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AnelliDiFumo
Aspettando una (nuova) invasione di eserciti alleati
politica interna
29 luglio 2009
Alitalia, c.v.d.
Tra gli enormi danni politici che Berlusconi ha arrecato all'Italia, un posto di tutto rispetto è la nota vicenda Alitalia. La compagnia di bandiera, che Prodi era riuscito a vendere ad Air France per una cifra tre volte superiore a quella a cui l'ha venduta Berlusconi, e con tutta una serie di paletti che non sono presenti nel contratto firmato da Berlusconi, ha funzionato come compagnia aerea per alcuni mesi sulle spalle dei contribuenti italiani, che con le loro tasse hanno ripianato i debiti dell'Alitalia, anziché farli ripianare ad Air France.

Un pragmatico molto benestante potrebbe dire: vabbè, comunque alla fine l'Alitalia c'è e collega Roma (non più Milano) al resto del mondo, per cui pago volentieri con le mia tasse i debiti della compagnia.

No, adesso la festa è finita. Ora che la finta cordata di imprenditori amici di Berlusconi sta cedendo il controllo all'unico socio che di compagnie aeree si occupa da sempre - Air France - ecco che dopo aver perso Malpensa, Alitalia si appresta a perdere anche le rotte internazionali dirette da Roma. Si dovrà passare da Parigi o da Amsterdam. Comodissimo, calcolando che per un volo diretto da Toronto occorrono 8 ore di volo, e che uno scalo ovunque fa aumentare a 14 ore l'intero tragitto. Si raddoppieranno inoltre le possibilità di perdere i bagagli, perché naturalmente si cambierà anche aereo, nello scalo straniero.

Grazie sultano!
Io tornerò a volare Air Canada o Air Transat, per andare a Roma da Toronto.

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permalink | inviato da AnelliDiFumo il 29/7/2009 alle 13:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (50) | Versione per la stampa
12 settembre 2008
Alitalia verso il disastro: ecco il perché


Il Papa.
Sulla compagnia aerea oggi è intervenuto anche il Papa. Partendo stamane da Fiumicino per il viaggio apostolico in Francia, al commissario Fantozzi che gli chiedeva "una preghiera particolare per la compagnia" ha risposto: "Da tempo prego per voi".

Adesso è tutto chiaro. Ponteversore, lo faccia per i lavoratori Alitalia, torni a pregare per il bene della famiglia eterosessuale. Una Cogne ogni tanto riusciamo a sopportarla, un'Alitalia che fallisce ogni tre per due, no.

Qui in Canada ancora cerchiamo di capire cosa cazzo c'entra il Papa con Alitalia. Il parere del rabbino capo di Roma lo avete? E che dice Trapattoni, ct dell'Irlanda?

Però, a ripensarci, se fallisce Alitalia, chi si scarrozza la Ratzi in giro per il mondo? Hai visto mai che quelli dello Stato Vaticano si devono pagare la loro compagnia aerea della minchia?


In ogni caso, non capisco come mai i lavoratori Alitalia si lamentino. I buoni investitori italiani gli han proposto: "Venite a lavorare un giorno in più alla settimana e con il 25% di stipendio in meno alla fine del mese" E quelli gli han detto, giustamente: "Ci conviene di più andare in mobilità". Potrebbe essere una soluzione anche per i maestri elementari. Ministro Gelmini, dia retta: faccia dichiarare bancarotta di Stato e mandi in fallimento il suo ministero.

Nei commenti al post di qualche giorno fa, rispondevo a Tore che mi chiedeva quando mi sarei fermato a Londra la prossima volta. Gli dicevo: a naso, sarà obbligatorio, dopo il fallimento della nuova Alitalia, se vorrò tornare a Roma dal Nord America. CVD.

