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cinema
1 ottobre 2008
Miracolo a Sant'Anna, un disastro cinematografico



Pochi giorni fa sono andato a vedere con Matteo e Chris l'ultimo film del regista afro-americano Spike Lee, Miracle at St.Anna, che sta per uscire venerdì anche in Italia.

 

Ho visto questa pellicola prima di lèggere delle leggère (e ignoranti) affermazioni del regista sulla Resistenza italiana - subito riprese dai siti neofascisti - e prima di leggere la polemica dell'Anpi riguardo al contenuto del film. Quindi, posso dire di aver visto Miracle at St.Anna senza alcun pregiudizio.

 

Non vorrei nemmeno entrare nella polemica sul contenuto del film (che, come avrete letto, fa risalire la strage di Sant'Anna di Stazzema, nella quale i nazisti trucidarono per rappresaglia l'intera popolazione di quel paesino, al tradimento di un partigiano nei confronti dei suoi compagni), dal momento che Miracolo a Sant'Anna non è una ricostruzione storica ma solo un'opera di fiction. Avrei invece da dire sul senso politico di fare un film di fiction su un argomento storico realmente accaduto, quando la fiction in buona sostanza ha un carattere revisionistico, ma tant'è. Gli statunitensi sono abituati a girare film di ambientazione storica con carattere revisionistico: guardatevi il 95% delle pellicole su indiani e cow boy, nei quali gli indiani vengono rappresentati come popolo feroce e incivile, il cui sterminio è auspicabile e ben considerato dai registi. Sì, mi riferisco proprio a quei film con John Wayne che Spike Lee, in Miracolo a Sant'Anna, denigra all'inizio della sua pellicola mostrandone uno spezzone relativo a un film ambientato nella Seconda Guerra Mondiale. Lee denigra un genere nel quale egli stesso si inserisce a pienissimo titolo.

 

Ma ripeto: spogliamoci da letture politiche e stiamo alla ciccia. Questo film di Spike Lee è il peggiore film mai visto nella mia vita. Ecco perché.

 

1) L'intero film ha per oggetto fondamentale una testa di marmo di una importante statua della classicità, che uno dei soldati porta con sè come portafortuna.

 

Ora, la testa è grande circa una volta e mezza la testa di un adulto. Essendo di marmo, deve avere un peso variabile tra 15 e 25 chili, a seconda delle sue effettive dimensioni. Il peso della testa è rappresentato come notevole nella prima parte del film, quando la testa viene sollevata con due mani e notevole fatica da uno dei poliziotti newyorkesi che entrano in casa dell'uomo che la custodiva nel suo armadio. Ma in tutto il resto del film (un lungo flash-back sui fatti accaduti durante la II guerra mondiale in Toscana), la testa diventa misteriosamente leggerissima. Al punto da venire trasportata in una reticella che pende dalla cinta di uno dei soldati (!!!) mentre questo guada un torrente e poi combatte... ve lo immaginate un soldato, carico già del suo zaino, delle bombe, del fucile, dell'elmetto, che si sobbarca anche il peso di una 15-20ina di chili di testa di marmo legata alla cintola??? Fantastico. Come se non bastasse, la testa finirà anche tra le mani del bambino italiano che i soldati trovano. Ora, questo bambino è rappresentato come un bimbo magrissimo di otto anni: uno spillo con due gambette e due braccette così. Ebbene, il bimbo a momenti ci gioca a pallavolo con la testa di marmo. La maneggia e la porta con sè come se pesasse duecento grammi. Questo macroscopico errore è davvero disturbante, perché è riconoscibile da chiunque abbia un minimo di dimestichezza con il peso di una testa di marmo e rende plastica la finzione della pellicola: l'oggetto è chiaramente di resina vuota e tutti i personaggi lo maneggiano come se avesse il peso di un portachiavi. Disturbante.

