cazzi. E pensare che sono morte 223 persone innocenti, no?



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politica interna
28 marzo 2009
Europee: sondaggio che mi pare realista
Il Giornale di Berlusconi ha pubblicato un sondaggio sulle intenzioni di voto degli italiani per le Europee che mi sa di realistico. Vediamo i dati (tra parentesi la mia previsione, almeno a oggi):

La Destra+Fiamma Tricolore+MPA+Pensionati:2.1% (4%)

Popolo delle Libertà: 43.1% (43%)
Lega Nord: 10.7% (10%)

UDC - Unione di centro: 5.0% (4.5%)

Partito Democratico: 22.4% (23%)
Italia dei Valori: 7.3% (7.5%)
Radicali: 1.3% (1%)

Sinistra e Libertà: 2.4% (2.5%)
Rifondazione Comunista+Comunisti Italiani+Sinistra Europea: 4.9% (4%)

Altri: 0.8%
(0.5%)

Voi che ne pensate?


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Filosofi di oggi

"Non ho un barlume di simpatia per chi parla dal punto di vista del culto organizzato. Le religioni non sono altro che corporation. Strumenti di potere politico e finanziario senza relazione con il Dio che professano di servire. Si travestono con costumi bislacchi, per dispensare precetti e causare guerre. […] Non ho allevato nessuno dei miei figli secondo le tradizioni ebraiche e non so neppure quando cadono le feste. Sono un antisemita? No. Penso solo che il mondo sarebbe assai migliore senza religione".

[Woody Allen, artista, NY 1932 - ]

«Ho l´impressione sempre più spesso, quando torno in Italia, che siamo diventati un paese prigioniero delle paure. E la prima è quella del futuro. Declinata in varie forme. Fanno paura la società multietnica, i cambiamenti sociali, le scoperte scientifiche, sempre rappresentate come pericoli, la contemporaneità in generale. Si fa strada, perfino fra i giovani, la nostalgia di un passato molto idealizzato. Si combina una memoria corta e una speranza breve, e il risultato è l´immobilità. Il passato sarà un buon rifugio, ma il futuro è l´unico posto dove possiamo andare».

[Renzo Piano, architetto, Genova 1937 - ]

"Come se la ragione di tanti sprechi, inefficienze, ingiustizie, cancrene fosse l'assistenzialismo in sè, lo Stato del benessere in sè, l'egualitarismo in sè e non gli abusi, le illegalità, l'uso spregiudicato e clientelare che si è fatto in Italia di questi strumenti per altro mai posti alla base delle nostre scelte di politica economica. Ormai anche i partiti di sinistra si sono messi a rincorrere le parole d'ordine alla moda: senza valutare che ciò che in questo modo pensano di guadagnare, nuove alleanze, nuovi improbabili blocchi storici, sarà ben poca cosa rispetto a quello che avranno perduto".

[Federico Caffè, economista, 
1914 - 1987 (?)]

Filosofi di ieri


"Abbiamo adunque con la Chiesa e coi preti noi Italiani questo primo obligo, di essere diventati
sanza religione e cattivi. Ma ne abbiamo ancora uno maggiore, il quale è la seconda cagione
della rovina nostra: questo è che la Chiesa ha tenuto e tiene questa provincia divisa".

[Niccolò Machiavelli, politologo, 1468 - 1527]

Sugli anni Settanta:

"...Ma per tornare agli anni Settanta: se non si poteva stare con il terrorismo o con la miriade di
insopportabili mininomenclature della sinistra, non si poteva stare neppure con un'Italia
clericale (allora antiabortista, antidivorzista, che trovava la sua vera espressione culturale nella
televisione di Stato, in una ininterrotta passerella di giochi a premi e ballerine), che a a piazza
Fontana aveva già mostrato quello che a forza di P2, Ustica e tangenti sarebbe diventato
familiare a tutti gli italiani".

[Enrico Palandri, scrittore, 1956 - ]


Nun je se po' fà na sorpresa


"...Non si deve scartare l'ipotesi, anzi si deve prendere seriamente in considerazione l'ipotesi
che Zapatero non sia un Prodi iberico ma un Folena spagnolo".
[Il Riformista, 19/4/2004]

La mia senatrice a vita:


"...il cielo stellato sopra di me".