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permalink | inviato da AnelliDiFumo il 12/9/2008 alle 23:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
ECONOMIA
23 dicembre 2007
Alitalia: il prossimo pasticcio del Parlamento
Che la situazione dell'Alitalia sia un ginepraio nel quale come ti muovi sbagli, è un dato di fatto. Decenni di malagestione, sia da parte dell'azienda stessa che da parte del Parlamento ci hanno portato in un cul-de-sac, nel quale ciascuna delle due soluzioni sul tappeto (Air France e Air One) presenta degli immensi difetti. Si tratta dunque di scegliere il minore tra due mali, e anche vedere fino a che punto il nostro "Stato della Chiesa" è una teocrazia liberale. Il consiglio d'amministrazione dell'Alitalia ha infatti reso pubblica la sua decisione: la migliore offerta economica per la vendita della compagnia di bandiera è senza dubbio quella francese: migliore in tutti i sensi, dal valore delle azioni (35 centesimi contro 1) alla solidiità dell'azienda acquirente (Air France-Klm è uno dei gruppi leader mondiali dell'aviotrasporto, al contrario della piccola Air One), al numero di esuberi che si sono messi in conto, molto minore di quello previsto dall'Air One.

Il difetto della proposta francese sta nel fatto che l'aeroporto di Malpensa sarà ridotto da hub ad aereoporto internazionale, salvo tre collegamenti intercontinentali. Non solo: Fiumicino rimarrà hub ma al prezzo di rivolgersi soprattutto al Nord Africa, al Medio Oriente e all'Est Europa. Per andare in Nord America, in altre parole, al di là di pochi voli diretti su New York (sia da Malpensa che da Fiumicino) si dovrà via via far scalo a Parigi o Amsterdam, è questo è senza dubbio un ridimensionamento dell'importanza dei due scali italiani.

A mio modo di vedere, il governo non dovrebbe assolutamente intervenire nella questione ora che il cda Alitalia si è espresso. Un quaunque intervento del governo in senso contrario a quanto deciso dal cda, magari anche con l'appoggio dell'opposizione fintamente liberale del centrodestra, segnerebbe l'ennesimo intervento statalista che confermerebbe l'Italia come un paese sostanzialmente contrario al libero mercato. Mettere l'Alitalia nelle mani di una compagnia più piccola che ha un appoggio finanziario da parte di alcune banche potrebbe voler dire di riavere lo stesso problema di un fallimento della nuova Alitalia-Air One tra pochi anni. E  a quel punto, chi verrebbe a salvare la situazione?

Se nel governo già si sentono voci quali quella del ministro dei trasporti Bianchi (PdCI), contrarie alla vendita ad Air France, il peggio lo mostrano uomini politici come Formigoni, Letizia Moratti e la Lega Nord che, nel miope tentativo di salvare l'hub di Malpensa in nome del "lombardismo" o del "padanismo", invocano l'intervento governativo sulla questione e minacciano di bloccare le autostrade. Con buona pace delle varie appartenenze al PPE, del credo liberale, del capitalismo di mercato e così via.

La realtà è che la "follia", per citare le parole di Formigoni, fu fatta quando si decise di stabilire a Malpensa un secondo hub per un paese geograficamente piccolo come l'Italia. Malpensa, è il caso di dire, come hub non è mai decollato: troppo lontano da Milano (50 chilometri) per poter essere preferito a Linate, poche vie di trasporto fra l'aeroporto e il Piemonte (non c'è nessuna autostrada né superstrada che colleghi Malpensa a Novara o al resto del Piemonte), chiusura alle linee aeree low cost.

Speriamo che il governo Prodi deciderà di rispettare il parere del cda Alitalia, nonostante gli strepitii della destra meno liberale del mondo.

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permalink | inviato da AnelliDiFumo il 23/12/2007 alle 12:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa
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Filosofi di oggi

"Non ho un barlume di simpatia per chi parla dal punto di vista del culto organizzato. Le religioni non sono altro che corporation. Strumenti di potere politico e finanziario senza relazione con il Dio che professano di servire. Si travestono con costumi bislacchi, per dispensare precetti e causare guerre. […] Non ho allevato nessuno dei miei figli secondo le tradizioni ebraiche e non so neppure quando cadono le feste. Sono un antisemita? No. Penso solo che il mondo sarebbe assai migliore senza religione".

