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AnelliDiFumo
Aspettando una (nuova) invasione di eserciti alleati
POLITICA
16 settembre 2008
Imma Carfagna


Come alcuni di voi già sanno, su Repubblica di due giorni fa è comparsa una lettera di Imma Battaglia, scritta chiaramente in un momento di scarsa lucidità personale. La lettera diceva:

Mi scuso per il ritardo con cui scrivo, ma ho preferito far calmare le acque della presunzione gay. Ho condiviso ogni parola dell'articolo di Francesco Merlo (del 23 agosto us), sul vittimismo gay e sul protagonismo mediatico di Arcigay e di tutti gli autoreferenziali rappresentati gay. Non se ne può più di questo bisogno di urlare una condizione che è normale, non ha nulla di particolare e che, detto seriamente, non subisce alcuna vera discriminazione. Chiedo scusa se sono molto sincera. 

Imma Battaglia, presidente DiGayProject

In seguito a queste affermazioni qui sopra, ho ritenuto di scrivere una lettera aperta al DGP, a Imma e al resto della realtà LGBT italiana e a parte della blogosfera rainbow. Il testo della mia lettera diceva:

Salve,

ho letto la lettera scritta sotto evidenti effetti allucinogeni da Imma Battaglia a Repubblica di oggi. Sì, quella in cui dà ragione all'editoriale omofobico e ignorante di Francesco Merlo di qualche giorno fa.

Beh, io penso che ci sia un limite a tutto, ma facciamo finta che la signora Battaglia abbia ragione, per una volta.

La frase da lei scritta non lascia spazio a dubbi e/o fraintendimenti: “Non se ne può più di questo bisogno di urlare una condizione che è normale, non ha nulla di particolare e che, detto seriamente, non subisce alcuna vera discriminazione”.

Se è così, sciogliete il DGP, perché è venuta a mancare la ragione sociale della vostra associazione. Non ha senso stare a organizzare un Gay Village nel momento in cui la comunità LGBT "non ha nulla di particolare" e "detto seriamente, non subisce alcuna vera discriminazione".

Se poi è stato un errore, come si capirebbe dalla necessaria precisazione comparsa tardivamente sul vostro sito, civiltà e umiltà vogliono che si chieda scusa alla comunità LGBT italiana, magari attraverso una nuova lettera a Repubblica, nel rispetto dovuto almeno a tutte le vittime di azioni gravi di discriminazione come violenze e omicidi.

Sciltian Gastaldi

***

La cosa interessante è che Imma Battaglia, forse avendo ricevuto qualche decina o centinaio di email di protesta, ha ritenuto di rispondermi. Di questo la voglio ringraziare pubblicamente, perché so quanto in Italia sia raro che un presidente di un'associazione LGBT dia retta a un conoscente che scrive per muovere una critica.

La Battaglia ha scritto una prima mail interessante, cortese e accomodante (che secondo me le è stata preparata da qualcuno che sa usare la sintassi e sa come porsi quando si replica a una lettera aperta) alla quale ho a mia volta risposto in modo civile. La seconda mail della Battaglia è invece di certo opera sua, ne riconosco lo stile sguaiato e la sintassi arruffata. Siccome la Battaglia non ha dato il permesso a pubblicare le sue due risposte, ve le riassumo io. In realtà se volessi potrei pubblicare tutto perché sono un giornalista professionista e la legge italiana prevede che io possa pubblicare tutto ciò che secondo me costituisce notizia, se non diffonde informazioni sensibili sulla salute o sull'orientamento sessuale di qualcuno. Ma tanto a riassumere il pensiero della Battaglia non ci metto molto.

Nella prima mail, lei sostanzialmente rivendica il diritto a portare avanti una politica trasversale, che punti decisamente sulla Destra politica italiana. Sostiene la Battaglia che dopo la morte politica (o fisica) di Berlusconi, la scena sarà giocata da Fini e Veltroni e, da quanto si capisce, tra i due lei pensa di puntare più sul primo che sul secondo.