Arieccolo:



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QUARTA RISTAMPA,
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In finale al Tondelli Editi 2006.
L'editore (peQuod)
non mi ha ancora
pagato i diritti d'autore.
La causa con la peQuod
è stata iniziata nel 2007

e andrà avanti finché
non avrò giustizia.
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TERZA RISTAMPA!
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Questo blog trova molte affinità con
Sagaci Segugi ed Elfo Bruno.
Si diverte inoltre molto con
Ombra ed eCarta.

Frasi che rimarranno nella storia della blogosfera:

"Guarda che siamo due finocchie, mica due sciacquine"
[by Gretel]

 



Sto leggendo per diletto (quindi esclusi quelli per il Ph.D.)
 

Rachel Ballon, Breath Life Into Your Characters. How To Give Your Characters Emotional &
Psychological Depth, (2003) Writer's Digest Books. Un manuale di scrittura a cura di una
psicologa con la passione della narrativa. A dirla tutta m'aspettavo qualcosa di molto migliore.
Qui ci sono consigli per lo più sciocchi e sterili che chiunque sia uno scrittore ha già pensato di
suo.

Paolo Russo, Storia del cinema italiano, (2008) Lindau. Un agile manuale di storia del cinema,
come ce ne voleva. Ha anche delle buone schede sinottiche di storia generale, sebbene non
sempre accurate (la c.d. "Legge Truffa" non fu certo la Legge Acerbo del 1923, bensì quella
maggioritaria voluta dalla DC negli anni Cinquanta).

Ultimi libri letti (idem come sopra)

William Burroughs, La scimmia sulla schiena, (1998, Junkie 1953) BUR. Il celeberrimo romanzo-diario d'esordio di Burroghs sugli effetti della tossicodipendenza. Scritto da un tossicologo che sarebbe diventato tossicodipendente, ne sarebbe uscito e si sarebbe affermato come scrittore psichedelico.

Gianluca Morozzi, L'era del porco, (2008) TEA. Quasi un diario letterario-sentimentale scritto da una delle migliori penne italiane contemporanee. Romanzo umoristico, si ride ad alta voce.

Il miglior film visto al cinema:

Nel 2003

Goodbye Lenin, di Wolfgang Becker (Ger, 2003). Voto: 9- Un colpo di genio "tedesco orientale" sui tempi intensi e veloci che viviamo. Con: Benny e poi con Luca G., Andrea G., Valerio.

...nel 2004 (ex aequo)

Le invasioni barbariche, di Denys Arcand (Can, Fra, 2003). Voto: 9,5 Ho pianto, ho riso, ho riflettuto. Questo è il Cinema con la "C" maiuscola. Arcand non fa molti film, ma già con La natura ambigua dell'amore si era fatto benvolere. Con Leo, Claudia, Emanuele, Liuk, Laura.

Bowling for Columbine. Di Michael Moore (Usa 2002). Voto: 9 . Un vero e proprio gioiello, che ha riaperto la strada del docu-film a Hollywood. Si ride, si piange, si viene informati e si rimane sbalorditi. Quest'uomo, Michael Moore, sa cosa sia il cinema e sa quanto possa essere potente. Attendo di vedere gli altri suoi lavori. Con mamma e papà.

...nel 2005

Romanzo criminale, di Michele Placido (Italia, 2005). Voto 8 . Uno dei pochi film italiani di livello internazionale, che racconta la storia reale della banda della Magliana, approfittando per ripercorrere una storia d'Italia dal 1970 al 1990 che più nera non si potrebbe. Subilme il cast (Santamaria, Rossi Stuart, Camarcio, Favino, Trinca...), nonostante il solito inadeguato Stefano Accorsi. Grande la sceneggiatura, a parte un errore nel personaggio del commissario che perde la testa per una mignotta d'alto bordo - parte della sua indagine - come fosse un 14enne in grave crisi ormonale. Alcuni gravi errori di edizione (esplode l'ala sbagliata della stazione di Bologna; compare un cordless in una casa del 1979/80) non ne consentono un voto più alto, ma il film è da non perdere.

...nel 2006 (ex aequo)

I segreti di Brokeback Mountain, di Ang Lee (Usa, 2005). Voto: 9-. Un film disarmante nella sua semplicità. Un film che descrive senza indugi il piombo di una scelta di rinuncia in campo sentimentale. Un film che illustra l'amore per come è, tra due uomini vaccari della provincia statunitense più gretta e intollerante. Un film su come si può farsi scivolare tra le dita il senso della vita. Fotografia mozzafiato e recitazione impeccabile ne fanno un piccolo capolavoro.