 

2) La sceneggiatura. E' super-confusa, con elementi di assoluta non credibilità a piovere. Anzitutto, si apre nel 1984 con un impiegato delle poste alla Stazione centrale dei treni di New York che sente un uomo bianco pronunciare il nome "stamp" con un certo accento e quindi gli spara. Ora: l'impiegato spara all'uomo con una pistola Luger della Seconda Guerra Mondiale, che evidentemente si è portato tutti i giorni al lavoro negli ultimi 40 anni, chiaramente nella speranza di incrociare, su un altro continente, il partigiano traditore incontrato nel 1944 sull'appenino toscano. Secondo voi è cosa credibile? Secondo me, no. Oltre a ciò: l'uomo bianco che s'affiaccia allo sportello delle poste nel 1984 dimostra circa 50 anni. Ma se è lo stesso uomo di 40 anni prima, che 40 anni prima è rappresentato da un attore che mostra almeno 30 anni, non dovrebbe averne 70? Cos'ha fatto, si è crioconservato nel frattempo? Ridicolo.

 

3) I flashback. Sono di tipo doppio intrecciato. Iniziamo nel 1984, andiamo al 1944, poi di nuovo al 1984, quindi al 1944 e infine nel 1984. Nel 1984 siamo a New York, nel 1944 siamo in Italia. Dopo questo film sappiamo che la tecnica del flashback Spike Lee la sa usare male.

 

4) Il film si chiama "Miracolo a Sant'Anna", ma la strage è solo un pretesto. Nessuno dei personaggi principali è di Sant'Anna e nessuno rimane ucciso nella strage. La strage in sè occupa circa 3 minuti del film ed è presentata come un fatto assolutamente collaterale. Il film è tutto incentrato sul senso di essere soldati americani di colore in azione in un Paese dove il razzismo non è ancora arrivato e dove i bianchi, in teoria nemici, ti trattano meglio di come ti trattano i tuoi bianchi connazionali, per non parlare dei più alti in grado nello stesso esercito. Per carità, l'idea è interessante (anzi: secondo me MOLTO interessante, pure più dell'idea di fare un film sulla Strage di Sant'Anna, se è per questo), ma allora chiamami il film "Buffalo Soldier", non "Miracle at St.Anna".

 

5) Io l'ho visto in originale e il film è un guazzabuglio di tre lingue (inglese, italiano, tedesco), cosa che nella versione italiana probabilmente non si noterà. Ma ci sono errori linguistici notevoli: i toscani parlano un toscano differente tra loro, pur essendo tutti dello stesso villaggio. I soldati afro-americani parlano uno slang urbano da anni 2000, non certo come parlavano nel 1944.


6) Il ritmo. Il ritmo di questo film è orrendamente lento. Sembra durare cinque ore, non le 2 ore e 40' (comunque troppo!!! Spike Lee, quanto devi imparare a tagliare in sede di montaggio!) che invece dura, con tutta una serie di storie collaterali che risultano appese e di poco interesse.

 

Ci sarebbe altro da aggiungere, ma la finisci qui. Insomma, Miracolo a Sant'Anna è davvero una profonda delusione, proprio dal punto di vista cinematografico. Non è piaciuto nemmeno a Matteo e Chris.

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[Renzo Piano, architetto, Genova 1937 - ]

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Questo blog trova molte affinità con
Sagaci Segugi ed Elfo Bruno.
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Ombra ed eCarta.

Frasi che rimarranno nella storia della blogosfera:

"Guarda che siamo due finocchie, mica due sciacquine"
[by Gretel]

 



Sto leggendo per diletto (quindi esclusi quelli per il Ph.D.)
 

Rachel Ballon, Breath Life Into Your Characters. How To Give Your Characters Emotional &
Psychological Depth, (2003) Writer's Digest Books. Un manuale di scrittura a cura di una
psicologa con la passione della narrativa. A dirla tutta m'aspettavo qualcosa di molto migliore.
Qui ci sono consigli per lo più sciocchi e sterili che chiunque sia uno scrittore ha già pensato di
suo.