[Woody Allen, artista, NY 1932 - ]

«Ho l´impressione sempre più spesso, quando torno in Italia, che siamo diventati un paese prigioniero delle paure. E la prima è quella del futuro. Declinata in varie forme. Fanno paura la società multietnica, i cambiamenti sociali, le scoperte scientifiche, sempre rappresentate come pericoli, la contemporaneità in generale. Si fa strada, perfino fra i giovani, la nostalgia di un passato molto idealizzato. Si combina una memoria corta e una speranza breve, e il risultato è l´immobilità. Il passato sarà un buon rifugio, ma il futuro è l´unico posto dove possiamo andare».

[Renzo Piano, architetto, Genova 1937 - ]

"Come se la ragione di tanti sprechi, inefficienze, ingiustizie, cancrene fosse l'assistenzialismo in sè, lo Stato del benessere in sè, l'egualitarismo in sè e non gli abusi, le illegalità, l'uso spregiudicato e clientelare che si è fatto in Italia di questi strumenti per altro mai posti alla base delle nostre scelte di politica economica. Ormai anche i partiti di sinistra si sono messi a rincorrere le parole d'ordine alla moda: senza valutare che ciò che in questo modo pensano di guadagnare, nuove alleanze, nuovi improbabili blocchi storici, sarà ben poca cosa rispetto a quello che avranno perduto".

[Federico Caffè, economista, 
1914 - 1987 (?)]

Filosofi di ieri


"Abbiamo adunque con la Chiesa e coi preti noi Italiani questo primo obligo, di essere diventati
sanza religione e cattivi. Ma ne abbiamo ancora uno maggiore, il quale è la seconda cagione
della rovina nostra: questo è che la Chiesa ha tenuto e tiene questa provincia divisa".

[Niccolò Machiavelli, politologo, 1468 - 1527]

Sugli anni Settanta:

"...Ma per tornare agli anni Settanta: se non si poteva stare con il terrorismo o con la miriade di
insopportabili mininomenclature della sinistra, non si poteva stare neppure con un'Italia
clericale (allora antiabortista, antidivorzista, che trovava la sua vera espressione culturale nella
televisione di Stato, in una ininterrotta passerella di giochi a premi e ballerine), che a a piazza
Fontana aveva già mostrato quello che a forza di P2, Ustica e tangenti sarebbe diventato
familiare a tutti gli italiani".

[Enrico Palandri, scrittore, 1956 - ]


Nun je se po' fà na sorpresa


"...Non si deve scartare l'ipotesi, anzi si deve prendere seriamente in considerazione l'ipotesi
che Zapatero non sia un Prodi iberico ma un Folena spagnolo".
[Il Riformista, 19/4/2004]

La mia senatrice a vita:


"...il cielo stellato sopra di me".

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QUARTA RISTAMPA,
Vincitore del Premio
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In finale al Tondelli Editi 2006.
L'editore (peQuod)
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pagato i diritti d'autore.
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e andrà avanti finché
non avrò giustizia.
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TERZA RISTAMPA!
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Questo blog trova molte affinità con
Sagaci Segugi ed Elfo Bruno.
Si diverte inoltre molto con
Ombra ed eCarta.

Frasi che rimarranno nella storia della blogosfera:

"Guarda che siamo due finocchie, mica due sciacquine"
[by Gretel]

 



Sto leggendo per diletto (quindi esclusi quelli per il Ph.D.)
 

Rachel Ballon, Breath Life Into Your Characters. How To Give Your Characters Emotional &
Psychological Depth, (2003) Writer's Digest Books. Un manuale di scrittura a cura di una
psicologa con la passione della narrativa. A dirla tutta m'aspettavo qualcosa di molto migliore.
Qui ci sono consigli per lo più sciocchi e sterili che chiunque sia uno scrittore ha già pensato di
suo.