Ma va? Non l'avevamo capito, Imma. Il fatto è che la realtà non è nemmeno questa di una Battaglia intimamente convinta di poter trovare in AN ciò che non ha trovato nel PD (!!!). La realtà è che Imma Battaglia farebbe qualunque cosa pur di mantenere l'autorizzazione a svolgere il Gay Village in estate a Roma, che è poi l'unica ragione dell'esistenza del DGP, che da tempo ha smesso di preoccuparsi di ottenere un avanzamento giuridico per i cittadini LGBT. Oggi il sindaco è Alemanno, e quindi tocca essere trasversali in favore di An-PDL. Ma proprio durante la campagna elettorale per il Campidoglio, Imma fece una campagna sfegatata in favore del baciapile Rutelli, salvo poi virare di 180° al momento dell'elezione del suo avversario. E questo, in politica, ti rende non credibile da parte del tuo avversario, quando cerchi di accreditarti ai suoi occhi con lettere tipo quella pubblicata da Repubblica qui sopra.

Io, da parte mia, le ho ricordato come in Regno Unito e Canada le associazioni LGBT hanno ottenuto successo:

Per essere breve: il movimento LGBT vince nei paesi dove:

1) E' molto unito (precondizione che manca al caso italiano, anche per causa tua e della tua associazione)
2) E' capace di costruire alleanze con le chiese protestanti (in Italia sono meno forti, ma ci sono e ne basta una sola che cominci a officiare matrimoni gay sulla base della libertà di religione: i Valdesi)
3) E' capace di infiltrarsi in più partiti, in modo da non dare l'idea di essere solo una corrente di un unico partito (in Italia questo è oggi possibile)
4) E' disposto ad andare allo scontro frontale con i politici omofobi, attraverso la tecnica dell'outing.

e ho aggiunto che la trasversalità va bene, ma occorre puntarla in chiave religiosa. Occorre, in altre parole, avvicinare quelle realtà protestanti come la Chiesa Valdese, laddove ci sono orecchie pronte ad ascoltare e teste che ragionano. Quando la Chiesa Valdese comincerà a officiare i primi matrimoni tra coppie dello stesso sesso, il governo potrà portare la questione davanti alla Corte Costituzionale e a quel punto la suprema corte non potrà che dare ragione alla Chiesa Valdese sulla base del principio della libertà di religione.

Se poi da questo trasversalismo, si ritiene di agire anche a livello partitico (cosa che io non penso utile, per inciso), ebbene il primo partito da contaminare sarebbe semmai il Centro dell'UDC, quello che oggi pare il più ostile all'avanzamento sul terreno dei diritti civili, che però è il più sensibile a cambiare direzione a seconda di come gira il vento delle chiese cristiane. Non a caso, pochi giorni fa, un deputato nazionale dell'UDC ha fatto coming out, qualcosa che in AN non abbiamo ancora visto fare.

Ho anche cercato di spiegare a Imma i motivi per cui in AN non hanno interesse e non possono fare dei passi in avanti verso l'eguaglianza dei diritti civili per le persone LGBT. E poi ho detto in modo franco a Imma che lei si porta una parte notevole di responsabilità per la situazione attuale, perché la sua associazioncina del picchio non fa che dividere il panorama LGBT e mantenerlo nella posizione di debolezza attuale. Le ho quindi infine suggerito una cosa che non farà mai, perché sarebbe un aiuto alla comunità LGBT: di fondere il DGP nell'Arci Gay oppure nel Mario Mieli.

Non mi aspettavo una risposta costruttiva da Imma, naturalmente. Ma nemmeno che raggiungesse il grado di infantilismo delle sue due successive mail, alle quali ho risposto in modo da farla sentire a sufficienza per ciò che è. L'unica cosa seria che ha detto, se vogliamo definirla tale, è che lei è contraria all'outing dei politici omofobici perché secondo lei è un'azione violenta quanto quella dell'assessore di Albizzate che dichiara di volere i gay nelle foibe. E ho detto tutto.




permalink | inviato da AnelliDiFumo il 16/9/2008 alle 4:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (46) | Versione per la stampa
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Rachel Ballon, Breath Life Into Your Characters. How To Give Your Characters Emotional &
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psicologa con la passione della narrativa. A dirla tutta m'aspettavo qualcosa di molto migliore.
Qui ci sono consigli per lo più sciocchi e sterili che chiunque sia uno scrittore ha già pensato di
suo.