Babel, di Alejandro González Iñárritu (Mex - Usa 2006). Voto 8,5. Come vedrebbe la Terra un marziano che la osservasse da fuori? Attraverso la metafora dell'incomunicabilità, uno spaccato in quattro film fra loro gentilmente intersecati che lascia senza parole e fa gridare al capolavoro del regista di 21 grammi e Amores perros. Da non perdere assolutamente.

...nel 2007

Le vite degli altri, di Florian Henckel von Donnersmarck (Ger, 2006). Voto 9. Tratto da una storia vera, l'esempio di come la realtà superi spesso la fantasia nel campo dell'assurdo e dell'incredibile. Un capolavoro di un giovane regista tedesco al suo esordio. Premio Oscar come miglior film straniero. Recitazione impressionante.

...nel 2008

Gomorra, di Matteo Garrone (Ita, 2008). Voto 9. Segna la rinascita del cinema italiano, tra neo-realismo e iper-realismo. Sceneggiatura in collaborazione con Roberto Saviano, in alcuni tratti semplicemente geniale.

...nel 2009

Milk, di Gus Van Sant (USA, 2008). Voto 8+. Un gran film per raccontare una vita ordinaria che diventò straordinaria. Una grande lezione politica, con una eccezionale interpretazione di Sean Penn.

I 21 film che mi hanno
cambiato la vita

1)
Sei gradi di separazione,
di Fred Schepisi
(Six Degrees of Separation, Usa, 1993).
2)
Amici, complici, amanti,
di Harvey Fierstein
(Torch Song Trilogy, Usa, 1988).
3)
L'attimo fuggente,
di Peter Weir
(Dead Poets Society, Usa, 1989).
4)
Le invasioni barbariche,
di Denys Arcand
(Les invasion barbare, Can, 2002).
5)
Priscilla,
di Stephan Elliott
(Priscilla, the Queen of the Desert, Aus, 1994).
6)
Hair,
di Milos Forman (Hair, Usa, 1979).
7)
Il grande freddo,
di Lawrence Kasdan
(The Big Chill, Usa, 1983).
8)
Barry Lyndon,
di Stanley Kubrick
(Barry Lyndon, 1975).
9)
Frankenstein Jr.,
di Mel Brooks
(Jr. Frankenstein, Usa, 1974).
10)
Harry, ti presento Sally,
di Rob Reiner
(When Harry Met Sally, Usa, 1989).
11)
I segreti di Brokeback Mountain,
di Ang Lee
(Brokeback Mountain, Usa, 2005)
12)
Stand By Me,
di Rob Reiner
(Stand By Me, Usa, 1986).
13)
Chicago,
di Rob Marshall
(Chicago, Usa, 2003).
14)
Bowling a Columbine,
di Michael Moore
(Bowling for Columbine, Usa, 2002).
15)
Il dottor Stranamore,
di Stanley Kubrick
(Doctor Strangelove, Usa, 1964).
16) Babel,

di A.G. Iñárritu
(Babel, Mex - Usa, 2006)
17) 2001, Odissea nello spazio,
di Stanley Kubrick
(2001: A Space Odissey, Usa, 1968).
18)
Chorus Line,
di Richard Attenborough
(A Chorus Line, Usa, 1985).
19)
Ovosodo,
di Paolo Virzì (Ita, 1987).
20)
Donne sull'orlo di una
crisi di nervi
,
di Pedro Almodovar
(
Mujeres al borde de un
ataque de nervios,
Spa, 1988).
21)
L'uomo bicentenario,
di Chris Columbus
(Bicentennial Man, Usa, 1999).

Una dozzina di scrittori moderni tosti

1) Franz Kafka (CEC); 2) Mordecai Richler (CAN); 3) Pier Paolo Pasolini (ITA); 4) Pier Vittorio Tondelli (ITA); 5) Stephen King (USA); 6) Italo Calvino (ITA) 7) David Leavitt (USA); 8) Ian McEwan (UK); 9) Jeannette Winterson (UK); 10) Hanif Kureishi (UK); 11) Peter Hoeg (DAN) 12) Bret Easton Ellis (USA)

I 3 migliori giovani attori italiani

1) Libero De Rienzo; 2) Luigi Lo Cascio 3) Claudio Santamaria.





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