Paolo Russo, Storia del cinema italiano, (2008) Lindau. Un agile manuale di storia del cinema,
come ce ne voleva. Ha anche delle buone schede sinottiche di storia generale, sebbene non
sempre accurate (la c.d. "Legge Truffa" non fu certo la Legge Acerbo del 1923, bensì quella
maggioritaria voluta dalla DC negli anni Cinquanta).

Ultimi libri letti (idem come sopra)

William Burroughs, La scimmia sulla schiena, (1998, Junkie 1953) BUR. Il celeberrimo romanzo-diario d'esordio di Burroghs sugli effetti della tossicodipendenza. Scritto da un tossicologo che sarebbe diventato tossicodipendente, ne sarebbe uscito e si sarebbe affermato come scrittore psichedelico.

Gianluca Morozzi, L'era del porco, (2008) TEA. Quasi un diario letterario-sentimentale scritto da una delle migliori penne italiane contemporanee. Romanzo umoristico, si ride ad alta voce.

Il miglior film visto al cinema:

Nel 2003

Goodbye Lenin, di Wolfgang Becker (Ger, 2003). Voto: 9- Un colpo di genio "tedesco orientale" sui tempi intensi e veloci che viviamo. Con: Benny e poi con Luca G., Andrea G., Valerio.

...nel 2004 (ex aequo)

Le invasioni barbariche, di Denys Arcand (Can, Fra, 2003). Voto: 9,5 Ho pianto, ho riso, ho riflettuto. Questo è il Cinema con la "C" maiuscola. Arcand non fa molti film, ma già con La natura ambigua dell'amore si era fatto benvolere. Con Leo, Claudia, Emanuele, Liuk, Laura.

Bowling for Columbine. Di Michael Moore (Usa 2002). Voto: 9 . Un vero e proprio gioiello, che ha riaperto la strada del docu-film a Hollywood. Si ride, si piange, si viene informati e si rimane sbalorditi. Quest'uomo, Michael Moore, sa cosa sia il cinema e sa quanto possa essere potente. Attendo di vedere gli altri suoi lavori. Con mamma e papà.

...nel 2005

Romanzo criminale, di Michele Placido (Italia, 2005). Voto 8 . Uno dei pochi film italiani di livello internazionale, che racconta la storia reale della banda della Magliana, approfittando per ripercorrere una storia d'Italia dal 1970 al 1990 che più nera non si potrebbe. Subilme il cast (Santamaria, Rossi Stuart, Camarcio, Favino, Trinca...), nonostante il solito inadeguato Stefano Accorsi. Grande la sceneggiatura, a parte un errore nel personaggio del commissario che perde la testa per una mignotta d'alto bordo - parte della sua indagine - come fosse un 14enne in grave crisi ormonale. Alcuni gravi errori di edizione (esplode l'ala sbagliata della stazione di Bologna; compare un cordless in una casa del 1979/80) non ne consentono un voto più alto, ma il film è da non perdere.

...nel 2006 (ex aequo)

I segreti di Brokeback Mountain, di Ang Lee (Usa, 2005). Voto: 9-. Un film disarmante nella sua semplicità. Un film che descrive senza indugi il piombo di una scelta di rinuncia in campo sentimentale. Un film che illustra l'amore per come è, tra due uomini vaccari della provincia statunitense più gretta e intollerante. Un film su come si può farsi scivolare tra le dita il senso della vita. Fotografia mozzafiato e recitazione impeccabile ne fanno un piccolo capolavoro.

Babel, di Alejandro González Iñárritu (Mex - Usa 2006). Voto 8,5. Come vedrebbe la Terra un marziano che la osservasse da fuori? Attraverso la metafora dell'incomunicabilità, uno spaccato in quattro film fra loro gentilmente intersecati che lascia senza parole e fa gridare al capolavoro del regista di 21 grammi e Amores perros. Da non perdere assolutamente.