Paolo Russo, Storia del cinema italiano, (2008) Lindau. Un agile manuale di storia del cinema,
come ce ne voleva. Ha anche delle buone schede sinottiche di storia generale, sebbene non
sempre accurate (la c.d. "Legge Truffa" non fu certo la Legge Acerbo del 1923, bensì quella
maggioritaria voluta dalla DC negli anni Cinquanta).

Ultimi libri letti (idem come sopra)

William Burroughs, La scimmia sulla schiena, (1998, Junkie 1953) BUR. Il celeberrimo romanzo-diario d'esordio di Burroghs sugli effetti della tossicodipendenza. Scritto da un tossicologo che sarebbe diventato tossicodipendente, ne sarebbe uscito e si sarebbe affermato come scrittore psichedelico.

Gianluca Morozzi, L'era del porco, (2008) TEA. Quasi un diario letterario-sentimentale scritto da una delle migliori penne italiane contemporanee. Romanzo umoristico, si ride ad alta voce.

Il miglior film visto al cinema:

Nel 2003

Goodbye Lenin, di Wolfgang Becker (Ger, 2003). Voto: 9- Un colpo di genio "tedesco orientale" sui tempi intensi e veloci che viviamo. Con: Benny e poi con Luca G., Andrea G., Valerio.

...nel 2004 (ex aequo)

Le invasioni barbariche, di Denys Arcand (Can, Fra, 2003). Voto: 9,5 Ho pianto, ho riso, ho riflettuto. Questo è il Cinema con la "C" maiuscola. Arcand non fa molti film, ma già con La natura ambigua dell'amore si era fatto benvolere. Con Leo, Claudia, Emanuele, Liuk, Laura.

Bowling for Columbine. Di Michael Moore (Usa 2002). Voto: 9 . Un vero e proprio gioiello, che ha riaperto la strada del docu-film a Hollywood. Si ride, si piange, si viene informati e si rimane sbalorditi. Quest'uomo, Michael Moore, sa cosa sia il cinema e sa quanto possa essere potente. Attendo di vedere gli altri suoi lavori. Con mamma e papà.

...nel 2005

Romanzo criminale, di Michele Placido (Italia, 2005). Voto 8 . Uno dei pochi film italiani di livello internazionale, che racconta la storia reale della banda della Magliana, approfittando per ripercorrere una storia d'Italia dal 1970 al 1990 che più nera non si potrebbe. Subilme il cast (Santamaria, Rossi Stuart, Camarcio, Favino, Trinca...), nonostante il solito inadeguato Stefano Accorsi. Grande la sceneggiatura, a parte un errore nel personaggio del commissario che perde la testa per una mignotta d'alto bordo - parte della sua indagine - come fosse un 14enne in grave crisi ormonale. Alcuni gravi errori di edizione (esplode l'ala sbagliata della stazione di Bologna; compare un cordless in una casa del 1979/80) non ne consentono un voto più alto, ma il film è da non perdere.

...nel 2006 (ex aequo)

I segreti di Brokeback Mountain, di Ang Lee (Usa, 2005). Voto: 9-. Un film disarmante nella sua semplicità. Un film che descrive senza indugi il piombo di una scelta di rinuncia in campo sentimentale. Un film che illustra l'amore per come è, tra due uomini vaccari della provincia statunitense più gretta e intollerante. Un film su come si può farsi scivolare tra le dita il senso della vita. Fotografia mozzafiato e recitazione impeccabile ne fanno un piccolo capolavoro.

Babel, di Alejandro González Iñárritu (Mex - Usa 2006). Voto 8,5. Come vedrebbe la Terra un marziano che la osservasse da fuori? Attraverso la metafora dell'incomunicabilità, uno spaccato in quattro film fra loro gentilmente intersecati che lascia senza parole e fa gridare al capolavoro del regista di 21 grammi e Amores perros. Da non perdere assolutamente.