Paolo Russo, Storia del cinema italiano, (2008) Lindau. Un agile manuale di storia del cinema,
come ce ne voleva. Ha anche delle buone schede sinottiche di storia generale, sebbene non
sempre accurate (la c.d. "Legge Truffa" non fu certo la Legge Acerbo del 1923, bensì quella
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Ultimi libri letti (idem come sopra)

William Burroughs, La scimmia sulla schiena, (1998, Junkie 1953) BUR. Il celeberrimo romanzo-diario d'esordio di Burroghs sugli effetti della tossicodipendenza. Scritto da un tossicologo che sarebbe diventato tossicodipendente, ne sarebbe uscito e si sarebbe affermato come scrittore psichedelico.

Gianluca Morozzi, L'era del porco, (2008) TEA. Quasi un diario letterario-sentimentale scritto da una delle migliori penne italiane contemporanee. Romanzo umoristico, si ride ad alta voce.

Il miglior film visto al cinema:

Nel 2003

Goodbye Lenin, di Wolfgang Becker (Ger, 2003). Voto: 9- Un colpo di genio "tedesco orientale" sui tempi intensi e veloci che viviamo. Con: Benny e poi con Luca G., Andrea G., Valerio.

...nel 2004 (ex aequo)

Le invasioni barbariche, di Denys Arcand (Can, Fra, 2003). Voto: 9,5 Ho pianto, ho riso, ho riflettuto. Questo è il Cinema con la "C" maiuscola. Arcand non fa molti film, ma già con La natura ambigua dell'amore si era fatto benvolere. Con Leo, Claudia, Emanuele, Liuk, Laura.

Bowling for Columbine. Di Michael Moore (Usa 2002). Voto: 9 . Un vero e proprio gioiello, che ha riaperto la strada del docu-film a Hollywood. Si ride, si piange, si viene informati e si rimane sbalorditi. Quest'uomo, Michael Moore, sa cosa sia il cinema e sa quanto possa essere potente. Attendo di vedere gli altri suoi lavori. Con mamma e papà.

...nel 2005

Romanzo criminale, di Michele Placido (Italia, 2005). Voto 8 . Uno dei pochi film italiani di livello internazionale, che racconta la storia reale della banda della Magliana, approfittando per ripercorrere una storia d'Italia dal 1970 al 1990 che più nera non si potrebbe. Subilme il cast (Santamaria, Rossi Stuart, Camarcio, Favino, Trinca...), nonostante il solito inadeguato Stefano Accorsi. Grande la sceneggiatura, a parte un errore nel personaggio del commissario che perde la testa per una mignotta d'alto bordo - parte della sua indagine - come fosse un 14enne in grave crisi ormonale. Alcuni gravi errori di edizione (esplode l'ala sbagliata della stazione di Bologna; compare un cordless in una casa del 1979/80) non ne consentono un voto più alto, ma il film è da non perdere.

...nel 2006 (ex aequo)

I segreti di Brokeback Mountain, di Ang Lee (Usa, 2005). Voto: 9-. Un film disarmante nella sua semplicità. Un film che descrive senza indugi il piombo di una scelta di rinuncia in campo sentimentale. Un film che illustra l'amore per come è, tra due uomini vaccari della provincia statunitense più gretta e intollerante. Un film su come si può farsi scivolare tra le dita il senso della vita. Fotografia mozzafiato e recitazione impeccabile ne fanno un piccolo capolavoro.

Babel, di Alejandro González Iñárritu (Mex - Usa 2006). Voto 8,5. Come vedrebbe la Terra un marziano che la osservasse da fuori? Attraverso la metafora dell'incomunicabilità, uno spaccato in quattro film fra loro gentilmente intersecati che lascia senza parole e fa gridare al capolavoro del regista di 21 grammi e Amores perros. Da non perdere assolutamente.