...nel 2007

Le vite degli altri, di Florian Henckel von Donnersmarck (Ger, 2006). Voto 9. Tratto da una storia vera, l'esempio di come la realtà superi spesso la fantasia nel campo dell'assurdo e dell'incredibile. Un capolavoro di un giovane regista tedesco al suo esordio. Premio Oscar come miglior film straniero. Recitazione impressionante.

...nel 2008

Gomorra, di Matteo Garrone (Ita, 2008). Voto 9. Segna la rinascita del cinema italiano, tra neo-realismo e iper-realismo. Sceneggiatura in collaborazione con Roberto Saviano, in alcuni tratti semplicemente geniale.

...nel 2009

Milk, di Gus Van Sant (USA, 2008). Voto 8+. Un gran film per raccontare una vita ordinaria che diventò straordinaria. Una grande lezione politica, con una eccezionale interpretazione di Sean Penn.

I 21 film che mi hanno
cambiato la vita

1)
Sei gradi di separazione,
di Fred Schepisi
(Six Degrees of Separation, Usa, 1993).
2)
Amici, complici, amanti,
di Harvey Fierstein
(Torch Song Trilogy, Usa, 1988).
3)
L'attimo fuggente,
di Peter Weir
(Dead Poets Society, Usa, 1989).
4)
Le invasioni barbariche,
di Denys Arcand
(Les invasion barbare, Can, 2002).
5)
Priscilla,
di Stephan Elliott
(Priscilla, the Queen of the Desert, Aus, 1994).
6)
Hair,
di Milos Forman (Hair, Usa, 1979).
7)
Il grande freddo,
di Lawrence Kasdan
(The Big Chill, Usa, 1983).
8)
Barry Lyndon,
di Stanley Kubrick
(Barry Lyndon, 1975).
9)
Frankenstein Jr.,
di Mel Brooks
(Jr. Frankenstein, Usa, 1974).
10)
Harry, ti presento Sally,
di Rob Reiner
(When Harry Met Sally, Usa, 1989).
11)
I segreti di Brokeback Mountain,
di Ang Lee
(Brokeback Mountain, Usa, 2005)
12)
Stand By Me,
di Rob Reiner
(Stand By Me, Usa, 1986).
13)
Chicago,
di Rob Marshall
(Chicago, Usa, 2003).
14)
Bowling a Columbine,
di Michael Moore
(Bowling for Columbine, Usa, 2002).
15)
Il dottor Stranamore,
di Stanley Kubrick
(Doctor Strangelove, Usa, 1964).
16) Babel,

di A.G. Iñárritu
(Babel, Mex - Usa, 2006)
17) 2001, Odissea nello spazio,
di Stanley Kubrick
(2001: A Space Odissey, Usa, 1968).
18)
Chorus Line,
di Richard Attenborough
(A Chorus Line, Usa, 1985).
19)
Ovosodo,
di Paolo Virzì (Ita, 1987).
20)
Donne sull'orlo di una
crisi di nervi
,
di Pedro Almodovar
(
Mujeres al borde de un
ataque de nervios,
Spa, 1988).
21)
L'uomo bicentenario,
di Chris Columbus
(Bicentennial Man, Usa, 1999).

Una dozzina di scrittori moderni tosti

1) Franz Kafka (CEC); 2) Mordecai Richler (CAN); 3) Pier Paolo Pasolini (ITA); 4) Pier Vittorio Tondelli (ITA); 5) Stephen King (USA); 6) Italo Calvino (ITA) 7) David Leavitt (USA); 8) Ian McEwan (UK); 9) Jeannette Winterson (UK); 10) Hanif Kureishi (UK); 11) Peter Hoeg (DAN) 12) Bret Easton Ellis (USA)

I 3 migliori giovani attori italiani

1) Libero De Rienzo; 2) Luigi Lo Cascio 3) Claudio Santamaria.





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