...nel 2007

Le vite degli altri, di Florian Henckel von Donnersmarck (Ger, 2006). Voto 9. Tratto da una storia vera, l'esempio di come la realtà superi spesso la fantasia nel campo dell'assurdo e dell'incredibile. Un capolavoro di un giovane regista tedesco al suo esordio. Premio Oscar come miglior film straniero. Recitazione impressionante.

...nel 2008

Gomorra, di Matteo Garrone (Ita, 2008). Voto 9. Segna la rinascita del cinema italiano, tra neo-realismo e iper-realismo. Sceneggiatura in collaborazione con Roberto Saviano, in alcuni tratti semplicemente geniale.

...nel 2009

Milk, di Gus Van Sant (USA, 2008). Voto 8+. Un gran film per raccontare una vita ordinaria che diventò straordinaria. Una grande lezione politica, con una eccezionale interpretazione di Sean Penn.

I 21 film che mi hanno
cambiato la vita

1)
Sei gradi di separazione,
di Fred Schepisi
(Six Degrees of Separation, Usa, 1993).
2)
Amici, complici, amanti,
di Harvey Fierstein
(Torch Song Trilogy, Usa, 1988).
3)
L'attimo fuggente,
di Peter Weir
(Dead Poets Society, Usa, 1989).
4)
Le invasioni barbariche,
di Denys Arcand
(Les invasion barbare, Can, 2002).
5)
Priscilla,
di Stephan Elliott
(Priscilla, the Queen of the Desert, Aus, 1994).
6)
Hair,
di Milos Forman (Hair, Usa, 1979).
7)
Il grande freddo,
di Lawrence Kasdan
(The Big Chill, Usa, 1983).
8)
Barry Lyndon,
di Stanley Kubrick
(Barry Lyndon, 1975).
9)
Frankenstein Jr.,
di Mel Brooks
(Jr. Frankenstein, Usa, 1974).
10)
Harry, ti presento Sally,
di Rob Reiner
(When Harry Met Sally, Usa, 1989).
11)
I segreti di Brokeback Mountain,
di Ang Lee
(Brokeback Mountain, Usa, 2005)
12)
Stand By Me,
di Rob Reiner
(Stand By Me, Usa, 1986).
13)
Chicago,
di Rob Marshall
(Chicago, Usa, 2003).
14)
Bowling a Columbine,
di Michael Moore
(Bowling for Columbine, Usa, 2002).
15)
Il dottor Stranamore,
di Stanley Kubrick
(Doctor Strangelove, Usa, 1964).
16) Babel,

di A.G. Iñárritu
(Babel, Mex - Usa, 2006)
17) 2001, Odissea nello spazio,
di Stanley Kubrick
(2001: A Space Odissey, Usa, 1968).
18)
Chorus Line,
di Richard Attenborough
(A Chorus Line, Usa, 1985).
19)
Ovosodo,
di Paolo Virzì (Ita, 1987).
20)
Donne sull'orlo di una
crisi di nervi
,
di Pedro Almodovar
(
Mujeres al borde de un
ataque de nervios,
Spa, 1988).
21)
L'uomo bicentenario,
di Chris Columbus
(Bicentennial Man, Usa, 1999).

Una dozzina di scrittori moderni tosti

1) Franz Kafka (CEC); 2) Mordecai Richler (CAN); 3) Pier Paolo Pasolini (ITA); 4) Pier Vittorio Tondelli (ITA); 5) Stephen King (USA); 6) Italo Calvino (ITA) 7) David Leavitt (USA); 8) Ian McEwan (UK); 9) Jeannette Winterson (UK); 10) Hanif Kureishi (UK); 11) Peter Hoeg (DAN) 12) Bret Easton Ellis (USA)

I 3 migliori giovani attori italiani

1) Libero De Rienzo; 2) Luigi Lo Cascio 3) Claudio Santamaria.





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