...nel 2007

Le vite degli altri, di Florian Henckel von Donnersmarck (Ger, 2006). Voto 9. Tratto da una storia vera, l'esempio di come la realtà superi spesso la fantasia nel campo dell'assurdo e dell'incredibile. Un capolavoro di un giovane regista tedesco al suo esordio. Premio Oscar come miglior film straniero. Recitazione impressionante.

...nel 2008

Gomorra, di Matteo Garrone (Ita, 2008). Voto 9. Segna la rinascita del cinema italiano, tra neo-realismo e iper-realismo. Sceneggiatura in collaborazione con Roberto Saviano, in alcuni tratti semplicemente geniale.

...nel 2009

Milk, di Gus Van Sant (USA, 2008). Voto 8+. Un gran film per raccontare una vita ordinaria che diventò straordinaria. Una grande lezione politica, con una eccezionale interpretazione di Sean Penn.

I 21 film che mi hanno
cambiato la vita

1)
Sei gradi di separazione,
di Fred Schepisi
(Six Degrees of Separation, Usa, 1993).
2)
Amici, complici, amanti,
di Harvey Fierstein
(Torch Song Trilogy, Usa, 1988).
3)
L'attimo fuggente,
di Peter Weir
(Dead Poets Society, Usa, 1989).
4)
Le invasioni barbariche,
di Denys Arcand
(Les invasion barbare, Can, 2002).
5)
Priscilla,
di Stephan Elliott
(Priscilla, the Queen of the Desert, Aus, 1994).
6)
Hair,
di Milos Forman (Hair, Usa, 1979).
7)
Il grande freddo,
di Lawrence Kasdan
(The Big Chill, Usa, 1983).
8)
Barry Lyndon,
di Stanley Kubrick
(Barry Lyndon, 1975).
9)
Frankenstein Jr.,
di Mel Brooks
(Jr. Frankenstein, Usa, 1974).
10)
Harry, ti presento Sally,
di Rob Reiner
(When Harry Met Sally, Usa, 1989).
11)
I segreti di Brokeback Mountain,
di Ang Lee
(Brokeback Mountain, Usa, 2005)
12)
Stand By Me,
di Rob Reiner
(Stand By Me, Usa, 1986).
13)
Chicago,
di Rob Marshall
(Chicago, Usa, 2003).
14)
Bowling a Columbine,
di Michael Moore
(Bowling for Columbine, Usa, 2002).
15)
Il dottor Stranamore,
di Stanley Kubrick
(Doctor Strangelove, Usa, 1964).
16) Babel,

di A.G. Iñárritu
(Babel, Mex - Usa, 2006)
17) 2001, Odissea nello spazio,
di Stanley Kubrick
(2001: A Space Odissey, Usa, 1968).
18)
Chorus Line,
di Richard Attenborough
(A Chorus Line, Usa, 1985).
19)
Ovosodo,
di Paolo Virzì (Ita, 1987).
20)
Donne sull'orlo di una
crisi di nervi
,
di Pedro Almodovar
(
Mujeres al borde de un
ataque de nervios,
Spa, 1988).
21)
L'uomo bicentenario,
di Chris Columbus
(Bicentennial Man, Usa, 1999).

Una dozzina di scrittori moderni tosti

1) Franz Kafka (CEC); 2) Mordecai Richler (CAN); 3) Pier Paolo Pasolini (ITA); 4) Pier Vittorio Tondelli (ITA); 5) Stephen King (USA); 6) Italo Calvino (ITA) 7) David Leavitt (USA); 8) Ian McEwan (UK); 9) Jeannette Winterson (UK); 10) Hanif Kureishi (UK); 11) Peter Hoeg (DAN) 12) Bret Easton Ellis (USA)

I 3 migliori giovani attori italiani

1) Libero De Rienzo; 2) Luigi Lo Cascio 3) Claudio Santamaria.





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